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giovedì 20 novembre 2008

Il mito del buon governo


Uno degli errori più grandi e persistenti dei liberali classici è di credere “nel buon governo,” in un governo che faccia “quello che si suppone debba fare.”Non c'è niente che lo stato possa fare, e di cui la società ha bisogno, che non possa essere fatto in modo ben migliore dal mercato. Un altra questione altrettanto eloquente è questo: nessuno stato con il potere di fare ciò che si presume necessario si limiterà a quello. Si espanderà fin dove l'opinione pubblica tollererà.
A volte la cosa è più facile da vedere esaminando i governi stranieri, come il tragico caso della Cina. Il governo si sta imbarcando in un'impresa esplosiva per impegnare 586 miliardi di dollari nelle “infrastrutture” in due anni. Il motivo è la classica giustificazione keynesiana: le spese sono necessarie per stimolare gli investimenti. Non importa che questo trucco non abbia mai funzionato in tutta la storia dell'umanità. Questo è piuttosto un grande programma per saccheggiare il settore privato a favore del partito comunista, che quindi spenderà i soldi per aumentare il suo potere.
Nessun paese ne sa di più della Cina sui fallimenti di questo tipo di pianificazione centrale. Ogni forma di collettivismo è stata provata su queste povere anime, e decine di milioni hanno perso le loro vite nel corso dei folli esperimenti collettivisti di Mao. Che questo nuovo programma venga promulgato nel nome di Lord Keynes piuttosto che di quello di Karl Marx è irrilevante. Gli effetti sono gli stessi: il potere si espande e la libertà si riduce.
La guarigione della Cina dal comunismo è una delle storie di maggior ispirazione nella storia dello sviluppo economico. Il paese è passato dall'essere una terra catastrofica sofferente e impoverita alla modernizzazione nel giro di appena 15 anni. Lo stato si è quasi azzerato con il continuo sviluppo del settore privato. Questo non è stato un piano. È stato il risultato de facto di una nuova tolleranza dell'attività economica libera. Lo stato è entrato in una fase protettiva per mantenere il proprio potere e non ha fatto niente per arrestare la crescita dell'azienda privata. Il risultato è stato glorioso.
Tenete presente questo punto critico: il ripristino della Cina come società civilizzata non è avvenuto a causa di un certo programma centrale, ma della sua assenza. Il fatto che lo stato non è intervenuto ha condotto alla prosperità. Di nuovo, non è stata una politica o una costituzione o una legge a fare la differenza. Non c'è stato un passaggio da un governo di tipo comunista ad uno stato-guardiano notturno. Dal momento che lo stato ha abbandonato i suoi avamposti a causa dell'opposizione e del disprezzo pubblico, la società ha potuto fiorire.
Ma lo stato non è mai andato via. È solo che le sue depredazioni sono state sporadiche e imprevedibili. Se la storia avesse preso un corso migliore, lo stato centrale si sarebbe dissolto del tutto, e la legge si sarebbe devoluta ad un livello massimamente locale. Tristemente per i cinesi, lo stato ha resistito nella sua vecchia struttura, proprio mentre il settore privato si è sviluppato sempre di più. Lo stato aveva ancora la sua mano nelle grandi industrie come l'acciaio e l'energia e, naturalmente, controllava il settore bancario.
Il governo non è mai diventato buono (un'impossibilità). Era ed è cattivo. Era soltanto meno cattivo che nel passato, perché faceva di meno. Ma tutti gli stati stanno in attesa di una crisi. Il terremoto nel sud-ovest ha fornito una grande giustificazione per l'intervento. Non c'è maggior giustificazione per espansione dello stato di una crisi economica – tranne forse la guerra. I funzionari cinesi possono contare sul supporto degli “esperti” occidentali, e la risposta assolutamente disgustosa degli Stati Uniti alla nostra crisi economica ha fornito un modello terribile per il mondo. Pensateci: il partito comunista in Cina sta ora citando gli Stati Uniti come il motivo principale per il proprio programma per saccheggiare il settore privato ed aumentare il proprio potere a scapito del paese.
Questo è quel che si dice essere un faro della libertà in un mondo tenebroso! Invece, gli Stati Uniti stanno contribuendo a spegnere le luci ed a sostenere i dispotismi decrepiti. Questa è certamente una grande ironia dell'attuale momento politico. Invece di insegnare al mondo la libertà, l'esecutivo unitario recentemente autorizzato degli Stati Uniti sta battezzando varie forme di dittatura.
Non c'è dubbio che la spesa della Cina non migliorerà lo sviluppo economico. Sottrarrà piuttosto 586 miliardi dal settore privato e li spenderà su priorità politiche. Non dimenticate mai che nessun governo ha ricchezza propria da spendere. I soldi devono venire dalle tasse, dall'inflazione monetaria, o dall'espansione del debito che deve essere successivamente pagato. E le scelte di spesa pubblica saranno sempre poco economiche rispetto a come la società userebbe quella ricchezza. Il che vuol dire che i soldi saranno sprecati.

Ma la spesa non stimolerà gli investimenti? Può provocare piccoli boom locali, ma saranno temporanei. Anche se la nuova spesa causerà una risposta di spesa da parte degli investitori e dei consumatori, questa è una prova in più di un uso poco economico di risorse limitate. Se i soldi sono usati per sostenere aziende in fallimento, questo è particolarmente dannoso poiché è un tentativo di ignorare le realtà del mercato, un tentativo con una possibilità di riuscita simile al provare a vincere la gravità lanciando delle cose in aria.
La natura dello stato – ed il centro della spiegazione razionale per la sua esistenza – è la convinzione che si erga al di là e sopra la società, per correggere i fallimenti del mercato e degli individui. Una presunzione di superiorità è al cuore stesso dello stato, sia minimo che totalitario. Chi può dire quando e dove esso dovrebbe intervenire? Bene, pensateci. Se lo stato è inerentemente più saggio e superiore rispetto alla società, capace di giudicare cosa sta funzionando e cosa no, lo stato da solo è inoltre nella posizione per decidere quando dovrebbe intervenire.
Non c'è nessun governo liberale per natura, disse Ludwig von Mises. Questa è la grande lezione che chi sostiene il “governo limitato” non ha mai imparato. Se date al governo ogni lavoro da fare, presumerà di avere il diritto di controllare il proprio comportamento e quindi, inevitabilmente, di abusare il proprio potere. Questo è vero in Cina ed è vero negli Stati Uniti.
È stata la scienza dell'economia ad aver scoperto per prima l'incapacità radicale dello stato di fare qualsiasi miglioramento nell'ordine sociale. Invocare l'economia come ragione perché il governo saccheggi e depredi in nome della “stimolazione degli investimenti” è un ribaltamento della scienza. Stimolare qui e là e dappertutto equivale ad una diminuzione della libertà, della sicurezza della proprietà, e della prosperità.
È famoso l'elogio che Keynes fece delle politiche economiche naziste nell'introduzione all'edizione tedesca del suo libro peggiore, la Teoria Generale. Dopo un secolo di orrori, gli uomini e le donne libere in Cina, negli Stati Uniti e nel mondo certamente meritano qualcosa di meglio.

Articolo da: http://gongoro.blogspot.com/

3 commenti:

TIZIANO TESCARO communicator,Vicenza ha detto...

Ciao Domenico, è un po che nn ci sentivamo, sono passato per salutarti. Ora mi leggo con attenzione il post.

Buona giornata.

teodosio3e ha detto...

non esiste il buongoverno od ilcattivo governo.Esiste ilgoverno che fa buone leggi e .basta. Ora devi
venire a conoscere il nuovo motore di
ricerca www.weblionsearch.com che i Poteri Forti di questo Stato vogliono
far morire tanto dicono che già c'e google e nonvogliono andargli contro.
Fallo conoscere anche ai tuoi amici così se siamo in tanti sconfiggiamo i
cosidetti Poteri Forti

Domenico Letizia ha detto...

grazie a tutti e due...
un grande saluto,
ciao tiziano.

"Il mio identikit politico è quello di un libertario, tollerante. Se poi anarchico l'hanno fatto diventare un termine orrendo... In realta' vuol dire solo che uno pensa di essere abbastanza civile da riuscire a governarsi per conto proprio, attribuendo agli altri, con fiducia, le stesse capacità" ( Fabrizio De André )