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domenica 17 maggio 2009

La terza America. Un manifesto


Ron Paul
La terza America. Un manifesto

The Revolution
TRADUZIONE DI STEFANO COSIMI
Anno di pubblicazione: 2009
PAGINE 196 EURO 16,00

Non esistono solo l’America dei Republicans e l’America dei Democrats. I due cliché attraverso i quali siamo abituati a leggere la realtà d'Oltreoceano danno un'immagine solo parziale, semplicistica e semplificatrice di quella grande democrazia. Pressoché ignorata dai media, esiste anche un'altra America, una élite di pensatori e politici, che nei due schieramenti, al di là delle contrapposizioni di facciata, vede una sostanziale identità nel tradimento degli ideali che ispirarono i Padri fondatori.

Questa altra America, trasversale, autenticamente libertaria, e conservatrice dei valori originari dell'Unione, combatte l'invasività dei poteri presidenziali, del governo federale, della Corte suprema, del fisco. È contro gli interventi militari all'estero e invoca il pieno ripristino dell'habeas corpus, gravemente calpestato dopo l'11 settembre. Persegue la liberazione dell'economia dalle distorsioni che i governi (sia Democrat che Republican) hanno provocato attraverso dazi, sussidi, esenzioni, protezionismo, inflazione monetaria, e sollecita a tale scopo l'abolizione della Banca Centrale. Nel respingere ogni ipotesi di Stato etico rivendica il diritto per ciascuno a istruire i propri figli in famiglia, ed è decisamente antiproibizionista in materia di droghe.

2 commenti:

rantasipi ha detto...

Certo, ma non ti sarà sfuggito che Ron Paul era candidato alle elezioni presidenziali.

Può andar bene forse per diffondere le idee e mettere un po' di pepe al culo ai ceffi dei piani alti, ma, alla fine, sempre nel sarumanesimo cadiamo.

Domenico Letizia ha detto...

si certo, ma non avrebbe mai vinto...

poi il libro deve essere davvero qualcosa di bello visto che si trova anche in italiano, compito è quello di doffondere il libro del resto, beh che ce frega.

un saluto ran.

"Il mio identikit politico è quello di un libertario, tollerante. Se poi anarchico l'hanno fatto diventare un termine orrendo... In realta' vuol dire solo che uno pensa di essere abbastanza civile da riuscire a governarsi per conto proprio, attribuendo agli altri, con fiducia, le stesse capacità" ( Fabrizio De André )