venerdì 18 luglio 2008
mercoledì 18 giugno 2008
La Censura parte dal Porno

E' questo l'obiettivo nelle intenzioni del Sen. Alessio Butti (PDL) che nel disegno di legge 664 presentato al Senato prevede "la reclusione da uno a cinque anni e la multa da 2.500 euro a 50.000 euro" per chiunque "istituisca siti nella rete Internet i cui contenuti siano finalizzati, direttamente o indirettamente alla divulgazione o alla pubblicizzazione di materiale pornografico".
La Polizia "vigila sulla liceità e sulla moralità del contenuto dei siti della rete Internet accessibili al pubblico".
Termini che in uno stato laico e moderno non credevamo potessero comparire in una legge, un intento moralizzatore degno del miglior wahabismo saudita o della Repubblica Islamica dell'Iran, che punisce le donne che fanno uso di rossetto o i fidanzati che si tengono per mano in strada... cos'altro ci attende?
lunedì 16 giugno 2008
Libertari dentro

Il Movimento Libertario Sexpol prende nome dall’omonimo movimento fondato nel 1931 in Austria dal grande psicanalista W. Reich. Al suo pensiero, come anche all’opera di H. Marcuse, C. Fourier, Proudhon, traiamo ispirazione per combattere la nostra battaglia sociale e culturale contro ogni repressione, contro la morale sessuofobica di questa società.Il Movimento organizza momenti di aggregazione e approfondimento, di riflessione psicanalitica e autocoscienza politica, favorisce le relazioni (anche sessuali) tra i membri del gruppo, promuovendo il pieno sviluppo della personalità e della sessualità dei componenti in un processo di ricerca comune.
domenica 15 giugno 2008
Sesso: Genitori e Figli

Riporta 055news.it “Buio fitto, per i genitori italiani, sulla vita sessuale dei loro figli adolescenti. La loro consapevolezza delle abitudini e dei rischi che corrono i propri ragazzi è pressoché nulla. Parola della sessuologa Alessandra Graziottin. L’esperta, direttore del centro di ginecologia e sessuologia medica dell’ospedale San Raffaele Resnati di Milano, punta il dito sui genitori “ciechi, che sottostimano i comportamenti a rischio delle loro figlie under 15. Solo il 5% ammette la possibilità che possano fare del sesso, mentre a farlo realmente è ben il 38% delle giovani sotto i 15 anni. Da qui l’esigenza di “formare i genitori, che non possono abdicare alla loro funzione educativa su questi temi, delegando a altri come la scuola. E - avverte la sessuologa - non devono fare i grandi discorsi, ma parlare direttamente e semplicemente ogni qual volta sia necessario. La dott la definisce “omissione educativa con responsabilità drammatiche”. “I genitori oggi dormono”, accusa. “Negli ultimi 70 anni - rivela - solo il 40% delle madri parla di contraccezione con le proprie figlie.
mercoledì 11 giugno 2008
Sexpol: Oltre destra e sinistra
"Lo schema "sinistra-destra" è proprio della politica della società industriale. Occuparsi di sé, porsi determinate domande (chi sono? che cosa voglio? dove sto andando?) sono atteggiamenti che lo schema sinistra-destra interpreta come segnali di perdita, rischio, caduta e fallimento o, in altre parole, come il peccato originale dell'individualismo. Gli stessi atteggiamenti, invece, conducono a un'altra identità politica, quella che Anthony Giddens definisce life politics. [...] La politica della vita è politica dello stile di vita, ossia uno scontro tra gruppi di stili di vita divergenti, ciascuno dei quali possiede verità proprie che è assai difficile conciliare. Si pensi, per esempio, al dibattito sul diritto all'aborto, nel quale entrano in conflitto posizioni divergenti che si escludono a vicenda. Forse un giorno nasceranno anche religioni dello stile di vita, l'una radicalmente opposta all'altra e perciò capaci di innescare nuove crociate, anche perchè sarà sempre più arduo elaborare ipotesi di conciliazione efficaci." - Ulrich Beck
venerdì 6 giugno 2008
Il Governo contro la prostituzione
Ci mancava solo questo... L'emendamento al Decreto Sicurezza introdotto dai relatori al Senato, i Presidenti delle Commissioni Giustizia e Affari Costituzionali di Palazzo Madama, Filippo Berselli (AN) e Carlo Vizzini (FI), secondo il quale deve essere considerato soggetto pericoloso per la sicurezza e la moralità (...nemmeno nello Stato Pontificio erano considerate tali... d'altra parte è lo stesso S. Tommaso d'Aquino, Dottore della Chiesa, citando S. Agostino a riconoscerne la necessità: "Aufer meretrices de rebus humanis, turbaveris omnia libidinibus" (S. Th., II-II, q. 10, a. 11) anche chi vive "del provento della propria prostituzione e venga colto nel palese esercizio di detta attivita". Noi, al contrario, che conduciamo una battaglia per la liberalizzazione della prostituzione, ci domandiamo: è realmente un'emergenza sociale? O sono ben altri i problemi che angustiano gli italiani? Dite la vostra, sostenete la nostra battaglia! Scrivi a: info@sexpol.it o anarhkydom@hotmail.it
Cari amici,
siamo ora arrivati alle prostitute pericolose per la moralità pubblica...nemmeno nello Stato Pontificio erano considerate tali!! Mobilitiamoci!!
Su www.sexpol.it
mercoledì 4 giugno 2008
Liberalizzare la prostituzione

La condanna della prostituzione reca con sè un giudizio etico, quello che vendere il proprio corpo sia moralmente sbagliato. Come in ogni proibizionismo, lo Stato informa la propria legislazione a valori e principi etici che coinvolgono spesso la sfera più intima di libertà dei cittadini, ossia quella di far l'uso del proprio corpo che si ritiene più opportuno. Cosa diversa è regolamentare gli aspetti sociali del fenomeno, come la prostituzione per strada. Ci domandiamo: e se liberalizzassimo totalmente la prostituzione? Se ciascuno fosse libero di fare del proprio corpo ciò che ritiene opportuno? Una sorta di deregulation totale, con la mano invisibile del mercato libera di intervenire a regolarlo. Le conseguenze non sarebbero forse peggiori di una società che condanna ipocritamente gli aspetti più bassi del fenomeno mentre in realtà ne è permeata in ogni aspetto, con la pratica quotidiana del compromesso, del do ut des, del concedersi in cambio di vantaggi, la prostituzione intellettuale, politica o del conformismo.
Come afferma il filosofo Bernard de Mandeville: "Il vizio è tanto necessario in uno stato fiorente quanto la fame è necessaria per obbligarci a mangiare. È impossibile che la virtú da sola renda mai una nazione celebre e gloriosa".
(Fabrizio Caruso)
martedì 20 maggio 2008
FESTIVAL INTERNAZIONALE DELLA RIFLESSIONE ARTISTICA SUL SESSO

FESTIVAL INTERNAZIONALE DELLA RIFLESSIONE ARTISTICA SUL SESSO - MILANO
Info e richieste di partecipazione a: info@sexpol.it
domenica 18 maggio 2008
Il futuro della pornografia
Il nostro principale organo sessuale è il cervello, lo sappiamo. Che la pornografia abbia lo scopo di stimolarlo per ottenere risposte dagli altri organi, pure. L'erotismo gioca con il cervello. Internet, strumento fondamentale della nuova rivoluzione libertaria, vede il fiorire esponenziale dell'esibizionismo, che pure sappiamo essere una componente fondamentale del desiderio femminile, 'homemade'. Anzi, di più, la pornografia professionale è destinata a scomparire, travolta sempre più dal P2P. Il futuro è nello scambio di immagini e video fatto direttamente dalle coppie che si rendono imprenditrici di se stesse. Nella pornografia vi è una totale scomparsa del significato: il significante è elemento necessario e sufficiente. E' quindi la realtà nella sua materialità a venir premiata. Ed Internet abolisce inoltre la necessità della distribuzione. Il concetto di 'gatekeeping', centrale nell'economia del futuro, come preconizzato da J. Rifkin, si applica anche alla pornografia. In realtà non amiamo granchè questo termine, pregno com'è di pregiudizi e valenze negative e moralistiche. Preferiamo parlare di realcore. E' quindi da salutare con speranza questa tendenza che va consolidandosi sempre più, foriera com'è di spazi di maggior libertà personale. Saremo certamente più liberi quando potremo pensare al sesso in libertà.
lunedì 28 aprile 2008
L'Intervista Libertaria: Fabrizio Caruso racconta
Da Internet questa interessante intervista:
''Siamo molto vicini a 'Eros e civiltà' di Marcuse''. Fabrizio Caruso - 30 anni, pubblicitario - racconta ad Affari la genesi di Sexpol: “Il movimento è nato a settembre dell'anno scorso a Milano. Abbiamo raccolto tanta simpatia, tante adesioni”.
Tu sei il coordinatore nazionale, come si sviluppa il progetto?
"Siamo in fase costituente, per il momento ci hanno contattato centinaia di persone da tutta Italia. E' un ottimo risultato: sai, non avendo l'8 per mille è difficile fare proselitismo! I nostri obiettivi sono la riflessione politica e psicanalitica, non affrontiamo certo temi di dominio generali. La nostra meta finale è diventare un gruppo riconoscibile, di tipo associativo".
E fare anche politica?
"Vorremmo approdare alla politica con qualche proposta:'' l'Italia dal punto di vista “sessuale” ha tanto da imparare, è un Paese ipocrita. Un esempio lampante sono i Dico, ormai persi. Meno se ne parla meglio è, vedi il comportamento di Andreotti…".
"Ci piaceva la Rosa nel Pugno, ma è morta e sepolta. Vogliamo affrontare seriamente il problema delle libertà individuali: c'è bisogno di maggior libertà, ognuno deve essere libero di decidere per se stesso, senza interferenze…".
Come avete costruito la vostra rete di contatti?
"Abbiamo cominciato a lavorare su internet e proprio grazie al web abbiamo ricevuto contatti dalla Sicilia e dall'estero, soprattutto dalla Francia dove l'adesione al movimento è quasi doppia rispetto a noi. Lì è più diffuso l'utilizzo dei forum, ma il pubblico italiano è effettivamente “migliore”: molti giovani, decisamente colti".
giovedì 24 aprile 2008
Liberalizziamo la prostituzione.
Una raccolta firme per una proposta di legge popolare per la liberalizzazione della prostituzione: aderisci anche tu vai su http://www.firmiamo.it/liberalizziamolaprostituzione
martedì 22 aprile 2008
APPELLO AI LIBERTARI

C'è bisogno nel nostro Paese di un nuovo movimento radical-popolare: non l'ennesimo partito, scelta questa bocciata dalle urne, ma di un soggetto che strategicamente svolga la funzione di aggregare istanze autenticamente libertarie per rappresentarle politicamente. Le battaglie politiche oggi si conducono sui media, prima ancora che nelle cabine elettorali. Sta a noi allora, eredi di un nuovo situazionismo, operare perchè la parola libertà non venga vagamente declinata in termini chimerici o demagogici ma si sostanzializzi in sempre maggiori spazi di libertà individuali. Facci saperi che ne pensi e per info scrivi a: info@sexpol.it
venerdì 18 aprile 2008
I Ministri Libertari che vorremmo...
A breve il governo Berlusconi, vergogna internazionale, elencherà i ministri. Mi aspetto una bella badosta, già un anticipo sembra essere la conferma di Bondi all'Istruzione.
Veltroni intanto fa il governo ombra, ammettendo i propri errori nella campagna elettorale, la Sinistra Arcobaleno ritornerà in piazza.
Mentre noi libertari presentiamo, facendo un pò di ironia, i nostri 20 ministri ( tutte donne ovviamente):
sabato 12 aprile 2008
martedì 18 marzo 2008
domenica 20 gennaio 2008
Allontanare i genitori dalle menzogne il vero pericolo

Genitori, il problema non è il porno
Se davvero il problema risiedesse nel porno, saremmo tutti in un grande pantano. Poiché c’è più porno che mai là fuori.
E c’è più isteria che mai sul porno. È un “PornPanic“, (siamo) stufi di una macchina da guerra operante 24 ore su 7 giorni composta da sedicenti gruppi “per la moralità”, trasmissioni sul crimine, gruppi di estremisti di destra in TV, neo-femministe disorientate così come di quotidiane storie di mogli e mariti i cui rapporti s’incrinano nel prosperare dei siti porno.In America, ad esempio, ha appena avuto termine la settimana del WRAP (nastro bianco contro la settimana della pornografia) (usato come simbolo di consapevolezza sulla settimana della pornografia, finchè i rivenditori del porno non hanno cominciato ad usarlo come strumento di marketing per aumentare le vendite. Siamo insomma in pieno teatro di guerra degno di Paul Krassner).
Come per tutti gli sforzi dell’antiporno, l’obiettivo del WRAP è di spaventare la gente, particolarmente i genitori, su un presunto mostro che inavvertitamente starebbe invadendo la nazione e sui presunti danni che ciò starebbe comportando.
L’ultima settimana, lo sponsor “Moralità nei Media” (MIM) ha presentato la tipica miscela di fatti e finzioni:
* (MIM) Fatti: Il porn è quasi dappertutto, molte persone ne consumano, e molte coppie gravate da rapporti sessuali poveri vedono un uomo che utilizza il porno. Ciò è vero. Dunque?
* (MIM) Finzioni: Gli uomini che guardano il porno commettono violenza sessuale contro donne ed bambini; uomini in spaventose relazioni sono stati sedotti dal porno; la maggior parte del porno ritrae violenza; guardare il porno fa pensare cose errate a riguardo delle donne; No, queste sono bugie. Non opinioni, b-u-g-i-e.
Le forze antiporno sono poi particolarmente pericolose quando parlano dell’esposizione dei bambini al porno. Non vi è ALCUNA prova che vedere dei seni nudi o coppie in atteggiamenti sessuali arrechi loro del danno; ancora meno provato è che la visione di immagini con tali soggetti sia loro dannosa. Quattro generazioni di bambini europei hanno trascorso le loro estati sulle spiagge topless e visto il sesso in TV senza diventare affatto peggiori dei nostri bambini (americani), ossessivamente protetti persino da un semplice sguardo ai capezzoli.
Dunque, genitori: il porno è un pericolo per i vostri bambini?
NO.
A meno che si pensi che i bambini siano matti e che siano danneggiati anche se solo inciampano sul porno, vederlo non li danneggerà. Se sono molto giovani lo ignoreranno; gli adolescenti più giovani ne andranno in ricerca da soli; gli adolescenti più maturi o ne otterranno una certa eccitazione oppure spegneranno del tutto e andranno avanti normalmente con la loro vita culturale (telefoni cellulari, tatuaggi, e quel rumore che chiamano musica).
Ecco invece cosa è pericoloso per i vostri bambini:
* L’idea che la loro sessualità è una cosa cattiva
* Che non dovrebbero parlare del sesso
* Che Dio o Gesù o voi conoscete e giudicate le loro fantasie sessuali
* Che i profilattici non funzionano
* Che c’è un sacco di gente fuori desiderosa di rapirli o toccarli nelle zone erogene
Questi pericoli non sono teorici, sono reali. Essi ci conducono alla vergogna, al senso di colpa, alla rabbia, alla confusione ed al terrore. E conducono a gravidanze indesiderate, al timore dell’intimità, all’incapacità di comunicare e al pensare che la sessualità sia un problema che sta insidiando le loro vite.
E conducono ad un maggior pericolo: quello di genitori che non vogliono discutere onestamente sul sesso con i loro ragazzi, perché si sentono presi dal panico sull’intero argomento.
Ci sono maniaci là fuori, persone che desiderano danneggiarne altre. Fortunatamente, non sono tanti. Naturalmente, quando i canali TV, show notturni e il vostro quotidiano locale ossessivamente si concentrano sui crimini sessuali, è difficile ricordarsi che quei maniaci sono una stretta minoranza.
Ed è duro ricordare che il tasso dei crimini sessuali (negli USA) è andato diminuendo ogni anno dal 1993.È spaventoso pensare che la maggior parte degli adulti che hanno contatti sessuali con i bambini siano loro conoscenti. Non sono sconosciuti che incontri agli angoli delle strade con la (classica) caramella. E non sono nelle chatroom di Internet facendosi passare per adolescenti.
Sono persone fidate per entrambi: genitori e bambini.
È così spaventoso pensare a questa realtà che la maggior parte dei genitori preferisce concentrarsi su spaventosi sconosciuti, anche se la minaccia reale è bassissima.
Attualmente, qui non sono i bambini i più vulnerabili. Sono i genitori spaventati i più vulnerabili a essere danneggiati dagli sconosciuti (associazioni antiporno, ed altri che passano la loro vita a mentire e/o spaventare i genitori).
Allontanare i genitori da tali menzogne, e aiutarli a nutrire i propri bambini con le informazioni, le rassicurazioni, proteggendoli dalla propaganda antisesso: questo è oggigiorno realmente pericoloso.
del dr.Marty Klein
lunedì 14 gennaio 2008
Il Movimento Libertario Sexpol lancia un' iniziativa

ELEGGI UN DISOCCUPATO
Tra parlamentari, consiglieri regionali, provinciali e comunali, Sindaci, assessori, Presidenti di Comunità montane, consorzi, enti ed aziende pubbliche, in Italia il numero di politici di professione si aggira intorno alle 100.000 unità.
Tutta gente che un lavoro ce l'ha già: imprenditori, avvocati, notai, medici e docenti nella maggior parte dei casi. Senza parlare del cumulo delle cariche.
Noi lanciamo la nostra proposta: eleggiamo disoccupati. Avrebbero tempo ed energie da dedicare alla cosa pubblica. Nessun conflitto d'interesse palese od occulto. E troverebbero finalmente un lavoro. I giovani, laureati e capaci, in Italia non mancano, specie al Sud.





