SITO ANARCOLIBERALE A CURA DI DOMENICO LETIZIA. Laboratorio per un Neo-Anarchismo Analitico che sia Liberoscambista, Volontarista, Possibilista e Panarchico con lo sguardo verso i valori del Liberalismo Classico, del Neo-mutualismo e dell'Agorismo. Un laboratorio che sperimenti forme di gestione solidali, di mercato dencentralizzato e di autogestione attraverso l'arma della non-violenza e lo sciopero fiscale, insomma: Disobbedienza Civile

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sabato 31 maggio 2008

Carceri: 3 morti per pestaggi in un mese


• Intervento della Senatrice Donatella Poretti, parlamentare Radicale-Partito Democratico

Nelle carceri della Sardegna si registra un dato davvero inquietante: nel solo mese di maggio tre persone detenute, due italiani e una nigeriana, sono morte dopo essere state coinvolte in zuffe con altri detenuti. La responsabilità di tali pestaggi, due avvenuti nel carcere Buoncammino di Cagliari, uno in quello di Oristano, per il momento sarebbe attribuita a detenuti immigrati. Poco altro è stato diffuso a proposito delle inchieste aperte dalla magistratura che ancora attendono i risultati di autopsie e perizie necroscopiche per accertare le reali cause dei decessi.

Non si capisce come, in strutture con elevati livelli di sorveglianza come gli ambienti di detenzione, simili accadimenti possano verificarsi. Ci sembra urgente e necessario chiedere che le istituzioni facciano luce subito su una tale escalation di violenza in pochi giorni all'interno delle carceri. E' un dato che, con l'aumento della popolazione detenuta, nuovamente in gran parte sovraffollate, si registra più in generale nell'intero territorio nazionale, ma che in Sardegna, dove anni fa scoppiò lo scandalo dei pestaggi nel carcere di San Sebastiano, assume un carattere ancora più sinistro. Col Sen. Marco Perduca nei prossimi giorni presenteremo un'interrogazione urgente al Ministro della Giustizia per chiedere l'avvio di un'indagine ministeriale sui casi avvenuti in Sardegna. Stiamo inoltre valutando di eseguire a breve delle visite nelle carceri della Regione.

giovedì 29 maggio 2008

Ecco: Poste Italiane!

• Dichiarazione di Marco Pannella
Su 1.712.967 ‘pezzi’ di posta elettorale commissionata dai Radicali e dal PD per la scorsa campagna elettorale Poste Italiane è stata ‘capace’ di recapitarne al massimo non più del 38%. Sono questi i risultati di un sondaggio, commissionato per l’occorrenza, ed effettuato nella settimana successiva al voto su un campione elevatissimo di 3.579 elettori, estratto in modo sistematico dalle liste alfabetiche stratificate per Codice di avviamento postale tre le persone che avrebbero dovuto ricevere il messaggio elettorale dei Radicali e del PD.

E’ un risultato eclatante che certifica la disfunzione di un servizio pubblico da parte di un monopolista che per tale servizio oltre a percepire quattrini dai partiti – 0,04 centesimi per ‘pezzo’ – percepisce quattrini dallo Stato per la differenza con i 60 centesimi che è il costo ‘ordinario’ di un invio con posta prioritaria.Noi da parte nostra, quasi certamente, daremo avvio ad una serie di iniziative legali e parlamentari, così come facemmo per un altro invio a cui fummo costretti nel 2004 a causa della censura del partito RAISET in occasione della campagna elettorale delle Europee. All’epoca furono commissionati 40.133.811 ‘pezzi’, con un prezzo unitario che moltiplicato faceva un totale di oltre 6milioni di Euro; ne furono consegnati molti ma molti meno. D’altra parte secondo le stesse Poste ne sarebbero state in quella occasione regolarmente consegnate circa l’80%, risultato da loro giudicato del tutto soddisfacente: su questo deciderà e tornerà a decidere il Tribunale di Roma.Sappiamo che altri, tra i quali per le elezioni amministrative il candidato Sindaco Rutelli e l’amplissimo schieramento attorno a lui formatosi, hanno subito, denunciato e annunciato di reagire anch’essi nelle opportune sedi.
Ci chiediamo se e quando le altre forze politiche (anche se, com’è noto lautamente ‘rimborsate’ dallo Stato) non intendano a difesa degli interessi anche dei cittadini-elettori e della azienda, in questo settore monopolista, associarsi alle nostre iniziative che sono in corso assumendone delle nuove.

mercoledì 28 maggio 2008

Paulville, e il sogno libertario diventa realtà


Chi odia lo Stato, vive a Paulville
Perse le primarie repubblicane, i sostenitori del candidato più individualista d’America si danno all’edilizia

La campagna presidenziale del candidato libertario, Ron Paul, è finita da un pezzo, ma la rivoluzione di Ron Paul ha trovato un nuovo posto dove piantare le sue radici: a Paulville, una città in fase di costruzione fatta da e per i sostenitori del rappresentante congressuale texano. Si può dire quel che si vuole dei sostenitori di Ron Paul, ma una cosa è sicura: sono ferocemente fedeli e disposti ad andare fino in fondo. Stanno costruendo la nuova città in un’area remota del Texas che si chiama Badlands, nel nord di Hudspeth County. La città è stata ideata da e per un gran mercato di sostenitori di Ron Paul o per gente che vive secondo principi libertari. Si stima che i seguaci di Ron Paul siano centinaia di migliaia.
Il Partito Libertario del Texas crede che Paulville abbia il potenziale di essere un esempio pratico e vivente di cosa significa vivere da libertario. Per adesso non c’è granché ma i suoi sostenitori stanno già sottoscrivendo iscrizioni per i nuovi proprietari che vogliono vivere insieme secondo i principi di individualismo e libertà. I pianificatori hanno già alzato i cartelli per l’entrata in città e stanno costruendo le fogne e i sistemi elettrici con una clausola opt-out per chi non desidera sottoscrivere questi servizi. Una comunità pianificata dietro una cancellata che sia però libera da regolazioni è difficile da immaginare. Sembra piuttosto un controsenso. Eppure dopo il Texas, si prevede di costruire simili città nel New Hampshire, nel South Dakota, nel Wyoming e nell’Alaska.

I sostenitori credono che persone che condividono lo stesso credo possono formare una comunità separata ma prosperosa. In fondo non c’è niente di nuovo nelle comunità basate su un credo o un’ideologia. Le prime colonie negli Stati Uniti erano fondate da persone che volevano vivere assieme ai loro simili: i Puritani nel Massachusetts, gli Hamish nella Pennsylvania e tanti altri. O anche in altri paesi come l’esperimento socialista New Australia fondata nel 1893 in Paraguay o la Fondazione Findhorn stabilita nel 1972 nella Scozia. Ma ci sono stati anche altri tentativi simili a quello dei sostenitori di Ron Paul come la “Free State Project” nel New Hampshire, ancora in fase nascente. Celebration, è una città concepita da Disney World in Orlando, Florida e Ave Maria, una comunità cattolica, fondata dal miliardario americano, Tom Monaghan, fondatore della catena di pizzerie a consegna domiciliare “Domino’s Pizza” e creata intorno alla sua Ave Maria università vicino a Naples, Florida, è stata inaugurata l’anno scorso.

lunedì 26 maggio 2008

Lo Stato e i suoi Gulag


Ieri sera i detenuti hanno protestato spaccando strutture e minacciando un suicidio di massa dopo essersi legati delle corde al collo
TORINO
È tornata la calma al Cpt di Torino dopo la protesta della notte scorsa inscenata dagli ospiti del centro in seguito alla morte di un loro compagno.
Ieri sera alcuni immigrati sono confluiti nel cortile del centro, nel quale hanno accatastato pezzi di materasso delle camerate ed hanno gridato «Libertà» e «Non vogliamo morire come Hassan», il trentaseienne marocchino deceduto nella notte tra venerdì e sabato, probabilmente per una forma di polmonite fulminante, e che secondo gli ospiti del centro non sarebbe stato curato, mentre la direzione del Cpt ha assicurato che l’uomo ha avuto assistenza.

La protesta si è conclusa attorno alle due con il ritorno degli immigrati nelle camerate, senza che fosse necessario l’intervento delle forze dell’ordine. Stamani al Cpt torinese è attesa la visita di parlamentari, mentre sarà l’autopsia disposta dal magistrato a chiarire le effettive cause della morte dell’extracomunitario.

domenica 25 maggio 2008

Amici Libertari...Rischio dittatura e repressione!


"Così ho visto i poliziotti scatenati
picchiare donne e persone anziane"


Ecco il racconto di una docente di Storia testimone oculare degli scontri dell'altra sera davanti alla discarica di Chiaiano
Dalla professoressa Elisa Di Guida, docente di storia e filosofia in un liceo di Napoli, riceviamo questa testimonianza suglia scontri di ieri sera a Chiaiano: "Io sono nata in quella zona - ci ha raccontato per telefono - ma non abito più lì da tempo. Però mi sento legata a quella gente e a questa brutta vicenda. Così ieri sera ero lì e ho visto cose terribili. Ho avuto la sensazione che tutto fosse preparato, che la polizia abbia caricato improvvisamente senza una ragione, una scintilla. Perciò ho deciso di provare a scrivere quello che avevo visto".

Ecco il racconto della professoressa Di Guida
"Datemi voce e spazio perché sui giornali di domani non si leggerà quello che è accaduto. Si leggerà che i manifestanti di Chiaiano sono entrati in contatto con la polizia. Ma io ero lì. E la storia è un'altra".
"Alle 20 e 20 almeno 100 uomini, tra poliziotti, carabinieri e guardie di finanza hanno caricato la gente inerme. In prima fila non solo uomini, ma donne di ogni età e persone anziane. Cittadini tenaci ma civili - davanti agli occhi vedo ancora le loro mani alzate - che, nel tratto estremo di via Santa Maria a Cubito, presidiavano un incrocio. Tra le 19,05 e le 20,20 i due schieramenti si sono solo fronteggiati. Poi la polizia, in tenuta antisommossa, ha iniziato a caricare. La scena sembrava surreale: a guardarli dall'alto, i poliziotti sembravano solo procedere in avanti. Ma chi era per strada ne ha apprezzato la tecnica. Calci negli stinchi, colpi alle ginocchia con la parte estrema e bassa del manganello. I migliori strappavano orologi o braccialetti. Così, nel vano tentativo di recuperali, c'era chi abbassava le mani e veniva trascinato a terra per i polsi. La loro avanzata non ha risparmiato nessuno. Mi ha colpito soprattutto la violenza contro le donne: tantissime sono state spinte a terra, graffiate, strattonate. Dietro la plastica dei caschi, mi restano nella memoria gli occhi indifferenti, senza battiti di ciglia dei poliziotti. Quando sono scappata, più per la sorpresa che per la paura, trascinavano via due giovani uomini mentre tante donne erano sull'asfalto, livide di paura e rannicchiate. La gente urlava ma non rispondeva alla violenza, inveiva - invece - contro i giornalisti, al sicuro sul balcone di una pizzeria, impegnati nel fotografare". "Chiusa ogni via di accesso, alle 21, le camionette erano già almeno venti. Ma la gente di Chiaiano non se ne era andata. Alle 21.30, oltre 1000 persone erano ancora in strada. La storia è questa. Datemi voce e spazio. Perché si sappia quello che è accaduto. Lo stato di polizia e l'atmosfera violenta di questa sera somigliano troppo a quelli dei regimi totalitaristi. Proprio quelli di cui racconto, con orrore, ai miei studenti durante le lezioni di storia". Detto da una collega professoressa di Storia e come Storico dico qui si rischia grosso! W la LIBERTA'!

sabato 24 maggio 2008

La contraccezione è il reale strumento antiaborista

Il 22 maggio 1978, dopo una lunga campagna condotta dai radicali e dai laici, veniva approvata la legge 194 sull'interruzione di gravidanza. Statistiche alla mano, la legalizzazione dell'aborto ha permesso una drastica riduzione del numero della interruzioni di gravidanza nel nostro Paese, dimostrando che la strada giusta per cercare di controllare il fenomeno non è quella della proibizione, che produce clandestinità e abusi, ma quella del sostegno alle scelte di maternità consapevole.
Se vogliamo continuare a ridurre il numero delle donne che ricorrono all'aborto - e oggi l'emergenza riguarda soprattutto le donne immigrate - occorre rafforzare tutti gli strumenti previsti dalla legge, a partire da una corretta informazione sull'uso degli anticoncezionali, tra cui quelli d'emergenza, come la cosiddetta pillola del giorno dopo.

Nella maggior parte dei paesi europei e negli Stati Uniti per ottenere la pillola del giorno dopo (Norlevo o Levonelle) non serve una prescrizione medica: addirittura in Francia la pillola d'emergenza viene distribuita gratuitamente nelle scuole. I rischi derivanti dall'assunzione della pillola del giorno dopo, infatti, non sono superiori a quelli di un normale farmaco da banco. In Italia, invece, per acquistare la pillola del giorno dopo è necessario procurarsi la ricetta: si tratta di una complicazione inutile che fa aumentare il rischio di gravidanze indesiderate, dal momento che l'efficacia della pillola è maggiore se viene assunta tempestivamente dopo un rapporto sessuale a rischio (per esempio, nel caso di rottura o scivolamento del profilattico).
In occasione del trentennale della legge 194 e per ribadire che la contraccezione - e non l'obiezione di coscienza - è il reale strumento antiabortista, l'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, l'Associazione radicale "Global Democracy" e l'ARA (Associazione radicale antiproibizionisti) organizzano domenica 25 maggio dalle ore 9 alle ore 12, in piazza Gramsci, un tavolo d'informazione dove sarà possibile firmare la petizione che chiede l'abolizione dell'obbligo di ricetta per la pillola del giorno. Al tavolo sarà presente il dottor Francesco Megale che è disponibile a prescrivere la pillola del giorno a chi ne avesse bisogno o a chi volesse premunirsi contro il rischio di imbattersi, in caso di necessità, nel rifiuto di un medico obiettore.

venerdì 23 maggio 2008

Ma quanto è vero!

Prima regola per non avere noie: non giudicare mai come illegittima un'attività dello Stato, o rischi la galera.
Seconda regola: non intraprendere mai per tuo conto un'attività dello Stato, o la galera diventa certa.
Ognuno ne tragga le conclusioni che crede, la nostra è la seguente: lo Stato non è che un'organizzazione criminale che pretende di operare in regime di monopolio.

martedì 20 maggio 2008

FESTIVAL INTERNAZIONALE DELLA RIFLESSIONE ARTISTICA SUL SESSO


FESTIVAL INTERNAZIONALE DELLA RIFLESSIONE ARTISTICA SUL SESSO - MILANO
Info e richieste di partecipazione a: info@sexpol.it

lunedì 19 maggio 2008

Nessuno ha ancora applicato il vero federalismo!

Chiedi alla gente la sua opinione in quanto parte della massa, e avrai risposte stupide, capricciose e violente; chiedi alle persone cosa pensano in quanto membri di un gruppo specifico, dove c'è solidarietà reale e caratteristiche distintive, e le risposte saranno responsabili e sagge. Esponile al "linguaggio" politico della democrazia di massa, che rappresenta "il popolo" come unitario e indiviso, e le minoranze come traditori, e faranno nascere la tirannia; esponile al linguaggio politico del federalismo, in cui il popolo figura come un aggregato diversificato di associazioni reali, e resisteranno alla tirannia fino alla fine.
Pierre J. Proudhon

(Ho scritto una bozza di Costituzione per il Sud Italia e per quando sarà libero):

La Costituzione della ‘’Repubblica Federale del Sud Libero e Libertario d’Italia ’’

Art 1: Il Sud Libero e Libertario è una Repubblica democratica FEDERALE, fondata SULLA LIBERTA'. La Federazione è un'unione volontaria di Comunità libere e indipendenti.

Art 2: La sovranità appartiene al popolo, che la esercita in tutti i suoi limiti. Nel suo ambito ogni individuo è libero, e la sua libertà ha come unico limite la libertà degli altri individui.

Art 3: La Repubblica difende il Diritto degli individui e delle associazioni di seccedere dalla Repubblica, quando esse non dovessero ritrovarsi nelle linee programmatiche della Costituzione. Il diritto di secessione non può essere sottoposto ad alcuna restrizione o limitazione.

Art 4: La Repubblica non può intromettersi con leggi fiscali e giuridiche tali, da compromettere la Libertà e la Felicità dei cittadini.

Art 5: Nessun vincolo è posto alla circolazione ed all'attività dei cittadini della Repubblica Federale sul territorio.

Art 6: La Repubblica Federale conserva il diritto di modificare il proprio ordinamento interno attraverso referendum indetto dagli abitanti della Repubblica

Art 7: ‘‘L’informazione della repubblica’’
La Repubblica garantisce e promuove la libertà d'espressione e la libertà di stampa che sono le principali garanzie che un governo, assieme agli organi di informazione (giornali, radio, televisioni, provider internet) deve garantire ai cittadini ed alle loro associazioni. Il sistema di telecomunicazioni, reti multimediali, informatica, telematica, radiodiffusione sonora e televisiva, tecnologie innovative applicate al settore delle comunicazioni é basato sulla libertá assoluta, senza restrizioni, per ogni cittadino di registrare, una testata presso l’Albo delle Stampa del Ministero delle Poste e Comunicazioni attraverso una semplice comunicazione scritta. Saranno immediatamente radiati dall’albo i mezzi d’informazione o i giornalisti che divulghino contenuti razzisti, che promuovano il terrorismo o l’intolleranza religiosa o etnica o di qualsiasi altra natura, ma nonostante ciò, per preservare la libertà di stampa, l’informazione non potrà in nessun caso essere censurata.

Art 8: La Repubblica promuove senza restrizioni o limiti la collaborazione scientifica con enti, musei, e singoli ricercatori al fine di divulgare la conoscenza della Repubblica stessa.


Art 9:
Flora, fauna e ambiente
La repubblica preserva un ambiente incontaminato. Tutti coloro residenti sul territorio della Repubblica dovranno rispettare senza nessuna inviolabilità o restrizione l’ambiente e il territorio della Repubblica. Compito della Repubblica è fornire un’ adeguata informazione sugli effetti che un'impresa può avere sull’ ambiente naturale o sull’ eredità culturale. La persona responsabile di danno all’ambiente e al territorio pagherà interamente la somma del danno. Le attività si avvarranno di tutta la tecnologia possibile che in base ad accertamenti ambientali provochino il minor rischio possibile al territorio e all’ambiente della Repubblica.


Art 10:
L’economia
La Repubblica é una giurisdizione 'no-tax'. L’economia é basata prevalentemente sul turismo, sull’educazione ambientale e su iniziative quali l’ emissione di francobolli postali, di moneta e come centro finanziario. La capacità dei redditi familiari medio - bassi di acquistare una casa, di perseguire un buon livello educativo e migliorare le loro finanze dipende non solo dagli incentivi ai risparmi, ma anche dalla cultura del risparmio, e dall’accesso a meccanismi di risparmio (come i conti bancari) e da una corretta protezione dei beni. Gli incentivi sui beni sono delineati in modo da incoraggiare la gente al risparmio. I cittadini promuovono la collaborazione del settore privato e delle organizzazioni no-profit in modo da fissare un piano di investimento che possa procurare dei benefici ai cittadini. La valuta utilizzata è il LIBERTAD. Non vi é un controllo sui cambi, gli investimenti stranieri sono ben accolti e possono essere liberamente rimpatriati, non vi sono tasse sui redditi societari o personali né sui profitti.

Art 11: La Repubblica ha come lingua nazionale l’italiano come lingue secondarie il tedesco,l’inglese, il portoghese,lo spagnolo, il cinese e il francese, tutela e promuove la conoscenza e l’insegnamento dei vari dialetti della Repubblica. La Repubblica tutela le minoranze linguistiche.

Art 12: Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica Federale Libertaria del Sud . Non è ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici.

Art 13: La Repubblica Federale ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri aggregati umani e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.

domenica 18 maggio 2008

Si può e si deve fermare!

Fede costa agli italiani 350.000 euro al giorno. Dal primo gennaio 2006, con effetto retroattivo. La Corte di Giustizia Europea ha condannato l'Italia a una multa di circa 130 milioni di euro all'anno se Rete 4 non cederà a Europa 7 le frequenze che Testa d'Asfalto ha in concessione dallo Stato. Per l'Europa l'assegnazione delle frequenze in Italia non rispetta la libera prestazione dei servizi e non ha criteri di selezione obiettivi.

Il futuro della pornografia

Il nostro principale organo sessuale è il cervello, lo sappiamo. Che la pornografia abbia lo scopo di stimolarlo per ottenere risposte dagli altri organi, pure. L'erotismo gioca con il cervello. Internet, strumento fondamentale della nuova rivoluzione libertaria, vede il fiorire esponenziale dell'esibizionismo, che pure sappiamo essere una componente fondamentale del desiderio femminile, 'homemade'. Anzi, di più, la pornografia professionale è destinata a scomparire, travolta sempre più dal P2P. Il futuro è nello scambio di immagini e video fatto direttamente dalle coppie che si rendono imprenditrici di se stesse. Nella pornografia vi è una totale scomparsa del significato: il significante è elemento necessario e sufficiente. E' quindi la realtà nella sua materialità a venir premiata. Ed Internet abolisce inoltre la necessità della distribuzione. Il concetto di 'gatekeeping', centrale nell'economia del futuro, come preconizzato da J. Rifkin, si applica anche alla pornografia. In realtà non amiamo granchè questo termine, pregno com'è di pregiudizi e valenze negative e moralistiche. Preferiamo parlare di realcore. E' quindi da salutare con speranza questa tendenza che va consolidandosi sempre più, foriera com'è di spazi di maggior libertà personale. Saremo certamente più liberi quando potremo pensare al sesso in libertà.

sabato 17 maggio 2008

Il VERO ''Amore Civile''

venerdì 16 maggio 2008

Un pò d'Anarchismo


Nel Giugno 1968, Edgar Morin, uno degli osservatori più attenti della rivolta studentesca di Maggio, espone (a caldo), le sue conclusioni.

Mi sembra che si possa parlare allo stesso tempo di una resurrezione e di una rinascita dell'anarchia, da parte della gioventù intellettuale. Certamente, il movimento libertario che era stato costituito del resto da diversi gruppi non aveva cessato di esistere, ma la sua esistenza era ridotta e politicamente inesistente. Non so se l'anarchia all'inizio del secolo aveva un seguito tra gli intellettuali. C'era sicuramente Laurent Tailhade che ammirava i testi anarchici, ma questo atteggiamento non doveva essere molto diffuso.Questo fenomeno di risurrezione dell'anarchismo nella gioventù studentesca è dato dal fatto che in tutti i paesi, compresa la Francia, una parte della gioventù vuole cambiare la sua vita quanto cambiare la società. I giovani vogliono essere autentici e liberi. Questo movimento ha preso dagli Stati Uniti l'aspetto "beatnik" o "hyppie", che costituiva una sorta di anarchismo selvaggio. In Francia, si è incarnato parzialmente in una resurrezione dell'anarchismo. Si è assistito a questo a Nanterre, dove alcuni giovani rifiutano di delegare la loro esistenza a degli organismi, a dei partiti politici, a degli Stati. Si tratta anche di una rinascita dell'anarchismo in quel senso che l'antico movimento libertario viveva sulle idee di Bakunin, di Proudhon, di Elisée Reclus, aveva i suoi maestri di pensiero e scomunicava Marx allo stesso modo che i marxisti scomunicavano Bakunin. Ora, c'è un revisionismo anarchico che si è manifestato prima attraverso dei piccoli gruppi di studio. E in questi gruppi di studio, c'erano studenti che integravano alla teoria anarchica degli aspetti sia del pensiero di Marx, che del pensiero di Freud. Cercando una giustificazione teorica della loro volontà di libertà e di autenticità, hanno incontrato differenti correnti di pensiero moderno ed è da quel revisionismo estremo aperto che viene la rinascita del movimento libertario.
Lo possiamo ritrovare in diversi gruppi. Per esempio, quella piccola rivista "Rouge et Noir" (Rosso e Nero), di cui il titolo del resto significa proprio questa volontà di alleanza tra il marxismo e l'anarchismo. Stessa cosa per la "Tribune culturelle des cercles libertaires" (Tribuna culturale dei cerchi libertari) che era composta in buona parte da studenti. Queste riviste erano poco conosciute perché erano molto spesso clandestine, ma pubblicavano delle analisi estremamente interessanti sui problemi della società, dell'uomo ecc.

Tratto da: http://anarchiameccanica.blogspot.com/

giovedì 15 maggio 2008

Giovanardi alfiere di tutte le politiche repressive, proibizioniste e antiscientifiche.

Si è appena insediato e già il sottosegretario Carlo Giovanardi annuncia la volontà di cambiare le linee guida sulla legge 40 emanate dal ministro Livia Turco. Da sempre Giovanardi si distingue per essere portavoce ed alfiere di tutte le politiche repressive, codinamente proibizioniste e antiscientifiche.
Il suo annuncio, grave, dunque non sorprende e si accompagna alla sua e non solo, offensiva di sempre che ha come scopo di scardinare ogni principio dello Stato laico, e in essa ogni giorno si consumano pesantissime interferenze e violenze sulla persona. Se, come si dice, il buon giorno si vede dal mattino, l'annuncio di Giovanardi è molto più eloquente di quel che si intende fare, di ogni proclamata volontà di collaborazione politica annunciata e auspicata.

(Dichiarazione di Maria Antonietta Farina Coscioni)


Roma: 19 maggio, "EMERGENZA CARCERI COME CONSEGUENZA DELLO SFASCIO DELLA GIUSTIZIA"
CI RISIAMO!

EMERGENZA CARCERI COME CONSEGUENZA
DELLO SFASCIO DELLA GIUSTIZIA



SOVRAFFOLLAMENTO, STATO DI ABBANDONO, ILLEGALITA':
TUTTO QUELLO CHE NON SI E' FATTO E CHE SI DEVE URGENTEMENTE FARE

LA MINACCIA DEL "PACCHETTO SICUREZZA"
L'EFFICACIA DI UNA RISPOSTA CHE RISPETTI I DIRITTI UMANI



Lunedì 19 maggio dalle 10 alle 15 sede del Partito Radicale – Via di Torre Argentina 76, Roma


ASSEMBLEA/CONVEGNO CON

Paola BALDUCCI, già deputata Verde

Rita Bernardini, Segretaria di Radicali Italiani
deputata Delegazione Radicale Gruppo PD Camera

Gianni BETTO, Direttore Centro d'Ascolto dei Programmi Radiotelevisivi

Desi BRUNO, avvocato, Garante per i diritti dei detenuti – comune di Bologna

Gian Domenico Caiazza, Presidente Camera Penale di Roma

Jolanda CASIGLIANI, Segretaria Associazione Radicale Satyagraha

Alfonso CELOTTO, ordinario di "Diritto costituzionale" - Università di Roma 3

Franco Corleone, Garante per i diritti dei detenuti – comune di Firenze

Elettra DEIANA, già parlamentare di Rifondazione Comunista

Sergio D'Elia, Segretario di Nessuno Tocchi Caino

Ornella FAVERO, Coordinatrice di "Ristetti Orizzonti"

Prof. Luigi FERRAJOLI, Ordinario di Filosofia del diritto e Teoria generale del diritto - Università Roma 3

Michele LEONARDI, avvocato

Luigi MANCONI, già sottosegretario alla Giustizia

Graziella MASCIA, già parlamentare di Rifondazione Comunista

Bruno MELLANO, già deputato radicale della Rosa nel Pugno

Mario PATRONO, Ordinario di Diritto pubblico, Università La Sapienza

Gaetano PECORELLA, avvocato, deputato Popolo della Libertà

Marco PERDUCA, senatore Delegazione Radicale Gruppo PD Senato

Maria Enrica PUOTI, consigliere giuridico del Vice Presidente del Senato Emma Bonino

Giuseppe Rossodivita, avvocato, Coordinatore Gruppo Piero Calamandrei

Antonella SARAGAGLIA, Cooperativa Magliana '80

Sergio Segio, Gruppo Abele

Gianfranco Spadaccia, Garante per i diritti dei detenuti – comune di Roma

Cesare SALVI, già senatore di Sinistra Democratica

Claudia STERZI, Segretaria Associazione Radicale Antiproibizionisti

Valter Vecellio, direttore di Notizie Radicali, giornalista RAI

Elisabetta ZAMPARUTTI, deputata Delegazione Radicale Gruppo PD Camera

martedì 13 maggio 2008

Dibattito su "Russia democratica, Cecenia libera".

Giovedì 15 maggio 2008 - ore 20,45

Barriera Albertina, Novara
l'Associazione Radicale Adelaide Aglietta presenta il dibattito

'Russia Democratica, Cecenia Libera'


Interverranno:

Francesca Sforza - giornalista de La Stampa e autrice del libro “Mosca-Grozny, neanche un bianco su questo treno. Viaggio nella Russia di Putin”

Alessandra Rognoni - Associazione 'Memorial Italia'

Igor Boni - segretario Associazione Aglietta

Modera:

Nathalie Pisano - Comitato Nazionale Radicali Italiani giunta di segreteria Associazione Aglietta


info: www.radicalinovara.com

lunedì 12 maggio 2008

ITALIA/LIBIA: D'ELIA, BASTA CON IL RICATTO LIBICO

"Occorre dire basta alla politica della minaccia e del ricatto a cui le autorità libiche ci hanno abituato ormai da molto tempo," ha dichiarato Sergio D'Elia, Segretario di Nessuno tocchi Caino, a proposito della nota con la quale il governo di Tripoli ha annunciato l'interruzione della collaborazione sul fronte della immigrazione clandestina.

"Si può dire tutto il male possibile del comportamento di Calderoli, che a me pare più dell'ordine della goliardia propagandistica che della seria minaccia politica, ma esso non è paragonabile alla gravità del comportamento di Gheddafi che usa i disperati che partono dalle coste libiche verso l'Italia come carne da macello e massa di manovra destabilizzante il nostro paese.""L'ultimo esempio di questo comportamento abituale - ha ricordato D'Elia - è stato quello delle cinque infermiere bulgare e del medico palestinese condannati ingiustamente alla pena capitale e liberati solo dopo sette anni di trattative in cui la Libia ha letteralmente estorto all'Unione Europea e alla Bulgaria e anche al nostro paese milioni di euro in contanti o sotto forma di 'aiuti'."
"Occorre che l'Italia e l'Unione Europea - ha concluso D'Elia - reagiscano alla politica ricattatoria del regime libico con il rigore e la fermezza delle proprie convinzioni e comportamenti. Solo così si può ottenere rispetto da parte di un interlocutore poco abituato a rispettare principi e regole del diritto, del dialogo e della nonviolenza nelle relazioni internazionali."
Per saperne di piu' : http://www.nessunotocchicaino.it/

giovedì 8 maggio 2008

Dichiarazione di Claudia Sterzi, segretaria dell'Associazione radicale Antiproibizionisti

Scrive sull'Unità Luigi Manconi,commentando la costituzione di una associazione radicale di antiproibizionisti a Chianciano: "Giova ricordare che l'antiproibizionismo italiano non è mai stato quello "liberista" di Milton Friedman bensì un movimento dotato di una forte base sociale e, direi etica."
Ringrazio molto per l'annuncio, ma aggiungo che altrettanto gioverà riconoscere che gli evidenti danni prodotti dal proibizionismo, danni sociali e danni economici, dimostrano come strategie fallimentari sul livello economico difficilmente possono avere effetti positivi sull'umanità; lo sviluppo economico non è obbligatoriamente in concorrenza con lo sviluppo sociale ed umano.
In Italia, mentre ancora oggi è arrestato e rinchiuso in carcere un coltivatore di dieci piante di canapa, l'antiproibizionismo produrrebbe una diminuzione sia dell' enorme giro di denaro, illecito e fuori controllo, che il proibizionismo sulle sostanze stupefacenti e sulla prostituzione muove, sia dei malefici effetti sociali che la clandestinità e la illegalità del fenomeno provocano.

martedì 6 maggio 2008

"Amore civile". Roma, 10-12 maggio 2008



Roma: 10, 11 e 12 maggio 2008

Il 12 maggio scorso, in contemporanea al Family Day, nell'ambito della giornata per il "coraggio laico", si è svolto a Roma un Convegno, promosso dall'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica e da RadioRadicale.it, dal titolo "Il mito della famiglia naturale: la rivoluzione dell'amore civile".

Il convegno ha rappresentato l'occasione per rendere esplicita una nuova prospettiva culturale con cui guardare ai tanti volti assunti dalle famiglie e dei legami affettivi, incentrata sul concetto di "amore civile".
Il successo della manifestazione e la qualità dei suoi contenuti hanno fatto maturare tra i partecipanti l'idea di approfondire e rendere permanente la conferenza, dando vita a una campagna per una riforma globale del diritto di famiglia, in grado di completare l'opera iniziata nel 1975, con la rivoluzionaria legge n. 151 del 19 maggio. Al centro della conferenza saranno temi come le unioni di fatto e omosessuali, il divorzio breve, la mediazione familiare, la parità tra figli nati fuori e dentro il matrimonio, le adozioni e l'affido, la violenza dentro le mura domestiche, le nuove forme di convivenza.

Con l'elaborazione di un progetto globale, che tenga conto dell'essere umano nella sua complessità, si spera di superare una perversa dinamica per la quale negli ultimi anni mentre le forze conservatrici, riproducendo vecchi schemi di conflitto tra "ragione e religione", si sono mobilitate compatte sotto le parole d'ordine del diritto naturale e della tradizione, le forze laiche, secondo un'illogica ottica "corporativa", hanno agito divise intervenendo di volta in volta solo per difendere le singole "categorie" (gli omosessuali, le donne, le coppie di fatto, le coppie sterili) colpite da istanze integraliste.
Nell'ottica della trasformazione della Conferenza del 12 maggio in un Tavolo per la riforma globale del diritto di famiglia, abbiamo deciso di riconvocarci ampliando la platea dei partecipanti alle associazioni direttamente impegnate su queste istanze.

lunedì 5 maggio 2008

Nasce l’Associazione Radicale Antiproibizionista

Nasce l’ARA, Associazione Radicale Antiproibizionista

Domenica 4 maggio 2008, al termine dei lavori dell’Assemblea dei Mille, presso il Centro Congressi Excelsior di Chianciano Terme, si costituirà l’ARA, Associazione Radicale Antiproibizionisti.
Claudia Sterzi, membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani e Responsabile dell’ARA, ha annunciato l’iniziativa nel corso del suo intervento a Chianciano: “Una forza politica laica, liberale, socialista e radicale non può e non deve aspettare a dare una risposta sensata a milioni di consumatori per lo più innocenti; la risposta, dopo anni di esperimenti desolanti di proibizionismo non può essere altra che riprendere e rilanciare la battaglia antiproibizionista radicale, dando sostegno alle altre forze antiproibizioniste che non hanno ancora trovato sponde nei loro uomini politici”.
“Cogliamo l’occasione dell’Assemblea dei Mille per lanciare l'iniziativa di una forte associazione antiproibizionista che continui a rifornire il dibattito politico di informazione, di analisi, di ricerca sul fenomeno dell’assunzione di sostanze psicotrope lecite ed illecite”, ha dichiarato Rita Bernardini, Segretaria Nazionale di Radicali Italiani aggiungendo che “noi radicali continueremo a portare avanti la lotta contro la criminalità politica e degli spacciatori, con gli strumenti della nonviolenza e della disobbedienza civile".


antiproibizionistiradicali@gmail.com

domenica 4 maggio 2008

sabato 3 maggio 2008

BONINO: IN AGGUATO LA “FAME NEL MONDO”

(dal Il Giornale di Sicilia - 1 maggio 2008)

In Europa ci sono 74 milioni di persone che vivono al limite della soglia di povertà. Nei giorni scorsi il direttore della Fao, Jacques Diouf ha avvertito il rischio che l’emergenza sfoci in guerra civile. Ma quanto è fondato questo allarme? Ne parliamo con Emma Bonino, ministro del Commercio con l’Estero.

Ministro, com’è la situazione?
“Credo sia un allarme da non prendere alla leggera. E pensare che sono passati 25 anni da quando noi Radicali conducemmo la battaglia contro lo sterminio per fame! Oggi le ragioni dell’allarme sono ancora più complesse di allora: l’impetuoso sviluppo economico di interi “continenti”, dalla Cina all’India e non solo, con un contestuale e positivo miglioramento della qualità della vita per centinaia di milioni di persone; gli andamenti demografici – 80 milioni di nuovi nati l’anno – e l’aumento dell’aspettativa di vita in quasi tutto il mondo. Tutto questo ha accresciuto in maniera vertiginosa la domanda di prodotti alimentari. Evidentemente l’offerta nell’immediato non riesce a tenere il passo. Dunque ci sono tutti gli elementi per un nuovo problema “fame nel mondo” e, nei Paesi più fragili, di un possibile “sterminio” per fame. Per questo è urgente intervenire subito con aiuti alimentari alle popolazioni più bisognose e l’appello per raccogliere due miliardi e mezzo di dollari per una risposta “immediata” lanciato da Berna, dal Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon, va in questa direzione”.

Che fare?
“Nel medio periodo occorre aiutare i Paesi in via di sviluppo, come pure quelli industrializzati, ad accrescere la produzione di derrate agricole e accelerare la ricerca sui biofuel da prodotti non commestibili. E, soprattutto, insistere dal punto di vista demografico per un “rientro dolce” con politiche di emancipazione e di diritti alle donne e di pianificazione famigliare e contraccezione”.

Questo rincaro delle materie prime alimentari è solo occasionale oppure è un fenomeno destinato a durare?
“Purtroppo, le previsioni indicano una forte tensione dei prezzi delle materie prime alimentari, anche a causa di forti fenomeni speculativi che incidono per oltre il 10%. Credo che se non interveniamo subito vi è il rischio di un accentuarsi di queste tensioni. Non a caso il presidente della Banca Mondiale, Robert Zoellick, ha avvertito che i prezzi del grano e del riso resteranno ancora alti. E’ necessario che Ue, G8 e le principali organizzazioni internazionali intervengano subito rivisitando le politiche sui bio-carburanti e promuovendo accordi commerciali per incentivare le produzioni alimentari nei Paesi in via di sviluppo. E poi ci sarebbe da accelerare il negoziato di Doha, ma su questo versante sappiamo che le condizioni politiche non ci permetteranno grandi passi avanti”.

Gli Ogm possono essere una risposta per calmierare i prezzi?
“Soprattutto per aumentare la produzione. Da sempre ritengo che dobbiamo guardare agli Ogm senza pregiudizi ideologici, riconoscendone i benefici dove ci sono e senza demonizzazioni”.

Quanto incidono i bio-carburanti nel boom dei prezzi alimentari?
“La messa a coltura di estese superfici coltivate per la produzione di prodotti necessari a bio-carburanti ha sottratto terre alle produzioni più tradizionali, rilegandole in terre a bassa rendita. Il risultato è stato la diminuzione. E quindi l’aumento dei prezzi. Come ho detto è una scelta che va rivista. E rapidamente, anche se è sbagliato ritenere che siano gli unici o i principali responsabili della situazione attuale”.

Il prezzo del petrolio viene avvistato a 200 dollari e le energie alternative, al momento sono poco competitive. Che fare?
“In effetti, dopo gli ultimi rincari, nessuno azzarda più sorrisetti di scetticismo quando si parla di 200 dollari! Dobbiamo rafforzare la cooperazione internazionale ed evitare che si inneschino fenomeni speculativi. L’energia è un tema a forte impatto anche in termini di sicurezza politica (basta guardare quello che è successo in Iraq e in Iran in questi ultimi decenni). Noi dobbiamo cercare di trovare una soluzione tra le esigenze dei paesi industrializzati e quelle dei Paesi produttori. Ma tutti devono essere consapevoli che non conviene a nessuno che Usa e Europa siano trascinate in una situazione di recessione o di rallentamento economico”.
“Penso che sul nucleare si farebbe bene ad andare avanti nella ricerca verso un nucleare sicuro, preferibilmente partecipando ai grandi consorzi internazionali e senza dimenticare che la tecnologia nucleare non è comunque una tecnologia “come tutte le altre”, per non parlare dei tempi lunghi e degli ingenti capitali indispensabili per la costruzione di nuove centrali. Ma a partire dal nostro Paese continuo a ritenere che una grande fonte energetica sia data dal “risparmio” e dall’efficienza energetica, un aspetto sempre troppo sottovalutato, oltre all’importanza di uno sforzo per l’utilizzo e la ricerca sulle fonti alternative”.

venerdì 2 maggio 2008

Il mio elogio ai Radicali da LIBERTARIO


Mauro Suttora che ha scritto il libro Panella-Bonino S.P.A ha lasciato una dichiarazione in anteprima. Parte di questa dichiarazione ho deciso di pubblicarla e farla mia come elogio per i Radicali e in particolare per il grande (a mio avviso) Marco Pannella:

Ma a Marco Pannella ed Emma Bonino i grandi numeri non servono. Lunga, infatti, è la lista delle loro vittorie: divorzio, obiezione di coscienza, voto ai diciottenni, aborto, smilitarizzazione della polizia, diritti degli omosessuali, chiusura delle centrali atomiche, elezione diretta dei sindaci, tribunale Onu per la ex Jugoslavia, corte penale internazionale... E poi le altre battaglie: contro la fame nel mondo, la pena di morte, l’ergastolo, il finanziamento pubblico ai partiti, la caccia; e per la droga legale, il voto maggioritario, la giustizia "giusta", gli Stati Uniti d’Europa, la rivoluzione "liberale"... Da trent’anni raccolgono firme nelle piazze, organizzano marce, inscenano sit-in, si trasformano in uomini-sandwich, fanno "radicalate" esibizioniste, confezionano irritanti comunicati di protesta. Ma sono unanimemente giudicati puliti e preziosi nel mortifero panorama politico italiano. Si definiscono liberali, liberisti e libertari: "lib-lib-lib", in breve. Più una goccia di libertinismo intellettuale e pure sessuale.
Impasto unico al mondo: di solito i liberali sono conservatori parrucconi, mentre i libertari si atteggiano a rivoluzionari fricchettoni. Loro invece sono liberali da marciapiede, libertari con la cravatta, e il loro liberismo non piace neanche agli industriali. Nessuno ha mai capito se i radicali italiani stanno a destra o a sinistra. Risultato: sono odiati sia a destra che a sinistra. L’unica volta che a una di loro è stata data la possibilità di governare, il risultato è stato positivo: la commissaria europea Bonino è stata, dal 1995 al ’99, fra i politici più efficaci del continente. Pesca, consumatori, aiuti umanitari, Afghanistan, Ruanda, Kosovo: dove ha messo le mani, il plauso è stato notevole. Quando si dice "radicali", però, in Italia si intende soprattutto Pannella. Il settantenne "mouse that roars" (topolino che ruggisce, secondo l’Economist) convive politicamente da un quarto di secolo con la cinquantenne pasionaria piemontese. «è stato lui a insegnarmi tutto», ammette lei, già orgogliosa leader femminista. «Sei la protesi di Pannella», l’ha offesa Silvio Berlusconi. «Non ho bisogno di ammazzare il padre per diventare grande», gli ha risposto lei. Fisicamente sono l’opposto: lui si porta appresso 120 chili dislocati su 190 centimetri, lei ne pesa 50 ed è alta un metro e 60. Li unisce l’amore per la nicotina, e la parlantina.

Ma anche nella dialettica sono agli antipodi: barocco e fluviale lui, concreta e concisa lei. Lui è un vecchio crociano che cita personaggi misteriosi ai più come Ernesto Rossi e Gaetano Salvemini; lei pronuncia discorsi all’americana, saccheggiando le banche-dati della New economy. Apostoli della democrazia diretta (ci hanno fatto votare 50 referendum in 22 anni), controllano con ferrei criteri leninisti un partitino paragonato spesso a una setta. Pannella è un libertario, ma comanda i suoi col capriccio del satrapo mesopotamico. I radicali sono per il federalismo, però il Pr è rigidamente centralista e romanocentrico. Sono per il maggioritario, ma rifiutano di sottomettersi alla regola «o di qua, o di là». Il Pr è il partito dell’antipolitica, però i radicali sono abili manovratori iperpoliticisti. E per di più vanno fieri delle proprie contraddizioni, da quando Pier Paolo Pasolini li esortò a «non essere mai uguali a se stessi» e a «continuare a scandalizzare».
Lui non ha l’auto, non ha la patente, non ha mai fatto sport, non lo guarda, non gli piace il calcio. è quindi un extraterrestre per l’Italia, dove i padroni delle squadre di pallone si danno alla politica, e i politici adorano farsi vedere negli stadi. La Bonino invece guida, ama la vela e pratica il nuoto subacqueo. Lui fa politica da 55 anni, lei da 25. Ma sono entrati assieme rumorosamente per la prima volta in parlamento nel ’76: con un completo di lino bianco da Grande Gatsby lui, in zoccoli e jeans lei. Entrambi provinciali: lui da Teramo negli Abruzzi, lei da Bra (Cuneo). Abitano a Roma: lui in una soffitta al quinto piano dietro la fontana di Trevi, lei a Trastevere, in una casa arredata con pizzi che ha ipotecato per pagare i debiti del partito.

Nessun radicale ha mai rubato. Ma sia Marco che Emma sono finiti in carcere: lui nel ’68 in Bulgaria dove protestava contro l’invasione di Praga, e nel ’75 a Regina Coeli per uno spinello; lei nel ’75 per aborto, e nel ’90 a New York per aver distribuito siringhe contro l’Aids. Assieme hanno trascinato in parlamento Leonardo Sciascia, Toni Negri, Enzo Tortora, Cicciolina, Domenico Modugno. Nel ’78 si imbavagliarono in tv per denunciare la censura: oggi quel gesto è studiato nelle università statunitensi. In Italia, invece, se si lamentano ancora contro il "regime", fanno sbadigliare. Nel ’92 lui è stato il primo politico al mondo eletto in una lista con il proprio nome. Poi lo ha fatto anche la Bonino. Si battono contro il finanziamento pubblico, ma lo incassano per darlo a Radio radicale, oppure per distribuirlo ai passanti in banconote col timbro: «Soldi rubati». Marco a 50 anni si è travestito da clown, a 56 da Babbo Natale. A trent’anni faceva le marce antimilitariste, a sessanta non si è vergognato di addobbarsi con la divisa dell’esercito croato.

Emma a vent’anni era abortista, a 50 orgogliosa di farsi fotografare con il papa. Ma il XX settembre 2000 il Pr è stato l’unico partito a commemorare Porta Pia con un corteo anticlericale. Hanno fatto cadere presidenti della Repubblica (Giovanni Leone) e ne hanno fatti eleggere altri (Oscar Scalfaro). Poi si sono scusati col primo e hanno litigato col secondo. Entrambi non sono sposati e non hanno figli. Marco è bisessuale, ma sta con la stessa donna da quasi trent’anni. Affascina i giovani: il partito radicale ha avuto tanti segretari ventenni. Si è battuto contro il reato di plagio, ma i suoi adepti vengono definiti «pannellati» e peggio. Emma ha amato quattro uomini (tutti radicali), e oggi è single: «Non è fatta per sposarsi», sospira sua madre. Marco passa i Ferragosti a visitare prigioni e i Capodanni a parlare a Radio radicale. Emma invece si gode ferie e week-end in barca. Alcuni li considerano geni, altri impostori. Per molti sono buffoni, per qualcuno profeti. Ma tutti concordano su un giudizio: si tratta di due artisti della politica, e di maestri dello spettacolo. Dall’alto del loro due per cento, infatti, hanno condizionato la storia d’Italia. E poi, chi ha detto che la politica è noiosa? Con loro, il divertimento e la suspence sono sempre assicurati. Questa è l’incredibile storia della strana coppia Pannella&Bonino. E di tutti i radicali.

E personalmente lo dico e lo ripeto Marco è un grande.

"Il mio identikit politico è quello di un libertario, tollerante. Se poi anarchico l'hanno fatto diventare un termine orrendo... In realta' vuol dire solo che uno pensa di essere abbastanza civile da riuscire a governarsi per conto proprio, attribuendo agli altri, con fiducia, le stesse capacità" ( Fabrizio De André )