SITO ANARCOLIBERALE A CURA DI DOMENICO LETIZIA. Laboratorio per un Neo-Anarchismo Analitico che sia Liberoscambista, Volontarista, Possibilista e Panarchico con lo sguardo verso i valori del Liberalismo Classico, del Neo-mutualismo e dell'Agorismo. Un laboratorio che sperimenti forme di gestione solidali, di mercato dencentralizzato e di autogestione attraverso l'arma della non-violenza e lo sciopero fiscale, insomma: Disobbedienza Civile

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venerdì 27 novembre 2009

La giusta posizione!


Roderick Long illustra quali sono i punti per un left-libertarian sui quali far pressione e diffusione:


I libertari, soprattutto i left-libertarian , devono lavorare affinché sia visibile la nostra posizione. Essere visibili non è sufficiente è necessario argomentare le proprie ragioni ma una buona posizione argomentativa non serve se la gente non capisce la posizione che si sta difendendo.
Così, il nostro compito fondamentale è posizionarci sulle seguenti tesi:

1, la grande impresa ed il gran governo sono una maggioranza opprimente, alleati naturali contro la libertà.

2, benché i politici conservatori dicano di essere ostili al gran governo ed i progressisti vogliano fare credere di essere ostili alla grande impresa (quella monopolista) , le politiche dell'establishment economico, tanto progressiste come conservatrici, effettuano lo stesso intervento massiccio in favore delle grandi imprese e del gran governo.

3, i politici progressisti mascherano la loro posizione usando la scusa di essere per le classi deboli; i conservatori lo fanno in favore di una retorica di non intervento e libero mercato. Tuttavia, in entrambi i casi la retorica e molto differente dai fatti.

4, perfino una politica che si realizzasse realmente in favore dei deboli non funzionerebbe: la natura del potere statale la trasformerebbe per favorire le elite.

5, una politica di autentico libero mercato e non intervento funzionerebbe, poiché la libera concorrenza favorisce il consumatore e indebolisce le elite.

6, essendo che le politiche conservatrici, benché abbiano un alone di retorica liberoscambista, normalmente sono il contrario del libero mercato, i fallimenti dei conservatori rinforzano la posizione in favore del libero mercato.

giovedì 26 novembre 2009

Ciclo di incontri sulla storia dell’anarchismo (ultimo ciclo 27 novembre)

Venerdì 27 novembre, ore 17.
Biblioteca Panizzi

Presentazione del libro:
Leda Rafanelli tra letteratura e anarchia
Atti della giornata di studi Reggio Emilia, 27 gennaio 2007
A cura di Fiamma Chessa
Biblioteca Panizzi
Archivio Famiglia
Berneri-Aurelio Chessa, 2008

Intervengono
Fiamma Chessa
Archivio Famiglia Berneri-Aurelio Chessa,Reggio Emilia
Giorgio Sacchetti storico dell’anarchismo
Università di Trieste e di Padova

http://panizzi.comune.re.it/berneri/Pagine_di_anarchia_2009.pdf

martedì 24 novembre 2009

Arezzo: Una Via a Berneri, Finalmente!


Nelle ultime settimane è stata ottenuto dal Sindaco l'impegno solenne per l'intitolazione di una via a Camillo Berneri, dopo che una prima volta la commissione toponomastica del Comune aveva ignorato la formale domanda. La richiesta è stata inoltrata dal Comitato Berneri, sostenuta da un movimento di opinione e anche da un gruppo facebook di oltre 500 persone. "Scalinata Camillo Berneri (1897-1937) militante libertario" 'è la targa che comparirà, molto presto, sulla scalinata che va da via Guido Monaco a Piazza del Popolo, in pieno centro, vicino al "suo" liceo classico Petrarca. Una vittoria dal basso, un atto di resistenza dignitosa al revisionismo.

da: Umanità Nova

Tornano a chiedere a gran voce un monumento e una via per Camillo Berneri. Qui, ad Arezzo, una delle sue città. Dove la famiglia si era trasferita nel 1916 in via De’ Redi, dove Berneri ha studiato (allo Scientifico); nell’Arezzo che gli ha dedicato poco tempo fa un convegno ed è nato un comitato per valorizzarne gesta e pensiero.
Un gruppo di intellettuali dai nomi illustri sostiene il ricordo dell’anarchico ammazzato in Spagna dai comunisti stalinisti, ma anche un gruppo di gente “della strada”. Su Facebook, il social forum, tanti sostenitori per questa causa che vive ad Arezzo un altro round per concretizzare il risultato di un ricordo visibile.
Il gruppo intende sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni locali affinché, quanto prima, si intitoli una strada di Arezzo a questo grande militante libertario. Una sensibilizzazione forte per questa figura centrale dell’antifascismo europeo. Camillo Berneri era nato a Lodi nel 1897 e fu giovane socialista a Reggio Emilia, quindi anarchico. Uno di quelli anarchici che viveva fra fra Arezzo, Firenze e Cortona nel periodo fra la prima guerra mondiale e l'esilio. Un intellettuale e pubblicista di primo piano, allievo di Gaetano Salvemini, amico di Piero Gobetti e dei fratelli Rosselli. Fuoriuscito in Francia è stato tra i primi antifascisti ad accorrere in Spagna. Pubblicista e giornalista possiamo affermare, redattore di "Guerra di Classe", delegato politico del battaglione internazionale della Colonna Francisco Ascaso Cnt-Fai (più nota come "Colonna Rosselli"). Berneri ha combattuto il regime antifranchista ed è morto a Barcellona per mano di altri antifascisti, assassinato dai sicari di Stalin nelle tragiche giornate del maggio 1937.
Arezzo vuole che gli sia resa memoria. Nel settantesimo dell'assassinio,due anni fa di questi tempi, gli è stato dedicato il convegno di studi storici "Camillo Berneri: un libertario in Europa fra totalitarismi e democrazia - 5 maggio 1937 / 2007". Folla nella Sala dei Grandi della Provincia.
Gli atti del convegno verranno pubblicati proprio nelle prossime settimane con un delizioso saggio, fra l’altro, di Giorgio Sacchetti che non è soltanto una ricerca di luoghi e memorie, ma anche l’analisi di una mente curiosa e aperta. Un intellettuale aperto ed eclettico

http://eccolatoscana.myblog.it/archive/2009/05/16/arezzo-un-monumento-a-camillo-berneri-l-anarchico-ucciso-in.html

Il gruppo a cui aderire: http://www.facebook.com/group.php?gid=78290681228

P-Lib e libertà individuali in Spagna

domenica 22 novembre 2009

Il giorno di Fidenato!

venerdì 20 novembre 2009

Conosciamo le People's Organization


La libertà di autorganizzarsi

Conosciamo le People's Organization

Colin Ward attraverso studi approfonditi ci ha chiaramente illustrato come l’anarchismo, il concetto libertario, non sia un’idea o una concezione metafisica, un cambiamento da aspettare con la rivoluzione sociale, con l’insurrezione, ma un’essenza, uno stile di vita di gruppo e individuale che è sempre esistito, che vive alle spalle dello stato e alle sue spalle si sviluppa: l’anarchismo pragmatico.
Un esempio di anarchismo pragmatico lo ritroviamo nelle organizzazioni di comunità diffuse negli Stati Uniti: sono le People’s Organization; personalmente seguo on-line il lavoro di una di queste strutture in Virginia (http://richmondjwj.org/), l’idea di queste strutture è da ritrovarsi nel pensiero e nella figura di Saul Alinsky: nato e cresciuto nei ghetti di Chicago, frequentò l’università di Sociologia e iniziò presto ad occuparsi di disagi di quartiere, di bande, di migranti e collaborazioni con i sindacati. La metodologia di Alinsky consiste nel conquistarsi la fiducia delle chiese, dei comitati e delle associazioni di quartiere, di vivere con loro e di impegnarsi con queste strutture unite in un organismo che diviene una People’s Organization. Queste “associazioni’’ presero vita negli anni ‘30 organizzando i primi ed indimenticabili boicottaggi di grandi magazzini che si rifiutavano di pagare salari decenti, i primi picchettaggi di banche che prestavano soldi ai boss e ai grandi costruttori criminali locali, addirittura formarono i primi “Tribunali Pubblici” (l’idea è ripresa anche nei recenti studi sul neo-mutualismo di Kevin Carson) dove le parti in causa vengono invitate pubblicamente ad esprimere le loro ragioni e una giuria comunitaria elabora un verdetto. Una delle forme di protesta più conosciute e ricordate è quella della People’s Organization di Chicago negli anni ‘60 che ebbe problemi con l’amministrazione comunale della città. Con uno studio si analizzò che la prima cosa che facevano le persone appena scese dagli aerei era quella di precipitarsi nei bagni pubblici dell’aeroporto di Chicago. Il sindaco aveva scommesso molto su questo aeroporto e la People’s Organization organizza una forma di protesta facendo trovare i bagni pubblici sempre occupati. Il sindaco, spaventato da questa forma di protesta e anche dallo “sbeffeggio” della stampa, convoca subito le parti e tutti i problemi trovano una soluzione.

Alinsky ha elaborato un buon metodo di lotta, non-violento, pragmatico e senza nessuna congettura marxista o comunista (lo stesso Alinsky considera l’ideologia comunista bigotta e fondamentalmente conservatrice) insomma una forma di lotta autenticamente libertaria.

Che dite, perché non provare anche in Italia ad analizzare meglio le lotte e l’organizzazione di queste People’s Organization e cercar di praticarle? Non potrebbe essere una nuova idea di sindacato veramente di base e antidogmatico quindi fondamentalmente pragmatico?

A voi le considerazioni.

Domenico Letizia

http://www.cenerentola.info/archivio/numero118/articoli_n.118/dib.htm#2

mercoledì 18 novembre 2009

Giorgio Fidenato al Congresso dei Radicali Italiani



Grande Fidenato. (l'intervento inizia 6:14:30)
la risposta da Caserta:

Il gruppo di radicali e libertari di Caserta dell’Associazione radicale: “Legalità e Trasparenza’’ e della Cellula Luca Coscioni di Caserta esprime pubblicamente solidarietà a Giorgio Fidenato. Il 19 Novembre alle ore 11:00 presso il tribunale di Pordenone si terrà il processo a Giorgio Fidenato, lo stato torna a reprimere chi cerca di difendere il diritto naturale al godimento delle propria proprietà individuale. Fidenato in questi ultimi mesi ha dato vita ad una battaglia di disobbedienza fiscale, rifiutandosi di fare il gabelliere gratuitamente per conto dello stato, con Fidenato è iniziata una vertenza importantissima, una vertenza politica, culturale e di libertà, la battaglia contro il sostituto d’imposta. Giorgio Fidenato, presidente e fondatore del movimento Agricoltori federati di Pordenone, versa ai propri sei dipendenti lo stipendio lordo, rifiutandosi di esercitare la funzione di sostituto di imposta e, di conseguenza, di fare le trattenute di legge (come Irpef, Inps, addizionali regionale e comunale). Questa è una battaglia libertaria perché nessun imprenditore deve esser costretto a lavorare gratuitamente per lo stato e tutti i lavoratori hanno diritto di sapere a quanto ammonta lo stipendio lordo senza le trattenute fiscali, ed è proprio questo che da fastidio allo stato centralista e al sindacalismo corporativistica.
Con questa lettera invitiamo tutti i cittadini ad essere vicini a Fidenato, chi può sia a Pordenone il 19 Novembre, la stampa dia risalto a queste iniziative e speriamo che la libertà trionfi.

"Il mio identikit politico è quello di un libertario, tollerante. Se poi anarchico l'hanno fatto diventare un termine orrendo... In realta' vuol dire solo che uno pensa di essere abbastanza civile da riuscire a governarsi per conto proprio, attribuendo agli altri, con fiducia, le stesse capacità" ( Fabrizio De André )