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giovedì 19 giugno 2008

Processo per disobbedienza civile


Dichiarazioni di Claudia Sterzi, responsabile dell'Associazione
Radicale Antiproibizionisti


In un' Italia dove il Governo opera attraverso decreti legge per sospendere i processi, le disobbedienze civili nonviolente radicali rappresentano un esempio unico.Ieri, 18 giugno 2008, a Siena, è arrivato alla sentenza di primo grado
il processo che mi vedeva imputata, con Rita Bernardini e Giulio Braccini, per cessione gratuita di mariuana nel corso di una manifestazione per i diritti dei cittadini e dei malati ad usare anche farmaci derivati dai principi attivi della canabis.Dopo 6 anni dal giorno in cui, in nome di Ennio Boglino e di tutti i
malati ai quali era, ed è nei fatti, negato l'accesso alla canapa terapeutica, mettemmo in atto la nostra azione nonviolenta, siamo stati condannati a 4 mesi e 1500 euro di multa cadauno (con indulto), pagamento delle spese processuali e, come corollario, perdita dei diritti passivi di elettorato.
Il giudice si è riservato 90 giorni di tempo per depositare le motivazioni; le arringhe del pubblico ministero e dell' avvocato difensore hanno appassionatamente, a dire il vero, riguardato tre concetti: quello di dose drogante, riferito alla canapa, e quindi l'idoneità della quantità di canapa distribuita (ottima qualità, 4,8% di THC) a produrre effetto drogante e quindi lesione del bene giuridico tutelato dalla norma; il concetto di inodoneità dell'azione di disobbedienza civile a ledere il suddetto bene giuridico tutelato (che poi è nientepopodimenoche la salute psicofisica del soggetto che beneficia della cessione gratuita ), in quanto azione strutturata che comprende preavviso alle forze dell'ordine; infine l'effettiva intenzione offensiva del reato.
Quando si mette in atto una disobbedienza civile non è che ci si aspetti una assoluzione; anzi. Fra gli scopi, sollevare il dibattito pubblico su un argomento ( nello specifico, l'accesso ai farmaci derivati dalla canapa ), produrre giurisprudenza. A molti ragazzi, che hanno detenuto o ceduto quantità simili a quelle che noi abbiamo detenuto e ceduto in concorso, è andata molto peggio.
La storia delle disobbedienze civili radicali sulla droga, in Italia, non è finita; deve durare almeno fino a che, come ha scritto Ennio Boglino nel 2002 : ". . . un cittadino non può, a causa di un proibizionismo cieco e bigotto, acquistare farmaci a base di marijuana già disponibili e usati con successo in Canada, Usa, Germania, Gran Bretagna, Paesi Bassi e Israele."

2 commenti:

Davide ha detto...

Si legge Governo Italiano(qualunque esso sia) ma dietro c'è scritto "Censura e Proibizionismo", poi mancava solo lo STOP ai PROCESSI , un'altra legge salva berlusconi... ma poi dico io : nei paesi piu importanti è stata liberalizzato l'uso dei farmaci a base di marijuana, perkè da noi no?? vorrei capire i loro motivi per cui attuano sempre una politica PROIBIZIONISTA!!! (Conservatori del cazzo)

Ps: approposito, su IDV concordo il tuo pensiero ma la loro opposizione sugli argomenti trattati dal governo ultimamente mi fa contento perchè c'è qualcuno almeno che denuncia dei fatti (anche se non tutti)in parlamento.

Ciao Dome alla prossima!

Domenico Letizia ha detto...

davide hai c'entrato in pieno con la parentesi (conservatori.)
io l'itlaia a volte non la capisco
questi conservatori si fanno portavoci del liberalismo (che è diverso da liberismo)e sono contemporanemntwe contro il libero mercato sono proibizionisti e permettono allo stato di entrare nella vita privata dei cittadini dettando morale e giudicando la prostituzione volontaria come un reato.
allora io non capisco siamo alla presenza di una nuova corrente quella dei liberali illiberali? credo che Pannella la Bonino ma anche zapatero e blair ( che per mè è un Caz...)in Italia non sanno in che modo morire.... per le stronzate che ci sono in giro.
e intanto boselli che io non ho votato non entra neanche in parlamnto giudicato dai liberali che liberali non son...mah.

"Il mio identikit politico è quello di un libertario, tollerante. Se poi anarchico l'hanno fatto diventare un termine orrendo... In realta' vuol dire solo che uno pensa di essere abbastanza civile da riuscire a governarsi per conto proprio, attribuendo agli altri, con fiducia, le stesse capacità" ( Fabrizio De André )