SITO ANARCOLIBERALE A CURA DI DOMENICO LETIZIA. Laboratorio per un Neo-Anarchismo Analitico che sia Liberoscambista, Volontarista, Possibilista e Panarchico con lo sguardo verso i valori del Liberalismo Classico, del Neo-mutualismo e dell'Agorismo. Un laboratorio che sperimenti forme di gestione solidali, di mercato dencentralizzato e di autogestione attraverso l'arma della non-violenza e lo sciopero fiscale, insomma: Disobbedienza Civile

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domenica 14 dicembre 2008

Agorismo e Visioni


Gli agoristi puntano ad un'economia post-statale imprenditoriale che sostituisce quello che Marx chiamava il proletariato - un imprenditoria, in termini agoristi - che guarda all'economia, come contro-economía e attraverso di essa alla rivoluzione.
[...]
Gli agoristi non partecipano al sistema politico elettorale esistente. Nella maggior parte delle volte e nel pieno della libertà non votano, non sono contribuenti, non ubbidiscono. Contrariamente all'opinione degli statalisti che guardano alla disobbedienza fiscale come una perdita, gli agoristi la vedono come un guadagno, come un benefico. Sono più orientati a guadagnare.
[...]
La posizione statalista è negativa; la posizione agorista è positiva. Lo stato trova spesso soddisfazione a causare deliberatamente un conflitto di parole in un ''attacco'' ai socialisti. L'agorista che è considerato quasi un socialista per alcuni anarcocapitalisti, cerca di comprendere e pensare su queli basi il socialista pensa e sviluppa le sue idee. L'agorista, a partire da questa comprensione, cerca l'aiuto dei socialisti nel compimento degli obiettivi condivisi. Lo stato tenta di scavare un burrone tra la sinistra ed i movimenti politici libertarians. L'agorista tenta di farci un ponte. Lo statalista è un pensatore orientato alla perdita. L'agorista è un pensatore orientato al guadagno.

Da:http://agorista.wordpress.com/2008/01/09/ganancia-y-perdida/

1 commento:

TIZIANO TESCARO communicator,Vicenza ha detto...

Ciao Domenico, vado a leggere il link che hai riportato sotto. Buona settimana.

"Il mio identikit politico è quello di un libertario, tollerante. Se poi anarchico l'hanno fatto diventare un termine orrendo... In realta' vuol dire solo che uno pensa di essere abbastanza civile da riuscire a governarsi per conto proprio, attribuendo agli altri, con fiducia, le stesse capacità" ( Fabrizio De André )