Nussun commento, vi riporto solo al blog di Luca, tulla la vicenda lì: http://iovotopli.wordpress.com/2010/04/22/libertiamo%E2%80%A6-una-bella-sega/
giovedì 22 aprile 2010
martedì 20 aprile 2010
Fuori lo Stato dall' università

Giuseppe Motta
Soltanto un cieco o un alienato mentale può continuare a ignorare o a negare che il bilancio dell’occupazione integrale dell’Università da parte degli Stati, durata circa due secoli, è fallimentare su tutti i fronti. Le Università migliori del mondo sono oggi quelle che sono riuscite, almeno parzialmente, a sganciarsi e a liberarsi da questo bacio della morte, da questa morsa, da questa gabbia d’acciaio, da questa camicia di forza politico-burocratica imposta a un sistema nato in Europa come espressione di libertà e di indipendenza del pensiero e della conoscenza.
Dai monasteri mecenati alle città libere, delle quali sono state esempio per tutto il mondo quelle centro-settentrionali italiane, l’Università ha visto uno sviluppo ininterrotto delle sue potenzialità e capacità, con la preparazione di specialisti e di scienziati. L’Università è una creazione del Medioevo e in essa per secoli si sono formati i pensatori più audaci, gli spiriti più liberi e più creativi, riuniti in fraternità di insegnanti e discepoli, in federazioni di collegi.
Quando poi sono diventate tutt’uno con le città, simboli del loro orgoglio, le Università hanno dimostrato la loro indipendenza anche dall’influenza ecclesiastica, trasformandosi in centri di studio e riflessione libera, aperta al nuovo.
La figura del professore vecchio e fossilizzato nelle sue idee obsolete e stantie, magari formulate vent’anni prima, nel tardo Medioevo era una figura sconosciuta: appartiene tutta all’età moderna. Le Università sono state la culla della civiltà europea, senza le quali questa non è nemmeno concepibile o comprensibile. Soprattutto però le Università sono state libere creazioni di associazioni, il frutto dell’iniziativa privata e non di quella politica.
L’apparizione di nuove Università per secoli è stata stimolata dalla continua formazione di gruppi autonomi di professori che si separavano dall’Università di appartenenza (ad esempio Padova da Bologna), al fine di costruirne una nuova, più consona ai loro ideali e libera da influenze politiche.
Così le Università sono state generalmente il frutto dell’organizzazione spontanea, dell’associazione volontaria: da quella dei gruppi di professori, a quella degli studenti (che vi esercitavano un grande controllo, come a Bologna), che hanno conservato per secoli i loro statuti e le loro tradizioni: un insieme composito che ha prodotto un’esplosione di studi e di scienza senza precedenti nella storia umana.
Tutto questo perché erano studia generalia liberi dalla minaccia pel potere politico e religioso e riunivano persone desiderose di imparare ed altre che volevano mettere a disposizione le loro conoscenze e che venivano pagate in misura della loro bravura.
Tra i Professori vi erano differenze di reddito e prestigio, secondo le Facoltà, che erano in concorrenza tra loro. Per studiare si andava lontano, dove avvenivano le più belle “battaglie intellettuali”, condotte da maestri universitari itineranti e di qualità internazionale riconosciuta. Perfino contadini o figli di calzolai riuscivano a diventare nobili dopo lo studio nell’Università, con una evidente ascesa sociale. Non a caso allo studio si riconosceva una grande importanza sociale. Per gli studenti poveri esistevano le “provvidenze” stabilite dalle stesse Università come privilegium paupertatis.
Il New College di Oxford fra il 1380 e il 1500 era composto per più del 61% di figli di contadini e il numero di studenti di origini rurali era nettamente superiore a quello degli studenti di origini urbane. Inoltre gli studenti, che riuscivano sempre a conoscere l’ebbrezza della libertà intellettuale negli “studi che liberano” (Giovanni di Salisbury) non erano sottoposti alle leggi che valevano per i cittadini comuni e godevano di consistenti sgravi fiscali. Nessuna autorità accademica determinava gli incarichi e i titoli.
Queste istituzioni costituivano il vero tessuto, quello culturale, dell’Europa senza confini, della quale l’Unione Europea attuale, confinaria e statalista, non è che una pessima e tragicomica caricatura.
Nell’epoca della Riforma tuttavia è iniziata l’occupazione statale, la sottomissione al controllo regio, che è diventata sempre più massiccia e militare, fino all’epoca devastante del Nazionalismo.
Trasformatesi a partire dall’Ottocento sotto imposizione governativa in fabbriche di burocrati sia all’interno (i Professori trasformati in “burocrati della scienza”) che verso l’esterno (produzione di amministratori e servitori) e in strumento di controllo di Stato, sul modello europeo-continentale della centralizzata “Università Imperiale” francese, l’Università europea è decaduta, fino a raggiungere il livello disastroso di quella italiana attuale.
Di Università considerate ovunque per secoli le migliori del mondo (Bologna, Padova, Pavia, ecc.), sono rimasti fantasmi.
Persino quelle che oggi continuano a figurare come “private” sono di fatto dipendenti dallo Stato, perfettamente inserite nel sistema statale. Assaltate da bande di predoni estranei alla scienza, sono diventate centri di potere, prede di partiti e consorterie, bottino di una lotta politica tanto imponente quanto distruttiva, centri di parassitismo devastati da cavallette e sanguisughe.
Il potere politico le affama per tenerle sottomesse.
Burocrati della conoscenza dettano “l’agenda degli studi”, condannando i non-conformisti, che sono stati la linfa vitale delle Università storiche, fondate su un sapere libero e polemico, insofferente dei dogmi, al palo e alla fine della carriera. Ma nei primi secoli dell’istituzione universitaria chi accedeva al titolo di dottore poteva insegnare il giorno successivo.
Il livello culturale delle Università brutalmente statalizzate è andato precipitando negli ultimi due secoli.
Lo Stato è l’antitesi dello spirito e del movimento universitario, fondato sulla totale libertà di pensiero e sull’autogoverno.
Fuori lo Stato dalle Università!
venerdì 9 aprile 2010
Carmelo Miragliotta 1, SIAE (fanculo)

La notte di Capodanno scorso, un tizio - identificatosi come "agente della Siae" - si presentò nell'agriturismo Amarant, a Bergamasco (AL), nel bel mezzo del lavoro chiedendo carte e bolli della serata. Carmelo Miragliotta, titolare dell'azienda, poco avvezzo a farsi intimorire, prese sottobracio il "funzionario" e lo invitò a lasciare quel posto, presentandosi magari con un mandato se del caso.
Pochi giorni fa, a Miragliotta è stata recapitata una raccomandata dalla Siae con la richiesta di 660,51 euro di tassa per quella serata di festa.
Di seguito, vi proponiamo la risposta spedita da Miragliotta alla Siae, giusto per rendervi testimoni del fatto che alle intimidazioni non si deve cedere di un solo millimetro. (LF)
"Egregi signori,
con riferimento alla vostra raccomandata “diffida” pensiamo siate incorsi in errore poiché non abbiamo mai ingaggiato alcuna orchestra come sostenuto negli allegati alla vostra missiva, né tantomeno disponiamo di 100 posti come riportato in uno dei vostri fogli ed i prezzi delle consumazioni nella nostra AZIENDA sono regolarmente depositi presso l’ ATL di Alessandria ed presso il nostro Comune di residenza e sono, purtroppo per noi, ben diversi da quanto da voi sostenuto.
Desideriamo inoltre precisare che il nostro non è un locale pubblico ma un AGRITURISMO (attività accessoria e complementare a quella agricola per giustificare, ANCORA E A FATICA, la permanenza in vita di un’azienda agricola) al quale si accede o previa accettazione di prenotazione o su invito per manifestazioni organizzate. Altri non sono ammessi a meno che non si tratti di autorità munite di valida e giustificata autorizzazione di accesso a proprietà privata.
Tuttavia, per spirito di collaborazione, ( perché noi non ce ne ricordiamo né ce ne siamo accorti presi come eravamo e siamo a guadagnarci a fatica la vita e cercare di mantenere in essere un’attività oberata di balzelli e pastoie burocratiche) possiamo ipotizzare che se mai brani musicali fossero stati eseguiti potrebbe essere stato ad iniziativa individuale ed hobbistica di qualche ospite.
Infine, nel caso, come minacciate, voleste trascinarci in un tribunale per ottenere il pagamento, potrebbe essere la goccia che fa traboccare il vaso: chiudere e trasformarci in ospiti a pranzo e cena di quei personaggi che, grazie alle sempre più numerose imposte e vessazioni a carico della gente produttiva, vivono a spese di chi svolge, ancora e nonostante tutto, un’attività".
Distinti saluti
Tratto da: Movimento Libertario
martedì 16 marzo 2010
EDICOLE LIBERALIZZATE? NON SIA MAI!

di Leonardo Facco
Vedete, ci vogliono due cose per considerare liberale l'attuale coalizione di governo. Da un lato - detto senza ipocrisie - ci vuole la faccia come il culo e, in vero, il PDL ha fatto incetta di personaggi capaci di negare anche l'evidenza. Ci sono casi di "portavoce di..." che fanno accapponare la pelle. Non vi dico cosa io pensi sulla congerie di candidati in lista alle prossime elezioni
Dall'altro, ci vuole il pelo sullo stomaco. Perchè anche fingendo di essere liberale tiepdi, trovare qualche barlume di liberalità nel PDL è come andare a tartufi nella Barbagia. Ormai, siamo al punto che Gianfranco Fini, attuale presidente della Camera, è considerato l'avanguardia del liberalismo di "centro-destra".
Perchè mai, vi starete chiedendo, esordisco con tal virulenza? Beh... leggete qua:
"(ANSA) - ROMA, 12 MAR - Stop alla liberalizzazione delle edicole nelle città: lo chiedono le commissioni Attivita' produttive e Giustizia della Camera dei deputati. Le commissioni hanno messo a punto un parere allo schema di decreto legislativo che recepisce la direttiva europea che liberalizza i servizi. La decisione ora spetta al governo. La liberalizzazione sottolineano le commissioni potrebbe pregiudicare la possibilità di un effettivo accesso all'informazione da parte dei cittadini".
Liberalizzare le edicole pregiudicherebbe l'accesso all'informazione??? E' un po' come dire che liberalizzare l'attività agricola pregiudicherebbe l'accesso all'acquisto di alimentari!
Devastante! Non siamo più di fronte ad un uso smodato della neolingua, qui siamo alla neuro-lingua, al neuro-pensiero. Affermazioni come quelle di cui sopra ci fanno precipitare nel regno dell'imperscrutabile, dell'elaborazione psicoteorica, dove al prefisso psico andrebbe aggiunto il suffiso "labile".
Sostengo spesso - parafrasando Churchill - che basterebbe ascoltare 5 minuti un parlamentare medio per rendersi conto di cosa è la democrazia. Oggi, vado altro, basta leggere due righe di un provvedimento di un governo pidiellino (partito liberale di massa, ndr) per rendersi conto di cosa sia lo statalismo! E buonanotte al secchio!
mercoledì 27 gennaio 2010
giovedì 7 gennaio 2010
Wikipedia censura il Movimento Libertario!
Wikipedia censura il Movimento Libertario. Questo è quello che sta accadendo in queste ora su Wikipedia Italia, mi rivolgo non solo ai libertari ma a tutti gli amanti della libera informazione, inviate proteste e pubblicizzate lo schifo!!!
Tutta la vicenda qui: http://www.movimentolibertario.it/index.php?option=com_content&view=article&id=3696:wikipedia-censura-il-movimento-librtario-&catid=1:latest-news
lunedì 4 gennaio 2010
Giustizia per Franco Mastrogiovanni.
Ciò che mi ha colpito moltissimo in questa vicenda è la stampa, su internet tutto è iniziato a circolare da subito, sulla carta stampata, solo pochi stralci di notizie o meglio quasi nulla. Ecco perché chiedo a tutti, soprattutto a noi Campani di aderire al Comitato Verità e Giustizia per Franco.
* http://www.perlagrandenapoli.org/?p=1358
*http://www.lucacoscioni.it/comunicato/la-coscioni-caserta-chiede-verita-mastrogiovanni
*http://radicalweb.org/2009/12/la-coscioni-caserta-chiede-verita-per-francesco-mastrogiovanni/
*http://forum.politicainrete.net/politica-nazionale/39130-verita-per-francesco-mastrogiovanni.html
sabato 26 dicembre 2009
mercoledì 23 dicembre 2009
Salvate Christiania
È il 1971 quando sei giovani occupano i 34 ettari di una ex base militare nel cuore di Copenaghen fondando la "città libera" di Christiania. Un esperimento riuscito talmente bene che la comune circondata dai canali si popola di gente di ogni angolo del pianeta. Ancora oggi varcando la porta della cittadella sembra di essere catapultati negli anni Settanta. A Christiania si vive seguendo le stesse regole di allora: rifiuto dello Stato e della violenza, inesistenza della proprietà privata e guerra alle droghe pesanti. Il tutto scandito dalle decisioni dell'assemblea generale che delibera con la "democrazia del consenso". E poi ci sono l'ufficio postale, l'asilo, i ristoranti, i bar, le imprese di artigianato, il cinema, i concerti, l'arte, la bandiera locale e la nazionale di calcio. Tutto rigorosamente autogestito.
A Christiania le abitazioni non sono di proprietà ma vengono affidate ai residenti per circa 200 euro al mese. I soldi finiscono nel "tesoro comune" con il quale la "città libera" paga luce, acqua e lavori di manutenzione. E chi vuole prendere un alloggio rimasto libero deve essere accettato dal severissimo comitato dei vicini.
Nel 1989 il Parlamento ha concesso a Christiania lo status di "esperimento sociale" e, aggrappandosi a questa delibera, gli avvocati degli hippy stanno negoziando un compromesso con il governo. Il 27 Maggio 2009 dopo decenni di schermaglie l'Alta Corte danese ha dato ragione al governo di centro-destra e torto all'ultima roccaforte hippie. Sfratto all'Utopia? Christiania, il posto più tranquillamente eversivo d'Europa con la sua Pusher Street ormai chiusa da anni e i tricicli dal carrello anteriore porta-bambino (uno se l'è comprato pure Angelina Jolie) e con la sua vita a misura d'uomo (auto proibite) così com'è non può andare avanti. Quei 34 ettari pittoreschi, abitati da onestissimi fuorilegge e visitati da un milione di turisti all'anno, non appartiene a chi quarant'anni fa con un'occupazione abusiva li «recuperò» dall'abbandono.
Ma adesso la «città libera» (Fristaden) divisa in 19 circoli che adottano la legge dell'unanimità (la maggioranza non è abbastanza) è meno «libera» di prima. Ma Knud Foldschak, l'avvocato che ha difeso la comunità in tribunale, sostiene che il verdetto — riconoscendo la realtà di Christiania negli ultimi 40 anni — costituisce «una vittoria morale» e «una buona base» per continuare la battaglia alla Corte Suprema.
giovedì 17 dicembre 2009
martedì 1 settembre 2009
domenica 30 agosto 2009
Giustizia per Francesco Mastrogiovanni

Dite anche voi la vostra, Fax: (+39) 800214640
All'ospedale San Luca di Vallo della Lucania.
Un saluto a tutti coloro che quando fanno il mestiere di medico pensano veramente alla gente e al loro benessere.
La mia è semplicemente una lettera che però, spero, vi faccia riflettere. Francesco Mastrogiovanni è morto, lo sapete bene, la colpa è vostra. Certo non voglio pensare che siate partiti con questo presupposto, ma so benissimo che noi libertari proprio per il nostro amor per la libertà siamo quelli repressi e controllati da tutto ciò che è Stato ed Istituzione imposta.
La mia è una semplice lettera, sono sanissimo, se qualcuno di voi ne avesse il dubbio, come sono sano nel giudicarvi assassini, si perché lo siete, non per partecipazione a chi sa quale progetto governativo, ma perché fate della psichiatria una scienza e non lo è, scienza di assassini, avete ucciso un maestro, un insegnate, uno di quelli voluto bene dai genitori e dagli alunni. Vi è solo da vergognarsi. Fiducia nelle istituzioni di questo stato, vostro amico e malato, lui si che lo è davvero, non ne abbiamo, ma sappiate che per noi i colpevoli, voi, diretti e indiretti rimangono e rimanete assassini.
Un saluto assolutamente non cordiale,
Domenico Letizia
giovedì 27 agosto 2009
giovedì 6 agosto 2009
Un qualcosa contro il Carcere!
Firmate:
sabato 1 agosto 2009
Un voto sul Tirolo Unito? Ottima idea!
I cittadini Tirolesi hanno tutto il diritto di esprimersi liberamente sul loro status sociale e politico: le proposte, essere annessi all’Austria o formare uno stato proprio indipendente, potranno essere valutate e decise solo dai cittadini che quelle terre le abitano da sempre.
domenica 19 luglio 2009
giovedì 9 luglio 2009
G8 A casa.........................
Un saluto e un caloroso messaggio di lotta a tutte le realtà antistataliste, anti G8.
Sono dalla vostra, massima solidarietà e speriamo che questa stupida iniziativa(mentre in Cina lo stato sta massacrando civili) finisca presto e che non crei altro massacrante statalismo. Lo so che non sarà così.
Buon anti G8
mercoledì 13 maggio 2009
la Stampa delle ''Stronzate''

Ecco cosa riporta CronacaQui:
(http://www.cronacaqui.it/news-raid-degli-anarchici-calabresi-assassino-pinelli-assassinato--_22084.html)
Non sono poi da escludere contatti tra la Fai e la Federazione Anarchica Informale che, hanno affermato i servizi segreti nell’ultima relazione consegnata al Parlamento, «ha rappresentato negli ultimi anni la principale minaccia terroristica di matrice anarco-insurrezionalista a livello nazionale». Nel 2007, i terroristi sono entrati nella cosiddetta fase di « silenzio operativo». Ma l’attività di prevenzione, ha spiegato la questura torinese sabato mattina, durante la festa della Polizia, prosegue. Perchè anche a Torino «il terrorismo domestico e internazionale, in forma cangiante e carsica, tendono a dare segnali di qualificata attenzione».
Oltre che smentire questa marea di informazione ''merda'' ai danni di una delle organizzazioni più ''vecchie'' d'italia, sottolineo che la Federazione Anarchica Italiana è un organizzazione riconosciuta e non violenta e la stampa vuole solo sporcare la sua attività.
La Federazione Anarchica Italiana non ha nulla da condividere con i terroristi è dichiaratamente non violenta. Sono convinto di una cosa, le cellulle terroriste sempre più ''istituzionalizzate'' (chi capisce, capisce) tra i loro scopi hanno proprio quello di screditare la FAI.
Solidarietà agli anarchici, sono dalla vostra.
martedì 12 maggio 2009
L'attacco finale alla Libertà! Ora Resistenza

L’attacco finale alla democrazia è iniziato! Berlusconi e i suoi sferrano il colpo definitivo alla libertà della rete internet per metterla sotto controllo. Ieri nel voto finale al Senato che ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (disegno di legge 733), tra gli altri provvedimenti scellerati come l’obbligo di denuncia per i medici dei pazienti che sono immigrati clandestini e la schedatura dei senza tetto, con un emendamento del senatore Gianpiero D’Alia (UDC), è stato introdotto l‘articolo 50-bis, “Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet“. Il testo la prossima settimana approderà alla Camera. E nel testo approdato alla Camera l’articolo è diventato il nr. 60.
Anche se il senatore Gianpiero D’Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo, questo la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della “Casta” che non vuole scollarsi dal potere.
In pratica se un qualunque cittadino che magari scrive un blog dovesse invitare a disobbedire a una legge che ritiene ingiusta, i provider dovranno bloccarlo. Questo provvedimento può obbligare i provider a oscurare un sito ovunque si trovi, anche se all’estero. Il Ministro dell’interno, in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l’interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine. L’attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000 per i provider e il carcere per i blogger da 1 a 5 anni per l’istigazione a delinquere e per l’apologia di reato, da 6 mesi a 5 anni per l’istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all’odio fra le classi sociali. Immaginate come potrebbero essere ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta con questa legge?
Si stanno dotando delle armi per bloccare in Italia Facebook, Youtube, il blog di Beppe Grillo e tutta l’informazione libera che viaggia in rete e che nel nostro Paese è ormai l’unica fonte informativa non censurata. Vi ricordo che il nostro è l’unico Paese al mondo, dove una media company, Mediaset, ha chiesto 500 milioni di risarcimento a YouTube. Vi rendete conto? Quindi il Governo interviene per l’ennesima volta, in una materia che vede un’impresa del presidente del Consiglio in conflitto giudiziario e d’interessi.
Dopo la proposta di legge Cassinelli e l’istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al “pacchetto sicurezza” di fatto rende esplicito il progetto del Governo di “normalizzare” il fenomeno che intorno ad internet sta facendo crescere un sistema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non si riesce a dominare.Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet? Chi non può farlo pensa bene di censurarlo e di far diventare l’Italia come la Cina e la Birmania.
Fate girare questa notizia il più possibile. E’ ora di svegliare le coscienze addormentate degli italiani. E’ in gioco davvero la democrazia!
giovedì 30 aprile 2009
Dico la mia sul caso '' lista nera ''

In seguito alle dichiarazioni di Mario Zamorani:
Girando nel Web già un paio di settimane or sono avevo visto il sito internet “incriminato” con l’elenco ferrarese delle persone “del potere, da colpire con la maggior forza e determinazione possibile”; al cui interno mi sono immeritatamente ritrovato. Per quanto mi riguarda non mi interessa più di tanto che vengano pubblicati dati che mi riguardano. Anzi se, anarchici o meno che siano, sono interessati ad ulteriori informazioni, mi scrivano pure all’indirizzo mario.zamorani@libero.it. Fornirò loro qualsiasi altro mio dato che venga ritenuto utile, anche da diffondere nella rete. Ritengo che gli autori degli elenchi possano pubblicare tutte le informazioni che credono su persone pubbliche e pure usare il linguaggio che preferiscono anche se, da nonviolento, certe forzature semantiche paiono più orientate alla violenza che non al confronto anche serrato o alla lotta politica (fermo restando che in alcune analisi dell’autentico pensiero anarchico non fatico a riconoscermi). Ma soprattutto mi pare significativo notare che la crisi culturale, politica, sociale, di costume e forse persino antropologica che viviamo, contagia pure i sedicenti anarchici, o almeno questi. Nelle loro parole si trova davvero poco o nulla della nobiltà della storia e del pensiero autenticamente anarchico.
Ho deciso di scrivere una lettera che Mario con gentilezza ha pubblicato: http://www.estense.com/?module=displaystory&story_id=50373&format=html
Ancora a proposito di anarchici. Ripeto che per me tutto quello che riguarda persone pubbliche può essere tranquillamente pubblicato, anche in rete, e ripeto che con la nobiltà della storia e del pensiero anarchico ben poco hanno a che fare le sia pur vaghe minacce apparse recentemente sul web. Mi fa poi piacere trasmettere la lettera che un anarchico mi ha inviato all’indirizzo email che avevo trasmesso per scelta e volontà trasparenza ai giornali. Mi sembra un contributo davvero importante per dimostrare che esistono anarchici e anarchici, molti dei quali si rifanno con rigore e senso di responsabilità ad una antica tradizione, altri meno. Lo ringrazio pubblicamente e ve la trasmetto.
Cordiali saluti.
Mario Zamorani, segretario di Radicali Italiani ed esponente lista Laici Riformisti
Salve Mario,
sono Domenico Letiza e le scrivo da Maddaloni nel casertano, sono venuto a conoscenza della famigerata lista nera e rimango sbalordito di quanta imbecillità ci sia in giro. Chi le dice queste parole? Un anarchico, libertario e antistatalista, si proprio uno di quelli che l'informazione vuole far passare per amanti del caos e del disordine. Io le scrivo non per minacciarla e neanche per ''inquisirla'', come lei ben saprà quest'attività è sempre stata dei governi non prerogativa degli amanti della libertà che contraddistingue noi libertari. Io appartengo a quell'anarchismo contemporaneo e criticato, un anarchismo che definisco liberale e di mercato, possibilista e mutualista ma sono un' amante della cultura libertara e anarchica in generale senza aggettivi, sostengo organi di informazioni come Umanità Nova il più ''vecchio'' e buon giornale che la storia Italiana conosca e sostengo quelle idee che sono vicine a quel pensiero tanto moderno come critico che è l'anarcosindacalismo, certo sono un critico, sono uno che ama il mercato, inteso come forza progressista e libertaria, il governo dei consumatori come un caro libertarian come Bruno Leoni amava dire e sono per una società fatta per la tolleranza, l'anarchismo sognato da Camillo Berneri e dal mondo antiautoritario che appartiene alla tradizione del pacifismo e dell'antimilitarismo. Le scrivo per manifestare il mio dissenso di chi con l'aiuto delle istituzioni, ne sono convinto, vuole ''eliminarla'' o inserirla in registri da controllare.
Le scrivo perchè lei continui a far il suo mestiere che è davvero brutto, mi permetta di dirlo sono un astensionista e un libertario, che è il mestiere della politica.
Ma se c'è una cosa che ogni cittadino e specialmente gli amanti della libertà con un minimo di cervello riconoscono è che senza i Radicali e le loro battaglie questo stato e questa Italia sarebbero peggio di quello che sono, controlli allora, io anarchico oggi non la condanno ma le dico che ho partecipato a scioperi della fame insieme al vostro partito, che combatto per un anagrafe degli eletti nel mio comune e sono anche iscritto all'Associazione Luca Coscioni, qualcosa veramente di serio è importante che vi è in Italia.
Certo ne ho dette di parole, ma dove voglio arrivare? Voglio dirle di non guardare con sospetto l'anima e il mondo libertario che vi è in giro, anzi di sostenerlo perché è difficile dimostrare il contrario i radicali hanno molto di libertario è nel vostro DNA e per questo che personalmente sono con voi molte volte. La differenza? Voi sognate istituzioni diverse più libere ma sempre ''imposte'', noi al massimo sogniamo quelle volontarie se proprio necessarie, ma come leggerà queste sono parole cordiali e affettive dedicate a chi comunque sa che il vostro partito con tutti i difetti lotta per la libertà, quella libertà che sia a voi che a noi piace tanto.
Che in giro ci sia gente che si definisca anarchica e poi sia stupida, da libertario sa che nessuno può avere il monopolio sui termini. Un saluto.
Domenico Letiza
(se vuole potrà anche pubblicare la lettera, credo che come tutte le azioni svolte in libertà, faccia parlare)





