SITO ANARCOLIBERALE A CURA DI DOMENICO LETIZIA. Laboratorio per un Neo-Anarchismo Analitico che sia Liberoscambista, Volontarista, Possibilista e Panarchico con lo sguardo verso i valori del Liberalismo Classico, del Neo-mutualismo e dell'Agorismo. Un laboratorio che sperimenti forme di gestione solidali, di mercato dencentralizzato e di autogestione attraverso l'arma della non-violenza e lo sciopero fiscale, insomma: Disobbedienza Civile

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sabato 26 dicembre 2009

giovedì 17 dicembre 2009

Chi non dimentica


Chi non dimentica, un piccolo ricordo.

giovedì 9 luglio 2009

G8 A casa.........................

Un saluto e un caloroso messaggio di lotta a tutte le realtà antistataliste, anti G8.
Sono dalla vostra, massima solidarietà e speriamo che questa stupida iniziativa(mentre in Cina lo stato sta massacrando civili) finisca presto e che non crei altro massacrante statalismo. Lo so che non sarà così.
Buon anti G8

mercoledì 15 aprile 2009

CANNABIS, CENSURA FOLLE!


Il preside di un liceo e' stato rinviato a giudizio dal tribunale di Trani per istigazione all'uso di stupefacenti: aveva detto ad una classe del quinto anno che non vi sono prove scientifiche sulla nocivita' della cannabis e sul fatto che crei dipendenza anche a lungo termine. I fatti descritti dall'accusa spiegano che il preside avrebbe espresso parere favorevole alla legalizzazione della cannabis. Il tutto mentre i carabinieri stavano facendo una lezione sui cosiddetti effetti devastanti della marijuana. Siamo alla follia censoria, contro la liberta' di insegnamento, di espressione e di informazione. Non potrebbe essere diversamente, visto che la politica e l'informazione sulle droghe e' lasciata quasi esclusivamente in mano a militari e poliziotti, piuttosto che a scienziati e medici.



Do la mia solidarietà al preside.


Gli unici effetti nocivi individuati dagli oltre 17mila studi sulla marijuana, riguardano la salute neuropsichiatrica degli adolescenti, ma anche in questo caso non e' scientificamente dimostrato quanto la sostanza sia causa oppure solo fattore scatenante di una patologia gia' esistente.Ricordiamo anche che tabacco e alcool -sostanze legali- creano maggiore dipendenza della marijuana e producono nel mondo circa 4 milioni di vittime ogni anno, mentre non si registrano decessi per cannabis.Cio' che e' stato scientificamente e statisticamente dimostrato, e' che militari e poliziotti non dovrebbero fare informazione sugli stupefacenti nelle scuole, perche' provocano risultati contrari a quelli auspicati. Un enorme programma statunitense basato proprio sulle lezioni di poliziotti (il D.A.R.E.), non solo non ha dato risultati positivi nelle migliaia di scuole dove e' stato attuato, ma addirittura ha spinto i soggetti piu' curiosi e vulnerabili a provare droghe nuove.Insomma, da denunciare per istigazione al consumo sono i carabinieri e i poliziotti che vanno a pontificare nelle scuole e quei politici che ce li mandano.

giovedì 26 marzo 2009

martedì 27 gennaio 2009

venerdì 23 gennaio 2009

Le azioni libertarie


Gli anarchici: un fazzoletto rosso per aiutare i migranti.
Riporto da: http://www.cronacaqui.it/news-lultima-sfida-degli-anarchici-un-fazzoletto-rosso-per-aiutare-i-pusher_17769.html, ovviamente anche questo giornale a mio avviso usa termini poco consoni, ma rende l'idea dell'opera grandiosa.

Un fazzoletto rosso contro i blitz di polizia e carabinieri. E’ l’ultima trovata degli anarchici, lanciata attraverso un volantino affisso su alcuni muri della città e pubblicato sul web. La locandina invita a “mettersi in tasca un fazzoletto rosso e, in caso di retata, tirarlo fuori e metterlo bene in vista. Lo straniero senza documenti che vede qualcuno con il fazzoletto sa che ci sono in giro le pattuglie e gira alla larga”. Per diffondere il messaggio, alcuni anarchici, sabato 17 gennaio si sono presentati al mercato di piazza Madama Cristina, a San Salvario. Armati di megafono, hanno incominciato a distribuire i primi fazzoletti rossi.
L’iniziativa va ad aggiungersi ad altre che, in passato, erano state intraprese per fornire sostegno agli immigrati irregolari. Erano comparsi volantini con un numero di cellulare da chiamare nel caso in cui si fosse stati trasportati al Cpt, e altri tazebao con le foto di alcuni poliziotti da cui “stare alla larga”.

lunedì 22 dicembre 2008

Proteste, Polizia e metodo Stato a San Francisco


San Francisco 20 dicembre, alcune centinaia di Anarchici scendono in piazza per protestare contro la brutalità della polizia in solidarietà alle manifestazioni anti-polizia degli studenti greci. Una bella giornata, un gran dibattito e una buona visibilità. Risultato: 5 arresti.
La polizia ha fermato 5 anarchici accusandoli di aver frantumato delle vetrine di alcuni negozi.
Io continuerò a ripeterlo, ogni volta che ci sono queste lodevoli manifestazioni bisogna rispettare la proprietà, non invaderla e distruggerla. Lo stato si presenta come l’ordine e la certezza e l’Anarchia come il caos e il disordine, questa è l’unica proprietà che si deve abbattere. Ma tutti i miei dubbi sulla non correttezza dei nostri anarchici d’oltreoceano, svaniscono (e lo sapevo) nel momento in cui vengo a conoscenza che gli anarchici non hanno fatto proprio niente oltre che manifestare.
La notizia, dall’organo d’informazione dei left-libertarian: http://leftlibertarian.org/ (ricordo sempre noi left-libertarian siamo difensori del libero mercato e della proprietà privata), dove viene riportata la testimonianza di uno studente dell’Alliance che ci conferma che la polizia era dietro e chi gli anarchici erano avanti quindi se gli anarchici son passati senza rompere niente e la polizia era dietro, chi ha rotto queste vetrine?.... Come sempre il gioco dello stato, ordine apparente, distruzione dietro. Tutta la sequenza degli avvenimenti in inglese qui: http://www.indybay.org/newsitems/2008/12/18/18555410.php

Lodevole Manifestazione contro la repressione dello Stato.

martedì 9 dicembre 2008

Cosa sta accadendo in Grecia?



ATENE - L'uccisione di un giovane da parte della polizia ad Atene durante scontri provocati da gruppi anarchici, ha causato mobilitazioni e altri scontri, che continuano stamane, nella capitale e nella seconda città della Grecia, Salonicco, nonchè al Nord a Ioannina e Komotini. Ad Atene, secondo la tv sono state lanciate bombe incendiarie contro una banca e ci sono nuovi incidenti con la polizia.
Grazie alla ricostruzione di un collega libertarian vediamo di far chiarezza:
Ci dice Paxtibi (del sito: http://gongoro.blogspot.com/)

''Il giovane, 15 anni, è stato colpito al torace da un proiettile mentre, secondo la ricostruzione, attaccava insieme a un gruppo di compagni un'auto di pattuglia con bastoni e bombe incendiarie durante a violenti scontri nel quartiere di Exarchia, ad Atene, roccaforte del movimento anarchico.''
Paxtibi: ''E'una solenne cazzata. Intanto il quartiere Exarchia, dove casualmente abito anch'io, è un quartiere centrale frequentato da molti giovani perché sede di molte scuole e università, con molti bar e locali. È un ritrovo di anarchici quanto lo è di qualsiasi altra tipologia di giovani compagnie, e oggi molto meno di quanto lo fosse in passato. La dinamica dell'omicidio – che è avvenuto a pochi isolati da casa mia, in una via affollata di caffè e bar – è questa: un'automezzo di pattuglia si scontra verbalmente con un gruppo di ragazzi, volano insulti e forse una bottiglia (vuota) all'indirizzo degli agenti. Ultimamente succede abbastanza di frequente, dato che la presenza di polizia nel quartiere è diventata asfissiante, ci sono contingenti di squadre antisommossa ad ogni angolo. Gli agenti se ne vanno, posteggiano poco più avanti, e tornano indietro provocando i ragazzi, con frasi tipo "venite adesso stronzi!" Il gruppo risponde con altri insulti, uno dei due sbirri prende la mira e spara ad altezza uomo, ammazzando il quindicenne. Questo riportano almeno tre avventori dei bar di fronte al quale s'è svolta la scena, che aggiungono di essere rimasti sconvolti dall'irrealtà e assurdità dell'accaduto.
I disordini che ne sono seguiti, e che continuano, sono di una violenza senza precedenti anche per la Grecia. La mia idea è che dopo un po' – quando tutti si saranno sfogati a sufficienza – la situazione tornerà alla normalità, con l'unica differenza che le prossime elezioni saranno vinte dai socialisti. Quindi: nessuna differenza.''

Qualche post fà scrissi di come vedevo la polizia e le forze dell'ordine espressione dello statalismo, ora non posso altro che esprimere la mia solidarietà alla famiglia del giovane ragazzo ucciso alla giovane età di 15anni.
Intanto ''La Stampa'' sottolinea una cosa che non vorrei che passasse inosservata: Sono anarchici come il ragazzo ucciso? «No, questi che manifestano ora non sono balordi né disperati di periferia. Hanno tutt’altra estrazione, sono di buona famiglia, figli di miei colleghi ingegneri, di medici, di professionisti agiati. Le loro madri fanno shopping nei negozi che loro devastano. Sfruttano la tensione generale per azioni violente. E’ una furia selvaggia, senza colore politico. Appiccano incendi e spaccano tutto perché sentono che in mezzo ai disordini possono fare impunemente quello che vogliono. Per dieci che finiscono in manette, cento la fanno franca. Tirano molotov e si nascondono nei condomini. La polizia non riesce a venirne a capo perché non si tratta solo di cortei di estrema sinistra sfociati in scontri.
(http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200812articoli/38914girata.asp)

Auguro semplicemente che non ci siano più vittime e che il movimento libertario in tutte le sue tendenze affronti bene e senza violenza ciò che sta accadendo.
Auguro anche la caduta del governo conservatore di centro destra e spero che anche in Grecia ci sia un pò di tempo senza alcun governo, quella è l'unica cosa che può far bene.

Per altre info: http://thusspokebelinsky.blogspot.com/2008/12/update-on-riots-in-greece.html

giovedì 4 dicembre 2008

Alla conquista della sinistra



Anthony Gregory, scrittore e musicista che vive a Berkeley, in California, analista di ricerca all'Independent Institute, ci spiega come e perchè i libertari possano, anzi, debbano, cercare consensi anche a sinistra. La traduzione è di Flavio Tibaldi.

I principi fondamentali

Dovrebbero i libertari rivolgersi alla sinistra? Perché potrebbe essere importante? E che approccio dovremmo usare nel farlo?
Come libertari, abbiamo l'obiettivo di un mondo più libero. Malgrado ciò che alcuni potrebbero pensare, il grado della libertà umana in una società non è solo una funzione del tipo di persone al potere o inserite nella struttura dil governo. È, alla fine, un riflesso dell'ideologia pubblica. Quello che la persona media crede ha un grande effetto su come funziona lo stato e su ciò che fa. Se la stragrande maggioranza degli americani si opponesse fondamentalmente alla proibizione delle droghe, per esempio, la guerra contro la droga non potrebbe persistere. Se la maggioranza volesse vietare l'alcool, probabilmente sarebbe vietato. La tendenza del governo è di espandersi e crescere nelle aree della vita dove incontrerà la minor resistenza, compreso la resistenza del pubblico. È per questo che i regimi autoritari dedicano considerevole attenzione alla propaganda ed alla censura.
Il motivo per cui gli Stati Uniti hanno goduto così tanto della libertà interna, rispetto almeno a molte altre nazioni, è l'eredità di quel liberalismo classico che è stato prevalente dalla loro fondazione. Se un'ampia maggioranza di nordcoreani fosse jeffersoniana, persino la loro dittatura militare, per quanto forte possa ora sembrare, si sbriciolerebbe. Il popolo, per quanto riluttante, deve tollerare lo stato, perché esso possa sopravvivere. Lo stato, alla fine, è limitato dalla pubblica opinione.
L'importanza del movimento e dell'ideologia libertaria va quindi molto al di là di quel che può essere visto nella sola politica elettorale. Anche quando nessun libertario vince le elezioni, una cultura relativamente libertaria può impedire allo stato di espandersi quanto farebbe in una cultura più statalista. La misura in cui i liberali ed i conservatori accettano determinate premesse del pensiero libertario – il concetto della proprietà privata, il rifiuto della schiavitù, l'uguaglianza dei diritti davanti alla legge – si riflette nelle politiche che i liberali ed i conservatori semplicemente non tollereranno e quindi nelle libertà che rimangono affinchè tutti noi ne possiamo godere.
Se vogliamo maggiore libertà, abbiamo bisogno di più libertari per contribuire a diffondere queste idee ed ad aiutarle a raggiungere la massa critica nel sostegno popolare. E poiché una percentuale molto importante del popolo è di sinistra, questo fatto da solo richiede di provare a promuovere i principi libertari fra i pensatori e gli attivisti di sinistra. Meno libertarie sono la sinistra o la destra, ,maggiore il pericolo per la libertà.
Molti libertari esitano di fronte all'idea di rivolgersi alla sinistra, supponendo che la sinistra si opponga chiaramente di più della destra alle idee libertarie. Ma non possiamo trascurare la necessità di rivolgerci alla sinistra. È vero che molti libertari sono arrivati da destra, come il movimento di Goldwater più di 40 anni fa, e nella misura in cui i conservatori possono essere avvicinati e convinti dei meriti del principio libertario, questa è una gran cosa e non dev'essere trascurata. Nondimeno, rivolgerci alla sinistra è per alcuni versi più facile del rivolgerci alla destra e spesso non richiede alcun compromesso con il principio per arrivare ad un punto d'incontro, come sembra talvolta che accada con la destra.

Sinistra, destra e libertà

Probabilmente la maggior parte dei libertari che deviano considerevolmente dal principio libertario su questioni importanti lo fanno verso destra. È più comune trovare un libertario che ha un punto di vista statalista sulla guerra o sull'immigrazione che sulla previdenza sociale o sul controllo delle armi. Ma l'errore del deviazionismo a destra va ancora oltre. Molti libertari, nel tentare di abbracciare il governo limitato, finiscono per difendere un governo che non è limitato affatto. Poiché la polizia e l'esercito sono le due funzioni principali che molti libertari sono felici di lasciare nelle mani del governo, a volte dimenticano che quelle agenzie costituiscono il braccio violento dello stato, incaricato di applicare con la forza le molte politiche coercitive e socialmente distruttive a cui noi tutti ci opponiamo. La brutalità della polizia, la tortura in tempo di guerra, le violazioni del processo dovuto e le uccisioni di civili – alcune delle peggiori attività di cui il governo è capace – in effetti arrivano dagli uffici "legittimi" dello stato.
Non solo i libertari che tendono a destra certe volte purtroppo tollerano le peggiori attività del governo, a volte confondono anche il sistema economico corrente di privilegio corporativo e di saccheggio come un certo tipo di approssimazione del capitalismo di mercato. Questo può condurre ad un malinteso della realtà economica, ad una simpatia eccessiva per determinate grandi aziende che in realtà fanno pressioni e traggono giovamento dal grande governo, ed un obliquo senso della priorità riguardo i programmi governativi è quanto di più distruttivo vi sia per la libertà. Un esempio classico è il rivenditore libero che vede i buoni per i generi alimentari come anatema socialista ma non è altrettanto preoccupato dal complesso militar-industriale da miliardi di dollari.
L'errore del deviazionismo a destra ha ispirato Murray N. Rothbard, il grande economista, teorico e storico libertario, a scrivere il suo classico "Left and Right: The Prospects for Liberty" nel 1965. Il saggio sfidava la fallacia che il libertarismo fosse una dottrina conservatrice e metteva in guardia contro le deviazioni a destra. Scriveva che:
I libertari di oggi usano pensare al socialismo come l'opposto polare della dottrina libertaria. Ma questo è un errore grave, responsabile di un grave disorientamento ideologico dei libertari nel mondo attuale. Come abbiamo veduto, il conservatorismo era l'opposto polare della libertà; ed il socialismo, anche se "a sinistra" del conservatorismo, era essenzialmente un movimento confuso e moderato. Era, ed ancora è, moderato perché prova a raggiungere scopi liberali mediante l'uso di mezzi conservatori.
"Mezzi conservatori" si riferisce agli strumenti ed alle istituzioni politiche del governo: tasse, polizia, prigioni e tutto il resto. Effettivamente, per la maggior parte della storia dell'umanità, il governo è stato un'istituzione conservatrice, dal lato della reazione, del privilegio economico, della teocrazia, della patriarchia e del militarismo. I mezzi e i fini assumono grande importanza considerando il rapporto fra il libertarismo e la sinistra e la destra. Come spiegava Rothbard:
Il socialismo, come il liberalismo e contro il conservatorismo, ha accettato il sistema industriale e gli obiettivi liberali della libertà, della ragione, della mobilità, del progresso, dei livelli di vita più elevati per le masse e di una fine alla teocrazia ed alla guerra; ma ha provato a raggiungere questi scopi mediante l'uso di mezzi conservatori incompatibili: statalismo, pianificazione centrale, comunitarismo, ecc. O piuttosto, per essere più precisi, c'erano inizialmente due diversi filoni all'interno del socialismo: uno era il filone di destra e autoritario, da San-Simon in giù, che glorificava lo statalismo, la gerarchia ed il collettivismo e che era così una proiezione del conservatorismo che provava ad accettare e dominare la nuova civiltà industriale. L'altro era il filone relativamente libertario e di sinistra, esemplificato nei loro modi diversi da Marx e da Bakunin, rivoluzionario e molto più interessato a realizzare gli obiettivi libertari del liberalismo e del socialismo: ma in particolare distruggere l'apparato statale per realizzare l'"appassimento dello stato" e la "fine dello sfruttamento dell'uomo sull'uomo."
Anche se i liberali di sinistra moderni favoriscono i mezzi statal-socialisti, che sono immorali e socialmente distruttivi, hanno spesso obiettivi lodevoli, soprattutto riguardo all'elevazione dell'uomo comune. Tuttavia è un errore andare troppo oltre ed assumere che i liberali di sinistra siano superiori ai conservatori in generale. Così come c'erano "due filoni differenti all'interno del socialismo," anche l'odierno movimento liberale di sinistra ha tendenze sia autoritarie che anti-autoritarie. Una chiave per la conquista della sinistra è identificare quanto libertario e quanto statalista sia un dato sostenitore della sinistra.

Discutere con la sinistra

Alcuni esponenti della sinistra si preoccupano di più per le libertà civili che dei loro progetti di "socialismo preferito", atri fanno l'opposto. Nel corso della storia, molti esponenti della sinistra hanno persino difeso regimi socialisti, dai bolscevichi in Russia alla Cuba di Castro, credendo che i loro orribili risultati sui diritti umani e sulla libera espressione valessero i presunti benefici dei loro programmi socialisti. Altri troveranno questo punto di vista oltraggioso. Alcuni liberali di sinistra pensano che persino i criminali corporativi dovrebbero avere un adeguato processo. Altri diranno butta via la chiave.
Facendo alcune domande, potrete spesso capire se un liberale di sinistra è più interessato alla libertà personale e quindi un potenziale convertito a libertarismo; o se è più interessato alla democrazia sociale direttiva e quindi più incrollabilmente votato allo stato. Un altro buon indizio è quanto scettico sia verso il potere del governo anche quando il "suo" partito è al governo. Con tutti i loro difetti, molti nelle ACLU erano implacabili nella condanna delle violazioni di Bill Clinton della privacy e del quarto emendamento. Tali persone hanno una comprensione limitata della libertà, ma almeno la prendono seriamente ed hanno determinati standard per quanto riguarda le libertà civili che non abbandoneranno capricciosamente per settarismo.
Un'altra considerazione è semplicemente quanto ostile qualcuno sia verso la libera impresa: pensa che la proprietà privata sia inerentemente diabolica, o che i mercati siano sostanzialmente giusti ed efficienti ma che abbiano solo bisogno di qualcuno che li ammorbidisca? Il primo è probabilmente meno probabile che adotti il libertarismo del secondo, che potrebbe avere bisogno soltanto di alcune lezioni di economia per capire che persino piccole dosi di socialismo sono inutili e distruttive.
Inoltre, un liberale di sinistra che sia radicalmente pacifista e contro lo stato di polizia sarà spesso ricettivo per le idee libertarie, poiché già diffida dell'establishment e riconosce che lo statalismo può causare danni molto reali e significativi agli esseri umani. La combinazione migliore ed in qualche modo la più rara, è un liberale molto più pacifista e contro lo stato di polizia che anti-capitalista. Questo è in qualche modo raro perché, purtroppo, molti esponenti della sinistra sono più radicalmente anti-autoritari quanto più sono anti-mercato, mentre quelli che sono più moderati nelle loro condanne della libera impresa sono spesso anche più tolleranti verso l'impero e l'establishment.
Nel comunicare con la sinistra, il migliore approccio, in ogni caso, è di rimanere aderenti al principio. Spesso gli esponenti della sinistra sono abituati a decostruire l'ipocrisia della destra, che proclama di essere per il governo minimo ma difende il Big Brother e le gigantesche burocrazie militari. Rimanendo fedeli al radicalismo ed al principio, un libertario può distanziarsi da tale ipocrisia della destra e dimostrare che le sue posizioni provengono da un pensiero rigoroso e di principio e da una genuina simpatia per le vittime dell'aggressione dello stato. A volte gli esponenti della sinistra assumono troppo facilmente che tutti siano delle vittime, ma i libertari dovrebbero comunque non sottovalutare mai il tributo enorme che il governo impone sui prigionieri, sui civili stranieri in tempo di guerra e sui poveri, sia direttamente che per mezzo del grande costo opportunità provocato dalle grandi spese pubbliche e dal risultante spostamento della creazione di ricchezza del settore privato. Dal momento che il capitalismo effettivamente serve i poveri come nessun altro sistema economico fa, in un certo senso le persone più povere sono le vittime primarie degli interventi del governo che attualmente pesano sull'economia.

Nessun compromesso sui principi

Dato il nostro accordo su molti obiettivi dei liberali di sinistra e un certo accordo sostanziale su molte questioni, è in effetti curioso che fra i liberali di sinistra ed i libertari spesso ci sia tanta animosità. Sulle libertà civili, la politica estera ed effettivamente alcune questioni economiche, c'è almeno un qualche terreno di intesa. Gran parte della diffidenza reciproca è dovuta a cattiva comunicazione e anche se gli esponenti della sinistra non sono del tutto innocenti in questo, noi libertari dobbiamo fare uno sforzo se vogliamo che le nostre idee si diffondano. Ciò significa mettere in risalto determinati punti e perfino riformulare parte della loro retorica. Possiamo mostrare come la libertà preveda una genuina giustizia sociale. Possiamo fare appello alla tendenza anti-violenta della sinistra pacifista e spiegare come le azioni dello stato sono intrinsecamente violente o come minimo affermate sulla violenza. Possiamo spiegare come il grande governo è un'istituzione per benefici e privilegi corporativi ed esporre quanto questo sia dannoso per chi sta in fondo alla scala economica.
La risposta non è, malgrado ciò che alcuni libertari dicono, compromettere i nostri veri principi o provare ad incontrare i liberali "a metà strada" sulle questioni. Non dobbiamo accettare alcuna funzione degli stati sociali né arrenderci all'idea delle burocrazie enormi per combattere il riscaldamento globale. Alcuni libertari hanno chiesto un'alleanza con la sinistra sottolineando determinate libertà personali e sottovalutando la nostra ferma opposizione alla pianificazione centrale. È ironico che alcuni libertari che sostengono un avvicinamento a sinistra siano essi stessi davvero deboli sulla nostra migliore questione per tale avvicinamento: la politica estera.
I libertari a volte appaiono insensibili e freddi, ma parlando con i liberali di sinistra, è facile rimanere fedeli ai principi mostrando quanto realmente ci preoccupiamo per le vittime dello stato, di molte delle quali la sinistra è informata, ma molte delle quali ha invece dimenticato o non sa che esistono. In questo senso quando affronta questioni che variano dal crimine alla povertà, il libertario può tenere la superiore posizione morale che i liberali di sinistra usano spesso occupare, almeno nelle loro intenzioni, quando comunicano con i conservatori.
Con appena un po' di sforzo e comprensione, i libertari possono avvicinarsi alla sinistra ed avere enorme influenza su di loro su tutte le questioni: non solo quelle su cui concordiamo più superficialmente, quali la guerra e le libertà civili, ma in effetti anche sull'economia e sulla proprietà privata.

Le questioni

Comunicare ideali libertari a sinistra può essere una sfida, ma può anche contribuire a sostenere la nostra comprensione dei nostri stessi principi. Spesso, i libertari cercano di appellarsi alla sinistra enfatizzando le nostre aree di accordo, che sono viste convenzionalmente come soprattutto riguardanti le libertà personali e la guerra. Ma anche quando discutiamo tali questioni, è importante che mostriamo come le nostre posizioni provengono da un'ideologia coerente e spieghiamo agli esponenti della sinistra come i loro stessi istinti libertari sono in conflitto con quelli dirigisti e collettivisti.

Libertà civili

I liberali classici ed i liberali moderni condividono il rispetto per le libertà civili, ma mentre la posizione libertaria scorre dal principio di auto-proprietà, dai diritti di proprietà e dalla libertà di associazione, la posizione convenzionale della sinistra è spesso contraddittoria con altre posizioni ed a volte anche intrinsecamente.
Effettivamente, il concetto stesso delle libertà civili è incoerente senza una certa concezione dei diritti di proprietà. La libertà di parola non comprende il diritto di gridare oscenità a qualcuno nella sua camera da letto mentre sta cercando di dormire. Nessuno ha il diritto di entrare nella proprietà di qualcun altro per pregare senza il consenso del proprietario. No, la nostra libertà di parlare, religiosa e di fare con i nostri corpi quello che vogliamo è in qualche modo condizionata: è limitata dai diritti della proprietà privata. Ecco perché le questioni riguardanti le perquisizioni e la preghiera nella "scuola pubblica" sono così difficili: non riguardano liberi proprietari, ma il confuso territorio della proprietà pubblica. Questa è un'importante lezione da comunicare alla sinistra.
Nel frattempo, dovremmo mostrare quanto seri siamo sul nostro terreno di intesa. I libertari hanno fatto piuttosto bene nei riguardi della guerra della droga, conducendo il movimento di riforma ed articolando l'idea dell'auto-proprietà sulla questione dell'uso di droga. Alcuni libertari hanno protestato che enfatizziamo troppo tale questione, ma questo non è assolutamente vero. Quando centinaia di migliaia di persone sono state incarcerate e la Dichiarazione dei Diritti devastata, è difficile da esagerarne l'importanza. È inoltre un buon modo per introdurre un liberale di sinistra alla reale depravazione di cui lo stato è capace. Dopo tutto, uno stato che metterà mezzo milione di persone pacifiche in gabbie in cui sopruso e violenza sono endemici forse non è la migliore organizzazione per promuovere un mondo umano e premuroso. Inoltre, un punto può essere fatto circa il paternalismo: un governo abbastanza grande da fornire una sanità ed altre necessità certamente avrà un interesse invasivo nel nostro stile di vita.
Le libertà civili e la giustizia penale, inoltre, sono questioni opportune per la spiegazione dell'essenza della violenza dello stato. Tutto il potere politico nasce dal caricatore di una pistola e quella pistola tende ad essere nelle mani di un poliziotto. I liberali di sinistra spesso diffideranno della polizia e metteranno in discussione la giustizia del sistema carcerario. Lungi dal prendere la posizione conservatrice di difesa di queste istituzioni, dovremmo sfruttare tale scetticismo della sinistra come occasione per spiegare come tutti i programmi governativi sono infine fatti rispettare dalla polizia e dalle prigioni che la sinistra mette in discussione. Se gli esponenti della sinistra sono solidali con gli accusati in cause penali, dovrebbero anche essere meno rapidi a pensare il peggio di chi sia accusato di infrazioni amministrative. Se capiscono le implicazioni delle libertà civili e la futilità pratica del vietare le droghe, dovrebbero vedere i problemi del vietare le armi da fuoco. Se pensano che il sistema è ingiusto per chi è privato dei diritti, dovrebbero essere riluttanti ad applaudire quando gli evasori fiscali vengono imprigionati.
Questa è una grande occasione per provocare una dissonanza cognitiva nell'arredamento mentale della sinistra, che è importante nel tentativo di avvicinare o convertire. Dimostrate come gli stessi valori della sinistra sono in conflitto con alcune delle posizioni che tengono. Chiedete loro come possono davvero sostenere il corrotto dipartimento della giustizia di John Ashcroft quando ha perseguito Martha Stewart, o il Procuratore Distrettuale Rudy Giuliani quando ha perseguito l'investitore di junk-bond Michael Milken. Potreste essere sorpresi di quanti liberali di sinistra ammetteranno di non conoscere in realtà granché sulla questione se precisate gentilmente che alcuni dei loro pregiudizi di sinistra sembrano essere in conflitto con i loro proclamati valori centrali di imparzialità, di adeguato processo e dei diritti civili.

Politica estera

In particolar modo per quanto riguarda le guerre nazionaliste come quelle di Bush, la sinistra tende ad essere migliore della destra sulla politica estera. Questa è un'altra occasione per ulteriore educazione. Perché mai un esponente della sinistra che vede come il suo governo democratico pratica l'assassinio e la tortura all'estero dovrebbe confidare che lo stato sia invece gentile e premuroso nel paese? E, per quei liberali che sono stati morbidi sulle guerre di Clinton, perché possono fidarsi di alcuni politici per bombardare i civili, ma non di altri?
La guerra è davvero l'esempio classico della pianificazione centrale di governo, ed i fallimenti dei tentativi degli Stati Uniti di costruire nazioni all'estero non sono così qualitativamente differenti, o più sorprendenti, dell'incapacità dei programmi interni socialisti di produrre e distribuire le merci ragionevolmente ed efficientemente. Ancora, i politici mentono e distorcono la realtà per promuovere le loro guerre e per esagerare le gravi minacce alla sicurezza pubblica. Se gli esponenti della sinistra possono capire che i politici sono di frequente disonesti ed incompetenti quando si tratta della loro funzione più accettata – proteggere i propri cittadini dall'aggressione straniera – allora forse dovrebbero essere in grado di capire che quei difetti dell'essere umano e quei problemi organizzativi si applicano anche alla politica interna.
Effettivamente, i liberali di sinistra insistono che non è necessario sostenere dittatori stranieri come Saddam Hussein per opporsi all'intervento contro di essi del governo degli Stati Uniti. E riconoscono tipicamente quanto possano essere mostruosi tali dittatori stranieri. I libertari possono far notare che abbiamo la stessa logica per quanto riguarda altri mali domestici, quale l'ingordigia corporativa. Certamente, se la violenza e l'intervento di governo non fossero autorizzati contro un vero dittatore come Saddam Hussein, ci potrebbe essere qualche problema con l'amministrazione della coercizione di governo contro caratteri molto più benigni, come Bill Gates, anche se non ci piace tutto quel che fanno.
Dove la politica estera e l'economia si intersecano, la sinistra è a volte migliore della destra. Molti a sinistra sono stati particolarmente critici degli interventi economici contro Cuba, l'Iraq ed altre nazioni sotto forma di sanzioni commerciali. Questa è una visione libertaria, indipendentemente dal fatto che la riconoscono. Vedono la crudeltà del tagliare qualcuno fuori dallo scambio volontario e commerciale. È un aspetto di vita o di morte per milioni di persone. Questo è un grande punto di partenza per discutere dell'importanza del commercio nel mantenimento della civiltà e della pace. Perché i libertari portano soltanto la loro opposizione alle limitazioni commerciali draconiane al suo estremo logico, avversando tutte le violazioni della libertà di contratto e di scambio volontario, sia internamente che internazionalmente.

Economia

Per qualcuno potrebbe essere una sorpresa, ma i libertari possono realizzare molti progressi comunicando con la sinistra sull'economia. Purtroppo, tale dialogo è spesso controproduttivo. Parte della colpa ricade su quei libertari più attenti ad attaccare la sinistra che a cercare di persauderli.
In primo luogo, è importante non usare gli insulti. Non chiamate sprezzantemente il liberale di sinistra un "commie" – a meno che, naturalmente, vogliate che tutti gli esponenti della sinistra continuino a credere in quel socialismo così distruttivo per la nostra economia. Se mai, incoraggiate una certa dissonanza cognitiva chiedendo perché il vostro amico liberale è così conservatore, difendendo il grande governo, che è una delle idee politiche più vecchie e reazionarie.
Senza impero, stato di polizia e benessere corporativo – tutte cose di cui i liberal sono perlomeno scettici – il governo sarebbero molto, molto più piccolo e le tasse considerevolmente più basse. Durante le grandi guerre, in particolar modo, i conservatori non sono particolarmente migliori dei liberal sull'economia, considerando quanto vogliono tassare (o inflazionare) e spendere all'estero.
Ma il nostro terreno di intesa economico con la sinistra può davvero andare più oltre. Una cosa che la sinistra dovrebbe capire, ma che noi ugualmente abbiamo bisogno di capire se vogliamo spiegarla, è il modo profondo con cui il grande governo in realtà promuove le grandi imprese e calpesta i piccoli imprenditori, i lavoratori a reddito fisso ed i lavoratori poveri. Un libro importante dello storico di sinistra Gabriel Kolko, The Triumph of Conservatism: A Reinterpretation of American History (1963), spiega come i capi corporativi dell'industria spinsero per nuove agenzie regolarici in modo da contribuire a trincerarsi in un mercato regolato ed a distruggere la concorrenza. Questo era inoltre vero durante il New Deal (il direttore della General Electric era strumentale nel disegno dell'infame National Recovery Administration di Roosevelt, per esempio), durante la Great Society ed anche oggi. Spesso, sono gli stessi interessi che sono regolati che beneficiano di più dalla regolazione.
Uno dei più grandi strumenti corporativisti del grande-governo è la banca centrale. Gonfiando la massa monetaria e consegnando i dollari di recente stampa ai propri amici nelle grandi banche, nella grande impresa e nel complesso militar-industriale, il governo ridistribuisce efficacemente i soldi dalle classi povere e media a determinati segmenti di quella ricca, che ottengono i soldi per primi, prima che i prezzi possano adeguarsi. Quando infine arrivano alla gente più in basso sulla scala economica, i prezzi sono saliti. L'inflazione è quindi una tassa indiretta e regressiva .
Ci sono altri plateali modi in cui la grande impresa beneficia del grande governo. L'eminent domain è stato sempre più usato per sequestrare proprietà private e attività commerciali e per darne la proprietà ai grandi magazzini come Costco. Gli enti locali ottengono più reddito di imposta e le aziende più profitti – di nuovo illustrando il collegamento fra potere di governo e privilegio corporativo. Le leggi del salario minimo ed altre regolazioni tendono ad avvantaggiare le imprese più grandi, ed è per questo che tali giganti corporativi come il CEO di Wal-Mart spesso li favoriscono. Il programma di Bush della prescrizione medica, la più grande espansione nelle prestazioni sociali dalla Great Society, si è rivelato un'esplosione di welfare corporativo per l'industria farmaceutica.

Ambiente ed educazione

Per quanto riguarda l'ambiente, i diritti di proprietà e la common law erano più rigorosi contro l'inquinamento dei nuovi enti competenti favoriti dalla grande impresa, fin dalla Rivoluzione Industriale, come sistema per socializzare i costi dell'inquinamento, tutto in nome del "bene comune." Inoltre, molte imprese sono saltate sul carro del riscaldamento globale, riconoscendo che la regolazione delle emissioni di carbonio può essere enormemente vantaggiosa per le grandi imprese sotto forma di sovvenzioni e di contratti di licenza di brevetti.
Anche la pubblica istruzione è potenzialmente un terreno di conquista con la sinistra, una volta che esponete la storia delle "scuole pubbliche" come strumenti della propaganda e del lavaggio del cervello nazionalista e delle fabbriche per la produzione di operai, cittadini, soldati e contribuenti leali. Questa è un'altra area dove il libertarismo moderato è spesso disorientato. Idee riformiste quali i buoni scuola – che potrebbero offrire efficacemente maggiore scelta ad alcuni genitori non facendo però niente per tagliare il governo ed effettivamente aumentando l'intervento del governo nel settore della scuola privata – sono spesso più offensive per la sinistra dell'idea radicale di separare la scuola interamente dallo stato, come facciamo con la religione e per molti degli stessi motivi.

Privatizzazione e mercati liberi

Una trappola simile si trova nel sostegno della privatizzazione di istituzioni quali la previdenza sociale, le prigioni e la guerra.
La previdenza sociale è un programma socialista di ridistribuzione che conta inevitabilmente sulla coercizione; quindi non c'è niente da privatizzare. La miglior cosa sarebbe di ridurre in fretta la spesa, fino a che non rimanesse alcun programma, anche per liberare gli odierni contribuenti dal peso delle tasse il più rapidamente possibile. Poiché la previdenza sociale è una tassa regressiva, i liberali di sinistra sono a volte più aperti ad una posizione di principio che agli schemi per "privatizzare" il programma promulgando programmi obbligatori di risparmio, stabilendo sovvenzioni de facto per Wall Street, il tutto socializzando parte del mercato azionario.
L'ironia è che tali riforme apparentemente a metà strada non solo spesso non riescono ad avvicinarci alla libertà; incontrano anche una particolare resistenza a sinistra, che è particolarmente scettica di qualsiasi programma per passare la democrazia sociale agli interessi corporativi.
Per quanto riguarda cose come le prigioni e la guerra, neanche qui dovremmo spingere per privatizzarle. Un'associazione fra l'impresa ed il governo non è libertaria – effettivamente, è per definizione un attributo del fascismo – e il fatto che potrebbe svolgere il suo lavoro più efficientemente non significa che dovremmo favorirla. Alcuni programmi governativi sono immorali e quindi non vogliamo vederli eseguiti più efficientemente.
Il vero libero mercato offre la reale liberazione per tutto. La decentralizzazione radicale del potere che accompagna i robusti diritti di proprietà significa più uguaglianza e libertà per gli operai e meno privilegi e protezione per l'elite corporativa. Significa una possibilità di lotta per i deboli. Non dovremmo mai mancare di sottolinearlo.
Spesso, è l'incoerenza o la mancanza di chiarezza che rende spaventoso per la sinistra il pensiero libertario. Dovremmo in particolar modo stare attenti a non essere ipocriti. Sì, dovremmo elogiare le glorie dei padri fondatori – ma non fingere che la sinistra non abbia qualche ragione sulle origini del governo americano come stato espansionista e aggressivamente schiavista. Sì, dovremmo sostenere i mercati liberi – ma non dare un passaggio a politici come Ronald Reagan, la cui retorica era sovente buona ma le cui politiche erano spesso orribili per la libertà.
Dappertutto, una chiave mostra all'esponente della sinistra i suoi errori evidenti. Confrontate l'attivista non violento con la violenza inerente al controllo delle armi. Confrontate coloro che sostengono di parlare per i poveri con la natura regressiva della previdenza sociale e del grande governo.
Anche se siete in disaccordo con me su quanto ricettiva la sinistra possa essere al libertarismo, non abbiamo altra scelta che impegnarli su queste questioni. Se vogliamo promuovere la causa della libertà, dobbiamo convincere sempre più gente delle sue virtù. Molte persone stanno nella sinistra politica, e tali persone tendono ad interessarsi all'attivismo ed alle idee ed è particolarmente importante per la causa della libertà quando infine si avvicinano ed abbracciano il coerente programma dei libertari. Ignorarli non è un'opzione e sminuirli è un lusso che non possiamo permetterci. Noi dobbiamo invece avvicinarli, mostrando a quelli più ricettivi alle nostre idee che la libertà porta giustizia sociale, la proprietà privata porta la liberazione e la libera impresa è il sistema economico più compatibile con un mondo pacifico.

Articolo da: http://www.movimentolibertario.it/home.php?fn_mode=fullnews&fn_id=93&fn_cid=4

sabato 13 settembre 2008

Che cosa distingue gli editti dello stato dalle imposizioni di una banda criminale?


Per Lysander Spooner, non era assolutamente difficile trovare una risposta a tale quesito.

E' vero che, secondo la teoria della nostra Costituzione, tutte le tasse vengono pagate volontariamente; che il nostro governo è una compagnia mutualistica che divide i propri utili con gli assicurati e alla quale tutti aderiscono volontariamente...
Questa teoria, tuttavia, non corrisponde affatto a ciò che avviene nella pratica.
Nella pratica il governo, come un bandito di strada, intima all'individuo: «o la borsa o la vita». E molte, se non addirittura tutte le tasse vengono pagate dietro questa minaccia.
Il governo certamente non tende un agguato all'individuo in un posto poco frequentato, non lo aggredisce all'improvviso alle spalle, non gli punta una pistola alla tempia per poi svuotargli le tasche. Ma la rapina che compie è comunque una rapina, ed anzi è ben più vile e vergognosa.
Il bandito di strada assume su di sé la piena responsabilità, il pericolo e la criminosità del proprio atto. Non fa finta di avere diritto al denaro della sua vittima, né fa intendere di voler usare il denaro a beneficio del rapinato. Non pretende di essere altro che un bandito. Non ha ancora imparato a essere così impudente da sostenere che in realtà è semplicemente un "protettore", e che sottrae denaro agli altri contro il loro volere solo perché questo gli permette di "proteggere" quei viaggiatori presuntuosi che pensano di sapersi proteggere da soli, o quelli che non apprezzano il suo singolare sistema di protezione. E' un uomo troppo sensibile per fare simili affermazioni. Inoltre, una volta che ha sottratto il denaro, egli poi va via, cosa che la persona rapinata sicuramente apprezza. Egli non continua a pedinare la vittima, contro la sua volontà; non pretende di essere il suo legittimo "sovrano" solo perché le ha offerto "protezione". Non continua a "proteggere" l'individuo, e non pretende di comandarlo o di essere servito e riverito da costui, chiedendogli di fare una cosa e impedendogli di farne un'altra. Non continua a rubargli denaro ogni qualvolta ne abbia piacere o necessità; non lo taccia da ribelle, traditore e nemico della patria, e non lo fucila senza pietà se mette in dubbio la sua autorità o se oppone resistenza alle sue richieste. E' troppo gentiluomo per macchiarsi di finzioni, insulti e scelleratezze simili. In poche parole, egli, dopo aver rapinato un individuo, non tenta anche di renderlo il suo zimbello o il suo schiavo.

mercoledì 27 agosto 2008

Briganti&Liberari su c6 Tv

Ecco l'intervista:

domenica 24 agosto 2008

Legge, ordine e coprifuoco


Lo stato di polizia – inevitabile e bramato zenit dell'istituzione statale – si avvicina a ritmo cadenzato, sospinto dalla paura abilmente diffusa, con l'aiuto dei media, dalle parole allarmanti che i politici pronunciano con tono serio e accorato.

In Italia abbiamo già il piacere di assaporare il “senso di sicurezza” procurato dalla visione di militari per le strade, peccato che i rapinatori non sembrino altrettanto impressionati e continuino il loro lavoro: del resto, se qualcuno prova a difendersi, come il tabaccaio di Aprilia si ritrova indagato per omicidio volontario, un deterrente niente male per l'autodifesa. I soldatini nel frattempo hanno il loro daffare a sorvegliare i tossici nel parco mente si fanno le pere, anche loro ben poco interessati dai marziali osservatori. È destino che in Italia tutto finisca in commedia:

«Dottore, come ci comportiamo con questo?» chiede una giovane recluta al funzionario di polizia. Sta guardando una donna accovacciata, concentrata solo sulla siringa e sul buco da trovare in un braccio sinistro martoriato, incurante dei flash dei fotografi e della ventina di persone che la circondano. «La identifichiamo e la allontaniamo» è la risposta. «Sì, ma subito o aspetto che finisca?»
Altrove, le iniziative in materia di sicurezza sono un tantino più preoccupanti, ma sempre accompagnate da proclami risoluti e appassionati: “Dobbiamo farlo perché non possiamo e non dobbiamo tollerare che gente innocente, in particolare i bambini, diventino vittime.” Con questa frase, Eddie Perez, il sindaco di Hartford, capitale del Connecticut, ha giustificato il coprifuoco dalle nove di sera alle cinque del mattino imposto ai minori di 18 anni in tutta la città.

A Helena sulle rive del Mississippi in Arkansas, in alcuni quartieri vige invece un coprifuoco di 24 ore per tutti. La polizia lo sta facendo rispettare, con gli occhiali night-vision a infrarossi e fucili militari M16, ultima opzione – secondo le autorità – per frenare un crescendo di violenze nella zona. Ma negli USA pare ormai che il coprifuoco sia uno strumento normale, soprattutto d'estate, per mantenere la sicurezza: per la durata delle vacanze scolastiche, per esempio, Baltimora ha un coprifuoco dalle undici di sera (mezzanotte il venerdì ed il sabato) per i ragazzi sotto i 17 anni. Chi lo viola viene accompagnato ad una scuola finché un genitore non va a prenderli.

Funzioneranno questi sistemi militari? È la domanda sbagliata: in realtà il fatto di ricorrere a simili espedienti è già il segno di un fallimento irreparabile. Se lo stato non è in grado di garantire un livello minimo di sicurezza senza impiegare metodi da zona di guerra, se l'unica risorsa a cui può ricorrere è di rinchiuderci in casa, praticamente agli arresti domiciliari, ebbene, questa è la prova che lo stato ha fallito nel fornire il servizio di cui si è arrogato il monopolio, impedendo per sovrappiù al cittadino di difendersi da solo.

Ma la verità è forse ancora più semplice: lo scopo vero della sicurezza pubblica – meglio: delle forze del dis/ordine – non è mai stato la sicurezza nostra, dei privati cittadini, ma quella loro, dei governanti. E quella, una volta che ci avranno chiusi in casa e disarmati, l'avranno garantita perfettamente.

Articolo da: http://gongoro.blogspot.com/

mercoledì 18 giugno 2008

La Censura parte dal Porno


E' questo l'obiettivo nelle intenzioni del Sen. Alessio Butti (PDL) che nel disegno di legge 664 presentato al Senato prevede "la reclusione da uno a cinque anni e la multa da 2.500 euro a 50.000 euro" per chiunque "istituisca siti nella rete Internet i cui contenuti siano finalizzati, direttamente o indirettamente alla divulgazione o alla pubblicizzazione di materiale pornografico".

La Polizia "vigila sulla liceità e sulla moralità del contenuto dei siti della rete Internet accessibili al pubblico".
Termini che in uno stato laico e moderno non credevamo potessero comparire in una legge, un intento moralizzatore degno del miglior wahabismo saudita o della Repubblica Islamica dell'Iran, che punisce le donne che fanno uso di rossetto o i fidanzati che si tengono per mano in strada... cos'altro ci attende?

martedì 3 giugno 2008

Il Cpt di Ponte Galeria è un inferno


• Da una nota di agenzia letta a Radio Radicale

Il cpt di Ponte Galeria di Roma "è un inferno", una struttura di cemento e grate dove manca quasi tutto, igiene compresa, i rifiuti sono per terra, nei corridoi, i servizi igienici sono rotti o sporchi, e chi è chiuso là dentro non ha riconosciuti i suoi diritti, una situazione esplosiva: è questa la sintesi di Rita Bernardini, deputata radicali-Pd e segretaria dei Radicali italiani, che oggi ha visitato il centro con la collega Elisabetta Zamparutti ed Elettra Deiana, dirigente di Rifondazione.
Nel centro, alla periferia di Roma, ci sono 109 donne e 134 uomini provenienti da Marocco, Albania, Romania, Nord Africa, Afghanistan, "alcune appena uscite di galera, alcune che devono essere espulse, altre in attesa di regolarizzazione, altre ancora in attesa di asilo politico".
Il cpt è un posto triste e squallido, anzi "di uno squallore unico" - racconta Bernardini - tutto cemento e grate, un cortile vuoto su cui si affacciano le camerate, tutte a livello terra. La delegazione racconta di aver trovato una situazione drammatica soprattutto nel reparto maschile, in quello femminile le condizioni igieniche sono migliori e l'ambiente è più sereno, in quello maschile invece hanno trovato "l'inferno": sporcizia dappertutto, nonostante al centro assicurino che ogni mattina alle 6 arrivi una ditta delle pulizie, mura sporche e scrostate, rubinetti e docce rotti, rifiuti per terra, non ci sono i bidoni "pericolosi", non una pianta, anche i vasi sono "pericolosi", non un colore. "Sono persone abbandonate da Dio e dagli uomini".
Ma sono persone che vogliono raccontare la loro storia, volti che sembrano avere 70 anni e invece ne hanno 50, voci che si sovrappongono, alcune agitate, altre lamentose.

C'è un ragazzo di 21 anni rumeno, biondo con la faccetta "buona" che da una settimana è nel cpt e non ha ancora ricevuto la tessera per telefonare alla madre in Romania, che non sa più dove sia il figlio. C'è un marocchino con il braccio piagato, che dice 'non sono ancora stato medicato', fortuna vuole che con la delegazione ci sia un membro della Cri che provvede. C'è il tosscodipendente da eroina - sono in 5-6 nel cpt, tutti uomini - che chiede perché non venga mandato in una comunità per curarsi.
Ci sono 4-5 afgani che non parlano una parola di italiano, portati nel cpt direttamente dal container che li ha 'trasportati' in Italia, vorrebbero chiedere diritto d'asilo ma non sanno come.
E ancora, c'è un signore marocchino da vent'anni in Italia, un lavoro, una moglie e 4 figli, una va all'università e lui chiede: perchè mia figlia deve preoccuparsi per me, perché sono qui?
Dovrebbe preoccuparsi solo di studiare!', Ce ne è un altro che ha la sua compagna nel reparto femminile, di là dal cortile, incinta di tre mesi: all'inizio riuscivano a vedersi, in qualche modo, ora non più, da molto, non è possibile, non sono sposati. C'è un albanese di 30 anni, vestito abbastanza bene, al meglio che può, pulito, doccia appena fatta che chiede dia vere almeno un deodorante e dei saponi per pulire meglio i bagni.
Il reparto femminile è più pulito e sereno, ma non mancano storie drammatiche. Qui ci sono molte filippine, molte badanti. C'è una donna albanese, una badante, che è stata portata qui e dal 7 aprile non ha notizie di sua figlia, un anno e mezzo, presa in affidamento dai servizi sociali, l'unico desiderio che ha ora è tornare in Albania con la figlia.
"Stiamo preparando un'interrogazione parlamentare", dice Rita Bernardini e "chiediamo al governo e a Maroni di rivedere i provvedimenti sull'immigrazione"; soprattutto la proposta di elevare a 18 mesi la possibilità di permanenza nei cpt, spiega, e per questo "lo invito a venire a vedere di persona come stanno qui gli immigrati". Inoltre, avverte la segretaria dei radicali, se vanno avanti "le norme sul reato di clandestinità si rischia non solo il collasso dei cpt, ma quello delle carceri e della giustizia, un sistema già malato che ha 10 milioni di processi arretrati".

giovedì 15 maggio 2008

Giovanardi alfiere di tutte le politiche repressive, proibizioniste e antiscientifiche.

Si è appena insediato e già il sottosegretario Carlo Giovanardi annuncia la volontà di cambiare le linee guida sulla legge 40 emanate dal ministro Livia Turco. Da sempre Giovanardi si distingue per essere portavoce ed alfiere di tutte le politiche repressive, codinamente proibizioniste e antiscientifiche.
Il suo annuncio, grave, dunque non sorprende e si accompagna alla sua e non solo, offensiva di sempre che ha come scopo di scardinare ogni principio dello Stato laico, e in essa ogni giorno si consumano pesantissime interferenze e violenze sulla persona. Se, come si dice, il buon giorno si vede dal mattino, l'annuncio di Giovanardi è molto più eloquente di quel che si intende fare, di ogni proclamata volontà di collaborazione politica annunciata e auspicata.

(Dichiarazione di Maria Antonietta Farina Coscioni)


Roma: 19 maggio, "EMERGENZA CARCERI COME CONSEGUENZA DELLO SFASCIO DELLA GIUSTIZIA"
CI RISIAMO!

EMERGENZA CARCERI COME CONSEGUENZA
DELLO SFASCIO DELLA GIUSTIZIA



SOVRAFFOLLAMENTO, STATO DI ABBANDONO, ILLEGALITA':
TUTTO QUELLO CHE NON SI E' FATTO E CHE SI DEVE URGENTEMENTE FARE

LA MINACCIA DEL "PACCHETTO SICUREZZA"
L'EFFICACIA DI UNA RISPOSTA CHE RISPETTI I DIRITTI UMANI



Lunedì 19 maggio dalle 10 alle 15 sede del Partito Radicale – Via di Torre Argentina 76, Roma


ASSEMBLEA/CONVEGNO CON

Paola BALDUCCI, già deputata Verde

Rita Bernardini, Segretaria di Radicali Italiani
deputata Delegazione Radicale Gruppo PD Camera

Gianni BETTO, Direttore Centro d'Ascolto dei Programmi Radiotelevisivi

Desi BRUNO, avvocato, Garante per i diritti dei detenuti – comune di Bologna

Gian Domenico Caiazza, Presidente Camera Penale di Roma

Jolanda CASIGLIANI, Segretaria Associazione Radicale Satyagraha

Alfonso CELOTTO, ordinario di "Diritto costituzionale" - Università di Roma 3

Franco Corleone, Garante per i diritti dei detenuti – comune di Firenze

Elettra DEIANA, già parlamentare di Rifondazione Comunista

Sergio D'Elia, Segretario di Nessuno Tocchi Caino

Ornella FAVERO, Coordinatrice di "Ristetti Orizzonti"

Prof. Luigi FERRAJOLI, Ordinario di Filosofia del diritto e Teoria generale del diritto - Università Roma 3

Michele LEONARDI, avvocato

Luigi MANCONI, già sottosegretario alla Giustizia

Graziella MASCIA, già parlamentare di Rifondazione Comunista

Bruno MELLANO, già deputato radicale della Rosa nel Pugno

Mario PATRONO, Ordinario di Diritto pubblico, Università La Sapienza

Gaetano PECORELLA, avvocato, deputato Popolo della Libertà

Marco PERDUCA, senatore Delegazione Radicale Gruppo PD Senato

Maria Enrica PUOTI, consigliere giuridico del Vice Presidente del Senato Emma Bonino

Giuseppe Rossodivita, avvocato, Coordinatore Gruppo Piero Calamandrei

Antonella SARAGAGLIA, Cooperativa Magliana '80

Sergio Segio, Gruppo Abele

Gianfranco Spadaccia, Garante per i diritti dei detenuti – comune di Roma

Cesare SALVI, già senatore di Sinistra Democratica

Claudia STERZI, Segretaria Associazione Radicale Antiproibizionisti

Valter Vecellio, direttore di Notizie Radicali, giornalista RAI

Elisabetta ZAMPARUTTI, deputata Delegazione Radicale Gruppo PD Camera

venerdì 21 marzo 2008

Bellezza da Berlino Est con tanto di foto...






Il 9 novembre 1989, il mondo intero assiste alla caduta del muro di Berlino. Nel caos che ne consegue, fra parenti ritrovati, brindisi sulle macerie, espropri e confusione, a Berlino Ovest i prezzi dell'affitto salgono alle stelle, mentre a Belino Est ci sono migliaia di spazi vivibili vuoti.
Nel 1990 il numero dei giovani tedeschi che si trasferiscono negli appartamenti vuoti aumenta vertiginosamente.
Viene creato il Coordinamento degli squatters, rappresentante di più di 120 edifici occupati.La polizia della Germania dell'Est evita le aree dominate da quelli che il decrepito governo di Pankow considera “anarchici e provocatori fascisti”. Nel novembre del 1990vengono sgomberati tre palazzi in Pfarrstrasse e in Cotheniusstrasse. Seguono azioni di protesta nel quartiere di Fridrichshain, cannoni ad acqua iniziano a sparare contro le case occupate in Mainzerstrasse.
Il giorno dopo più di 4.000 uomini della polizia antisommossa e dei comandi speciali sgomberano brutalmente le barricate di Mainzerstrasse e le case di Kadinerstrasse e Lubbenerstrasse.
Nonostante le proteste dei Verdi e delle associazioni cittadine che reputano che all'interno di certi squat vengano portate avanti anche forme d'arte e di integrazione sociale, la politica della repressione è continuata fino ad oggi.
Bisogna ammettere che passata la prima inevitabile fase di emarginazione e rottura, in questi luoghi si sono sviluppati molti progetti dai contenuti diversi.
Case occupate da associazioni omosessuali, librerie di movimento e di politica, locali di vendita di bevande e generi alimentari, una cooperativa di diffusione dei prodotti delle ex-comunità agricole della ex-DDR, un parco giochi con costruzioni in legno e vasche di sabbia.
Nonostante la “turistizzazione” di questi vecchi luoghi di emarginazione, lo spirito libertario aleggia nell'aria.

lunedì 17 marzo 2008

Fermiamo il Regime Comunista

venerdì 14 marzo 2008

Orrori dal comunismo-capitalismo


Gli Stati Uniti hanno condannato - anche se misurando i termini - la repressione dei monaci in Tibet da parte della Cina e hannochiesto a Pechino di rispettare le differenze culturali del paese. Il messaggio è stato affidato all'ambasciatore americano a Pechino Clark Rand. "Le forze di sicurezza cinesi non devono usare la forza contro i dimostranti - ha aggiunto il portavoce del Dipartimento di Stato Sean McCormack- Il presidente Bush ha da tempo detto che Pechino deve rispettare le minoranza e riaprire il dialogo con il Dalai Lama".
La protesta dei monaci a Lhasa, la capitale del Tibet, è iniziata lunedì 10 marzo, in occasione dell'anniversario del fallito tentativo per la conquista dell'indipendenza della Cina del 1959. Cinque giorni dopo le forze dell'ordine cinesi hanno tentato di arginare la protesta attraverso l'uso della forza militare. Anche l'Unione Europea, attraverso una dichiarazione del ministro degli esteri francese Bernard Kouchner, ha chiesto a Pechino di mostrare "moderazione" nella regione autonoma.
La repressione della protesta dei monaci avviene a meno di cinque mesi dall'inizio dei giochi Olimpici di Pechino, e la Cina continua a essere sotto il mirino della Human Right Watch , l'associazione internazionale che si occupa del rispetto dei diritti umani nel mondo. La Human Right Watch accusa la Cina di aver aumentato le forniture di armi in Sudan durante le ultime stragi in Darfur. La Cina è uno dei maggiori partner commerciali, soprattutto grazie all'importanza dei rifornimenti di petrolio garantiti dal paese africano.

sabato 9 febbraio 2008

Aggiornamenti su Michele Fabiani



Contatti per gli arrestati a Spoleto:
La situazione a tre mesi di distanza è la seguente:

Michele Fabiani è stato trasferito a Sulmona, il famigerato carcere di massima sicurezza con il più alto tasso di suicidi, dove negli ultimi due anni sono morte 7 persone, trasferimento effettuato di nascosto e improvvisamente.
Andrea Di Nucci è in isolamente nel carcere di Capanne a Perugia, noto per la morte di Aldo Bianzino ucciso dalle guardie carcerarie.
Dario e Damiano sono agli arresti domiciliari mentre Fabrizio è tornato in libertà.

Il 30/1 Andrea è stato trasferito ai domiciliari

Sosteniamoli economicamente inviando contributi al
Conto corrente postale n° 85325504
intestato a: ANTONIO BRIGUORI - DONATI GIOVANNI

Per poter inviare telegrammi (dal telefono il numero è il 186) o lettere di solidarietà l'indirizzo è:

Michele Fabiani
Casa Circondariale - Casa di Reclusione
via Lamaccio 21
67039 - Sulmona (Aq)

"Il mio identikit politico è quello di un libertario, tollerante. Se poi anarchico l'hanno fatto diventare un termine orrendo... In realta' vuol dire solo che uno pensa di essere abbastanza civile da riuscire a governarsi per conto proprio, attribuendo agli altri, con fiducia, le stesse capacità" ( Fabrizio De André )