Intervento al minuto: 13.40
mercoledì 20 gennaio 2010
Intervento di Domenico Letizia alla Manifestazione Antirazzista a Caserta
domenica 6 dicembre 2009
mercoledì 18 novembre 2009
Giorgio Fidenato al Congresso dei Radicali Italiani
Grande Fidenato. (l'intervento inizia 6:14:30)
la risposta da Caserta:
Il gruppo di radicali e libertari di Caserta dell’Associazione radicale: “Legalità e Trasparenza’’ e della Cellula Luca Coscioni di Caserta esprime pubblicamente solidarietà a Giorgio Fidenato. Il 19 Novembre alle ore 11:00 presso il tribunale di Pordenone si terrà il processo a Giorgio Fidenato, lo stato torna a reprimere chi cerca di difendere il diritto naturale al godimento delle propria proprietà individuale. Fidenato in questi ultimi mesi ha dato vita ad una battaglia di disobbedienza fiscale, rifiutandosi di fare il gabelliere gratuitamente per conto dello stato, con Fidenato è iniziata una vertenza importantissima, una vertenza politica, culturale e di libertà, la battaglia contro il sostituto d’imposta. Giorgio Fidenato, presidente e fondatore del movimento Agricoltori federati di Pordenone, versa ai propri sei dipendenti lo stipendio lordo, rifiutandosi di esercitare la funzione di sostituto di imposta e, di conseguenza, di fare le trattenute di legge (come Irpef, Inps, addizionali regionale e comunale). Questa è una battaglia libertaria perché nessun imprenditore deve esser costretto a lavorare gratuitamente per lo stato e tutti i lavoratori hanno diritto di sapere a quanto ammonta lo stipendio lordo senza le trattenute fiscali, ed è proprio questo che da fastidio allo stato centralista e al sindacalismo corporativistica.
Con questa lettera invitiamo tutti i cittadini ad essere vicini a Fidenato, chi può sia a Pordenone il 19 Novembre, la stampa dia risalto a queste iniziative e speriamo che la libertà trionfi.
sabato 7 novembre 2009
Conferenza stampa con Cappato a Caserta
Interventi di Marco Cappato, Letizia Domenico, Luca Bove:
http://www.radioradicale.it/scheda/290669/conferenza-stampa-sulla-presentazione-della-raccolta-delle-pre-firme-per-la-lista-bonino-pannella-alle-ele
giovedì 27 agosto 2009
venerdì 14 agosto 2009
giovedì 6 agosto 2009
Un qualcosa contro il Carcere!
Firmate:
venerdì 31 luglio 2009
Dichiarazioni di Volontà!


una visitina qui: http://www.gliamicidieleonora.com/blog/
lunedì 20 luglio 2009
La Caserta dei diritti s'è desta
Liberali, liberisti libertari e Radicali: la Caserta dei diritti s'è desta. A fine mese la prima iniziativa
Dopo una fase di stanca, riprende l'attività politica e di testimonianza. Ci sarà un tavolo per la raccolta delle firme sul testamento biologico in via Mazzini. Appuntamento per il 25 e 26 luglio. Motore Francesco Giaquinto
CASERTA - Ieri, venerdì 17 luglio, si è riunito il nutrito gruppo dei liberali, libertari, radicali di Terra di Lavoro tra cui il militante storico, artefice di tante battaglie radicali nella nostra provincia, FRANCESCO GIAQUINTO, fra gli altri EMILIO ZONA di Calvi Risorta, LUCA BOVE di MADDALONI. Anche di MADDALONI è IL libertario DOMENICO LETIZIA. C'erano ancora GIANROBERTO ZAMPENA di CASERTA, MARCO PAPALE DI CASAGIOVE e ELIO DE ROSA di CERVINO e MANUELA SAGLIOCCO dell’ associazione radicale “Luca Coscioni”.
Il gruppo si è riunito per stendere un programma delle tante iniziative di carattere politico, sociale e culturale da intraprendere nei prossimi mesi, per poi giungere alla vera e propria formazione di un’associazione radicale che diffonda la prassi della Non - violenza nel complesso e difficile territorio casertano malato di illegalità.
La prima iniziativa è un tavolo informativo e raccolta di firme per il testamento biologico che si terrà a Caserta,via Mazzini il prossimo fine settimana (25-26 luglio) grazie anche all’aiuto del Dr CLAUDIO LUNGHINI di “GLI AMICI DI ELEONORA”-
La vostra iniziativa è importante. La testimonianza delle idee, del patrimonio ideale dei radicali italiani non può che arricchire questa terra in cui il relativismo etico e frutto del relativismo politico, del disimpegno e dell'ignoranza. Io, personalmente, e www.casertace.it, che da direttore rappresento, vi staremo vicini. In passato le vostre iniziative sono sempre state considerate e sono passate come un raffinato esercizio di una minoranza quasi invisibile. Questa marca va mutata.
Gianluigi Guarino
http://www.casertace.it/home.asp?ultime_news_id=5803
venerdì 12 giugno 2009
La vergogna Ghedaffi tutta Italiana
Vaffanculo al Parlamento unito, un plauso ai Radicali.
Ora è ufficiale l'Italia é dalla parte dei dittatori.
venerdì 8 maggio 2009
Osservazione estremamente non Conservatore

La mia antipatia verso i conservatori è esplicita, non lo sono mai stato, non mi piace ciò che pensano, ma da buon libertario non impongo la mia visione libertaria civile, differenza che molti conservatori ma anche paleo-libertarian-conservatori dimenticano allegramente.
Una buona riflessione scritta da Yoshi di http://www.buraku.org/.
La riporto:
Una delle categorie umane che più mi indispone e mi irrita è quella dei conservatori con il culo degli altri. Ossia quelle persone che combattono una guerra contro le libertà personali, la novità e l’innovazione ma che allo stesso tempo godono dei vantaggi e dei frutti di libertà personali, novità e innovazioni passate che loro omologhi hanno in passato combattuto.
Cosa direbbero i dirigenti della Democrazia Cristiana di una volta sapendo che Casini, il leader di un partito che si richiama esplicitamente alla DC e che si atteggia a Defensor Fidei, ha divorziato e convissuto more uxorio con una donna dalla quale ha avuto anche un figlio? Cosa dobbiamo pensare di tutti i vari pasionari politici del Family Day divorziati e con amanti? Perché devo rispettare i preti che si sono curati con rimedi scaturiti magari da ricerche che i loro omologhi del passato hanno condannato?
Insomma, sono opportunisti che godono di frutti che in realtà dovrebbero combattere. Per esempio, Casini ha mai ringraziato Pannella per aver combattuto affinché anche lui abbia potuto avere la possibilità di divorziare? Se in futuro un papa dovesse giovarsi di cure nate dalla ricerca sulle cellule staminali embrionali, dove sarà il suo onore? Fanno battaglie di retroguardia destinate a perdere e a venire dimenticate e guardate con curiosità in futuro.
Se sommessamente fai loro notare queste cose, si incazzano come bisce e ti danno dell’avvoltoio che non rispetta le faccende private delle persone. E qui si arriva all’apoteosi dell’ipocrisia perché le loro sono faccende private, le nostre invece sono affari loro e, ogni volta che se ne presenta l’occasione, non ci pensano due volte a interferire con le nostre scelte personali. Non possiamo scegliere di fumare uno spinello, non possiamo scegliere di terminare la nostra vita, non possiamo scegliere di stipulare un contratto matrimoniale con una persona del nostro stesso sesso. Sono loro i primi che mettono il naso in affari che riguardano l’individuo e la sua autodeterminazione e obbligano le persone a seguire i loro (presunti) valori morali.
Sono loro gli avvoltoi, sono loro che mettono il naso nella nostra vita. Sono loro che ci aggrediscono. Fino a quando non sarò libero di autodeterminarmi non ledendo la libertà altrui, continuerò ad additarli e deriderli per le loro faccende personali.
giovedì 30 aprile 2009
Dico la mia sul caso '' lista nera ''

In seguito alle dichiarazioni di Mario Zamorani:
Girando nel Web già un paio di settimane or sono avevo visto il sito internet “incriminato” con l’elenco ferrarese delle persone “del potere, da colpire con la maggior forza e determinazione possibile”; al cui interno mi sono immeritatamente ritrovato. Per quanto mi riguarda non mi interessa più di tanto che vengano pubblicati dati che mi riguardano. Anzi se, anarchici o meno che siano, sono interessati ad ulteriori informazioni, mi scrivano pure all’indirizzo mario.zamorani@libero.it. Fornirò loro qualsiasi altro mio dato che venga ritenuto utile, anche da diffondere nella rete. Ritengo che gli autori degli elenchi possano pubblicare tutte le informazioni che credono su persone pubbliche e pure usare il linguaggio che preferiscono anche se, da nonviolento, certe forzature semantiche paiono più orientate alla violenza che non al confronto anche serrato o alla lotta politica (fermo restando che in alcune analisi dell’autentico pensiero anarchico non fatico a riconoscermi). Ma soprattutto mi pare significativo notare che la crisi culturale, politica, sociale, di costume e forse persino antropologica che viviamo, contagia pure i sedicenti anarchici, o almeno questi. Nelle loro parole si trova davvero poco o nulla della nobiltà della storia e del pensiero autenticamente anarchico.
Ho deciso di scrivere una lettera che Mario con gentilezza ha pubblicato: http://www.estense.com/?module=displaystory&story_id=50373&format=html
Ancora a proposito di anarchici. Ripeto che per me tutto quello che riguarda persone pubbliche può essere tranquillamente pubblicato, anche in rete, e ripeto che con la nobiltà della storia e del pensiero anarchico ben poco hanno a che fare le sia pur vaghe minacce apparse recentemente sul web. Mi fa poi piacere trasmettere la lettera che un anarchico mi ha inviato all’indirizzo email che avevo trasmesso per scelta e volontà trasparenza ai giornali. Mi sembra un contributo davvero importante per dimostrare che esistono anarchici e anarchici, molti dei quali si rifanno con rigore e senso di responsabilità ad una antica tradizione, altri meno. Lo ringrazio pubblicamente e ve la trasmetto.
Cordiali saluti.
Mario Zamorani, segretario di Radicali Italiani ed esponente lista Laici Riformisti
Salve Mario,
sono Domenico Letiza e le scrivo da Maddaloni nel casertano, sono venuto a conoscenza della famigerata lista nera e rimango sbalordito di quanta imbecillità ci sia in giro. Chi le dice queste parole? Un anarchico, libertario e antistatalista, si proprio uno di quelli che l'informazione vuole far passare per amanti del caos e del disordine. Io le scrivo non per minacciarla e neanche per ''inquisirla'', come lei ben saprà quest'attività è sempre stata dei governi non prerogativa degli amanti della libertà che contraddistingue noi libertari. Io appartengo a quell'anarchismo contemporaneo e criticato, un anarchismo che definisco liberale e di mercato, possibilista e mutualista ma sono un' amante della cultura libertara e anarchica in generale senza aggettivi, sostengo organi di informazioni come Umanità Nova il più ''vecchio'' e buon giornale che la storia Italiana conosca e sostengo quelle idee che sono vicine a quel pensiero tanto moderno come critico che è l'anarcosindacalismo, certo sono un critico, sono uno che ama il mercato, inteso come forza progressista e libertaria, il governo dei consumatori come un caro libertarian come Bruno Leoni amava dire e sono per una società fatta per la tolleranza, l'anarchismo sognato da Camillo Berneri e dal mondo antiautoritario che appartiene alla tradizione del pacifismo e dell'antimilitarismo. Le scrivo per manifestare il mio dissenso di chi con l'aiuto delle istituzioni, ne sono convinto, vuole ''eliminarla'' o inserirla in registri da controllare.
Le scrivo perchè lei continui a far il suo mestiere che è davvero brutto, mi permetta di dirlo sono un astensionista e un libertario, che è il mestiere della politica.
Ma se c'è una cosa che ogni cittadino e specialmente gli amanti della libertà con un minimo di cervello riconoscono è che senza i Radicali e le loro battaglie questo stato e questa Italia sarebbero peggio di quello che sono, controlli allora, io anarchico oggi non la condanno ma le dico che ho partecipato a scioperi della fame insieme al vostro partito, che combatto per un anagrafe degli eletti nel mio comune e sono anche iscritto all'Associazione Luca Coscioni, qualcosa veramente di serio è importante che vi è in Italia.
Certo ne ho dette di parole, ma dove voglio arrivare? Voglio dirle di non guardare con sospetto l'anima e il mondo libertario che vi è in giro, anzi di sostenerlo perché è difficile dimostrare il contrario i radicali hanno molto di libertario è nel vostro DNA e per questo che personalmente sono con voi molte volte. La differenza? Voi sognate istituzioni diverse più libere ma sempre ''imposte'', noi al massimo sogniamo quelle volontarie se proprio necessarie, ma come leggerà queste sono parole cordiali e affettive dedicate a chi comunque sa che il vostro partito con tutti i difetti lotta per la libertà, quella libertà che sia a voi che a noi piace tanto.
Che in giro ci sia gente che si definisca anarchica e poi sia stupida, da libertario sa che nessuno può avere il monopolio sui termini. Un saluto.
Domenico Letiza
(se vuole potrà anche pubblicare la lettera, credo che come tutte le azioni svolte in libertà, faccia parlare)
sabato 25 aprile 2009
La Resistenza Giusta

‘‘Nei Paesi democratici, la scienza dell’associazione è la scienza-madre; il progresso di tutte le altre dipende dal progresso di quella”.
“Una nazione che non domanda al suo Governo altro che il mantenimento dell’ordine è già schiava nel fondo del cuore”.
A. de Tocqueville
Che nonostante tutti gli sbagli il lavoro dei Radicali in questo paese sia quanto più di lucido si possa avere lo si capisce proprio oggi che tutti festaggiano la resistenza, non so come dirlo, non c'è niente da festaggiare.
Certamente la liberazione dal nazifascismo e la lotta partigiana ( anche se studiata male e ideologicamente molto c'è da dire sulla resistenza) è stata una grande , conquista per il nostro paese, una vittoria per un minimo di democrazia e il ritorno a poter esprimere almeno punti di vista differenti, ciò che il fascismo che molti in Italia di destra e di sinistra sognano ancora, aveva negato.
I Radicali Italiani sono l'unico partito che festeggierà criticamente, insomma festeggierà pur sapendo che non vi è nulla da festeggiare, quindi non festeggierà ma lotterà anche oggi in clima di festa.
Pubblicamente e per la prima versione è stato presentato il documento su "La Peste italiana", sull'avvenuta sessantennale cancellazione della democrazia e dello Stato di diritto nel nostro Paese, alla vigilia di elezioni europee che già si possono definire illegali. Infatti, nonostante alcune vedute diverse da qunto vi è scritto in questo 25 Aprile non vi è nulla da festeggiare. Siamo in dittatura e quel che è peggio è una dittatura non dispostica. Da 60 anni, in Italia, al regime fascista del Partito-Stato ha fatto seguito il regime “sfascista” dello Stato dei Partiti. Da 60 anni, una puntuale e sistematica violazione della Costituzione viene dolosamente consumata contro il popolo italiano, quel “demos” che vive deprivato delle condizioni minime di conoscenza e legalità, necessarie per esercitare il potere sovrano in forma legittima. In Italia non c’è democrazia, ma partitocrazia, oligarchia, vuoto di potere, arroganza del potere, prepotenza e impotenza. Non esiste Stato di diritto, ma arbitrio di regime.
Berlusconi e i suoi “detrattori” e “accusatori” sono in realtà l’espressione (finale?) di una identica vicenda politica. Sono affratellati da un comune destino, per ora illegale e drammatico, domani probabilmente anche violento e tragico. Lo sbocco è quasi obbligato........ La nostra speranza è di rappresentare una speranza: l’alternativa radicale possibile di una democrazia fondata sulla libertà di associazione e partecipazione, sulla libertà di informazione e conoscenza, sulla libertà della persona.
Ecco, certamente, personalmente non sognerò uno stato di diritto o diritti di stato, ma sogno libertà, quella libertà che tutti oggi sanno che manca ma che solo i Radicali nel giorno della Resistenza denunciano. Il 25 aprile manifestiamo "per una nuova Liberazione", a Roma non vi sarò ma la mia solidarietà l'esprimo senza rimpianti.
Sia chiaro però, alle europee come detto altre volte: Astensione!
mercoledì 22 aprile 2009
Dichiarazione II Congresso Mondiale per la libertà di ricerca

Noi sottoscritti, donne e uomini di scienza, esponenti politici, cittadine e cittadini riunitisi presso la sede del Parlamento europeo di Bruxellesdal 5 al 7 marzo 2009 per il Secondo incontro del Congresso mondiale per la libertà di ricerca Salutiamo la continuazione del percorso avviato nella sessione costitutiva dell'ottobre 2004 e proseguito con il primo incontro del febbraio 2006; quegli appuntamenti furono decisivi sia per il successo della campagna condotta alle Nazioni Unite contro la proposta di messa al bando mondiale della ricerca sulle cellule staminali embrionali, sia per la campagna a favore della finanziabilità di tale ricerca da parte dell'Unione europea;
Di fronte al proseguirsi nel mondo degli attacchi alla libera ricerca e conoscenza, alla libertà di coscienza e di pensiero, alla stessa libertà religiosa e di parola e alle altre forme di oscurantismo sia di matrice politico-ideologica sia di natura
dogmatico-religiosa, riteniamo urgente e necessario compiere ulteriori passi verso il consolidamento del Congresso mondiale come sede permanente di confronto e di iniziativa per i diritti umani, civili e politici fondamentali di ogni cittadino.
In particolare riteniamo necessario dare risposta sistematica e organizzata alla grande questione sociale del nostro tempo: quella della malattia e della disabilità in una popolazione che mediamente invecchia, delle straordinarie possibilità e
prospettive di cura legate agli avanzamenti della ricerca biomedica, così come degli strumenti tecnologici e delle nuove forme di assistenza autogestita che sempre più consentono il recupero di facoltà perdute e il superamento di disabilità:
“dal corpo dei malati al cuore della politica” è un programma di azione che proponiamo per l'oggi agli scienziati, ai pazienti, ai politici e a tutte
le persone di buona volontà.
Noi sottoscritti individuiamo i seguenti obiettivi specifici, da perseguire a ogni livello, sia esso transnazionale, nazionale o locale:
• il monitoraggio dello stato della libertà di ricercae di cura nel mondo, attraverso un rapporto annuale e un costante aggiornamento del quadro
comparato delle legislazioni e delle politiche nazionali;
• il rafforzamento o la creazione di politiche, regole e giurisdizioni, anche internazionali e costituzionali, a difesa del diritto alla libertà di ricerca,
al quale corrisponde un dovere degli Stati a promuovere la libera ricerca e a diffonderne i benefici in modo equo per tutti i cittadini (art.15,par. 1b) e 3 dell´International Covenant on Economic, Social and Cultural Rights) incluso attraverso la cooperazione con le aree meno sviluppate del pianeta;
• la libertà di ricerca sulle cellule staminali, in particolare:
1. superamento dei divieti posti dall'Unione europea alla finanziabilità della ricerca ottenuta con la tecnica del trasferimento del nucleo cellulare;
2. superamento dei divieti proposti, pur se in modo non vincolante, in sede di Nazioni Unite;
• la creazione di una rete internazionale che aiuti a diffondere una corretta informazione in merito all'accesso alle terapie nel mondo e a difendere
i pazienti dalla violazione del diritto a cure sicure ed efficaci; un servizio internazionale di "Soccorso civile", sul modello del documento
stilato dalla Società Internazionale per la Ricerca sulle Cellule Staminali, che nel 2008 ha diffuso delle linee guida sull'applicazione clinica della ricerca sulle cellule staminali;
• la promozione dell'insegnamento del metodo scientifico, sia per il suo valore pratico, sia per il suo ruolo decisivo nella difesa del metodo democratico
e della tolleranza;
• l'affermazione dell'autodeterminazione individuale in materia di cure, secondo il principio in base al quale nessuno può essere sottoposto a terapie contro la propria volontà, e ciascuno può decidere quando e come iniziare, proseguire o sospendere terapie, anche nel caso in cui tale sospensione può condurre il paziente alla morte;
• l'attuazione della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, in particolare nei Paesi meno sviluppati.
Per organizzare campagne specifiche sugli obiettivi summenzionati, i sottoscritti:
• confermano l'Associazione Luca Coscioni nel ruolo di Segretariato organizzativo;
• si impegnano nella creazione di reti e gruppi di lavoro tematici e territoriali, nonché nell'aggregazione di singole categorie come gli scienziati e i premi Nobel, i pazienti e i rappresentanti di organizzazioni non-governative e politico-istituzionali, in collaborazione con il Partito Radicale Nonviolento, transnazionale e transpartito (organizzazione non governativa con status consultivo alle Nazioni Unite).
I sottoscritti si impegnano ad avviare un confronto su alcuni dei temi emersi nel corso del dibattito, come:
• la parziale conversione delle spese per ricerca e sviluppo a fini militari in spese per ricerca e sviluppo a fini civili;
• le implicazioni delle neuroscienze;
• le implicazioni delle nanoteconologie;
• gli organismi geneticamente modificati;
• il libero accesso al sapere scientifico.
mercoledì 18 marzo 2009
Nasce Sinistra e Libertà: Molto niente, poca libertà ma di sicuro un passo avanti
di Domenico Letizia
Nasce Sinistra e Libertà, un movimento politico composto da Verdi, Sinistra Democratica, ‘ rifondaroli ’ moderati, Partito Socialista, ‘ cossuttiani ’ moderati , Critica Liberale e Partito d’Azione, insomma un movimento politico che forse sarà anche un nuovo progetto (politico) che di sicuro merita un’ analisi. Un “Partito” che non voterò, e che non ritengo meriti il voto (come gli altri del resto) nato dal nulla e molto confusamente, ma di aspetti positivi ce ne sono ed è da stupidi non analizzarli o trascurarli. Partendo dalla terminologia vi è una grande ‘rivoluzione’ nella sinistra, non posso che essere d’accordo con il socialista Riccardo Nencini: ‘’La Sinistra ha recuperato il termine Libertà e l'ha riconsegnato a un progetto politico concreto e nuovo, ad un'alleanza che guarda avanti e che ha deciso di affidare ai fatti e alle proposte concrete una sinistra rinnovata e riformista". Vero la sinistra recupera il termine libertà, ed è già molto, sul progetto politico concreto staremo a vedere, penso nulla di speciale ma vedremo. Ancora più importante è analizzare la posizione dei Radicali che all’interno del Pd non possono far nulla, anzi sono trascurati e isolati da un partito che di sicuro non merita la politica radicale e libertaria, Pannella farebbe bene ad aderire a questo progetto che si rivela migliore della politica del Pd, sicuramente rafforzerebbe le istanze libertarie e radicali in economia del tutto assenti e sicuramente renderebbe molto forti, ancor di più, le politiche libertarie civili, ma per il momento da parte di Pannella e radicali vi è un chiaro rifiuto. Sinistra e Libertà è un progetto che avrà e incontrerà molte difficoltà proprio per il suo voler bilanciare istanze libertarie giuste e concrete con politiche economiche di stampo statalista. Un progetto che non merita il voto, ma che, almeno, un commento o una giusta considerazione si.
Vedremo, intanto il mio invito è nuovamente all’astensione.
lunedì 2 febbraio 2009
Una lettera alla Radicale Rita Bernardini
Cara BERNARDINI,
faccio una premessa, le scrivo non per darle la mia solidarietà né per accusarla di un gesto che secondo la mia opinione è sintomo di uno spirito sinceramente democratico presente in lei, ma per fare una riflessione anche alla luce di tutti i vari commenti che ho letto sul sito dei radicali.
La considerazione consiste nell’osservare i danni che provoca lo stato anche in queste situazioni, capisco la rabbia come sono d’accordo con chi diceva che la sua prima visita doveva farla alla vittima non al carnefice, ma mi domando come non si faccia a capire che se un’ omicida, stupratore o delinquente in genere viene picchiato in una struttura di un carcere, simbolo perfetto della sicurezza e della perfezione dello stato, il problema stia proprio nella violenza delle istituzioni.
Ripeto, mi rendo conto della gravità della situazione come cerco di capire lo stato d’animo della povera ragazza che non riesce a riprendersi, ma a tutti domando: se la soluzione alla violenza è la violenza delle istituzioni, qual è la differenza tra un criminale e l’apparato burocratico chiamato stato?
Qualcuno disse che la democrazia in un paese si misura osservando proprio i suoi carceri, in Italia c’è da misurare solo inesattezze, repressione e ingiustizia di un sistema repressivo che ogni anno conta suicidi e accuse di intolleranza.
Come vogliamo cambiare questa società, in meglio spero, se poi ci scandalizziamo giustamente alla vergogna di uno stupro e non alla vergogna di una violenza che avviene proprio negli edifici di quella istituzione che si definisce madre della giustizia e della convivenza?
Io sono tra quelli che ogni volta che si vota è seduto a casa a guardare dalla finestra quante persone amano farsi delegare, sono tra quelli che considera il parlamentare il primo criminale, ma sono convinto che se lei il tempo libero, da parlamentare, lo dedica a visitare un carcere sta facendo una cosa giusta, però senza rendersi conto che lo stato in genere è violenza e imposizione nella sua essenza e non potrà mai garantire una società pacifica.
Insomma mi domando se la violenza è nello stato come vogliamo far cambiare la società che di questa violenza non ne può più?
Solidarietà alla ragazza, nessuna alla forma attuale di carcere.
Saluti libertari,
Domenico Letizia
La risposta
La prego, Domenico, di andare a vedere sul sito della Camera quanti documenti parlamentari ho presentato, assieme ai colleghi radicali e non solo, sulla situazione delle carceri e della Giustizia in Italia. Così scoprirà anche quanti Istituti penitenziari ho visitato, quanti Centri dove sono reclusi gli extracomunitari. Ho portato deputati del PD che nella loro vita politica non avevano mai visitato un carcere.
Io penso che dovere di un parlamentare sia quello di agire per evitare che fatti come quelli di Guidonia si ripetano ancora.
Solo che la strada è difficile, quasi impossibile, perché lo Stato e le sue istituzioni sono i primi violatori delle leggi fondamentali, a partire dalla Costituzione.
Un caro saluto libertario anche a Lei
Rita Bernardini
Il sito di Giulia Innocenzi pubblica la lettera: http://giuliainnocenzi.com/2009/02/03/se-la-soluzione-alla-violenza-e-la-violenza-alle-istituzioni-qual-e-la-differenza-fra-il-criminale-e-lo-stato/
Queste sono, invece, le poche ma incisive parole di Marco Cappato: http://lnx.marcocappato.it/node/38697
martedì 25 novembre 2008
Sull'Antropologia politica dei Radicali

Liberali, liberisti, libertari: tre termini, da saper usare tutti.
di Angiolo Bandinelli
Ho sempre interpretato le modalità di intervento e di iniziativa politica proprie dei radicali come una deviazione, ma anche come un completamento e arricchimento, del liberalismo classico. So che molti, anche radicali, non amano quella definizione del partito - o della galassia - radicale che Pannella spesso ripete e continuamente arricchisce: una definizione che unisce e lega assieme tre ‘forme' di espressione culturale e politica tradizionalmente viste come diverse, se non proprio disgiunte ed opposte tra di loro: "liberale, liberista e libertario". Mentre i due primi termini giocano tra di loro una partita anche fortemente dialettica (e le vicende economico-finanziarie di questi giorni hanno riacceso la ben nota disputa sui rapporti reciproci) ma che li pone sullo stesso piano, come appartenenti alla stessa famiglia, il terzo termine - "libertario" - viene considerato come spurio, un intruso non appartenente all'albero genealogico dei primi due e da questi tenuto anzi in dispregio. Pannella non ha certo la pretesa di conferire ai tre termini una attestazione, una patente di consanguineità, né vuole stabilire tra di essi un rapporto di pacifica coesistenza: conosce le loro differenze storiche, che non possono essere stravolte o forzate. Vuole piuttosto ricordarci - ma da politico - quanto sia pragmaticamente importante e necessario saper utilizzare l'uno o l'altro di essi per incidere nella realtà contemporanea, con le sue peculiarità e difficoltà. Sa bene che l'iniziativa politica, se vuole svolgere una funzione autenticamente liberatrice, si trova di fronte avversari, ostacoli e problemi che richiedono una risposta modulata, di volta in volta, su strumenti concettualmente diversi: e sarà appunto, di volta in volta, iniziativa liberale e/o liberista oppure potrà - anzi dovrà - essere di stampo libertario. A quest'ultima categoria, o modello, appartengono sicuramente le iniziative di tipo nonviolento, gandhiano, quelle che richiedono l'intervento del corpo quale strumento oltre che quale fine ed obiettivo etico. Non è la disquisizione liberale, non è l'oltranzismo liberista, ma la presenza diretta del corpo - nella sua fisicità - a muovere l'iniziativa nonviolenta, a partire dalla disobbedienza civile, dal sathyagraha, dagli scioperi della fame e della sede, dai sit-in o da una o l'altra delle forme di lotta tipiche della cultura, della politica libertaria. Ecco dunque il corpo assunto come attore e protagonista della politica. Non c'è una qualche deriva ‘antropologica' in questo modello operativo? Sicuramente sì, ed è una deriva che ci aiuta a comprendere e a penetrare il senso della modernità, del nostro tempo, così come ce lo fornisce il professor Corbellini (anche quando dalle sue conclusioni si dissente, e io ne dissento...). Esplicitamente, nel suo intervento, Marco Pannella tiene a sottolineare ancora una volta la dimensione "antropologica" che sta assumendo la politica contemporanea: se non altro come conseguenza dell'aumento esponenziale della popolazione mondiale, un aumento che inevitabilmente introduce mutazioni, se non altro di comportamenti, nella "specie" umana. Nella lunga storia della galassia radicale, questa consapevolezza si è esplicitata in forme varie. Oggi si manifesta con la massima chiarezza nel formidabile lavoro della associazione "Nessuno tocchi Caino" come anche nell'attività in continua evoluzione della associazione "Luca Coscioni". Non a caso il suo motto è "Dal corpo del malato al cuore della politica". Non è una formula riduttiva, è invece un ampliamento della consapevolezza della fisicità dell'uomo nelle sue diverse forme, nei suoi diversi aspetti. Dovrà venire il momento per approfondire un po' più da vicino le mille sfaccettature di questa invenzione della galassia radicale, della sua "antropologia politica". Che sia questo l'impegno da affidare alla seconda edizione della "Scuola Coscioni"?
lunedì 24 novembre 2008
Lettera aperta al presidente della regione Puglia Niki Vendola

In questi giorni di grande trambusto dovuto alla crisi finanziaria,alla crisi alitalia e così via...si è verificato un avvenimento di enorme rilevanza sociale e morale,ovviamente mi riferisco alla sentenza della cassazione che da il via libera all’interruzione dell’alimentazione forzata di Eluana Englaro... Inutile credo dire chi è Eluana.... Questa sentenza doveva porre fine all’estenuante calvario di eluana e del padre,il quale nel corso di questi 17 anni ha portato avanti una battaglia laica,civile e giuridica, il quale oltre a dover sopportare l’immenso dolore per la perdita di una figlia,è stato, ed è tutt’ora ripetutamente accusato di pensare solo ai “suoi interessi” alludendo ad una presunta quanto più squallida ipotesi che il signor Englaro voglia “liberarsi” della figlia... In queste circostanze bisognerebbe mettere da parte l’appartenenza politica,il credo religioso o peggio ancora un finto moralismo ma bisognerebbe lasciar spazio ad un vero e sincero sentimento di umanità... Eppure così non è... Dopo la sentenza diversi giornali telegiornali ed esponenti politici hanno gridato “vergogna”,hanno parlato di omicidio di stato... anche gli esponenti del clero si sono affrettati a gridare il loro dissenso e a condannare la scelta del signor. Englaro, c’è chi propone fiaccolate, chi manda bottigliette d’acqua e così via... tutte queste persone così accecate dal loro moralismo e dal loro credo hanno anteposto il loro dissenso moralista alla sofferenza dalla famiglia Englaro. Così nella civilissima e cattolicissima Lombardia, cuore vivo di comunione e liberazione, viene negata l’accoglienza ad Eluana nel suo ultimo viaggio, dando come motivazione che nei loro ospedali si pratica il culto della vita e non della morte, così dopo la Lombardia si è aggiunto il Friulia venezia giulia e la Toscana, dando tutti la stessa motivazione. E così dopo aver ricevuto la porta in faccia dalla vita Eluana continua anche nei suoi ultimi giorni a ricevere porte in faccia... In nome della “vita”,termine privo di significato per molti, si sbatte la porta in faccia alla dignità della vita,al rispetto,alla sofferenza di un padre che finalmente potrà piangere sulla tomba della propria figlia. Ora io scrivo direttamente a lei presidente Vendola, le chiedo di offrire la nostra calda terra come culla di pace e di solidarietà sincera ad Eluana, le chiedo di mettere a disposizione il nostro mare,il nostro sole come sfondo all’ultimo viaggio di Eluana, le chiedo di dimostrare che si può, si deve, andare oltre le proprie credenze per dare spazio alla solidarietà tra esseri umani, le chiedo e chiedo a tutti noi pugliesi di accogliere con un grande abbraccio eluana e il papà, di far sentire meno solo un uomo già beffato dalla vita..... Il nord è pieno di centri d’eccellenza medica, noi del sud possiamo dimostrarci centro d’eccellenza civile. Confido in lei e ancor più nella mia terra...
Anita Pallara
(pubblico una bellissima lettera letta dal sito dell'Associazione Luca Coscioni)
sabato 22 novembre 2008
"Primarie PD Maddaloni: Tutto tranne che democratiche"

POLITICA Maddaloni – "Stamane 21 Novembre si svolgono in tutta Italia le primarie dei giovani del Pd, anche Maddaloni fa la sua differenza, non solo come ha riportato l'anarchico liberale Letizia Domenico che è venuto a conoscenza di candidati in particolare residenti a Santa Maria a Vico che nonostante la raccolta firme non sono stati inseriti nelle liste di votazioni, insomma stanno ''fuori dagli schemi ''. Ciò che riporto è gravissimo è dovrebbe essere segnalato ai vertici del pd che comunque sembrano sostenere questa linea di non conoscenza delle elezioni per favorire i propri delfini a svantaggio di voci davvero libere e alternative come la ventiquattrenne Giulia Innocenzi dell'Associazione Luca Coscioni, una sincera democratica e radicale.
Letizia ci dice sbalordito e amareggiato che addirittura a Maddaloni non si può votare cioè i seggi per votare non ci sono, non sono stati aperti, e chi voleva votare quei candidati che non sono stati esclusi deve recarsi a Caserta altrimenti non può farlo, tornando ai fatti oggi i giovani per votare i giovani del Pd (giovani dai 14-29 anni) devono spendere 1.10 euro per andare a corso Trieste a Caserta 1 euro per le primarie, 1.10 per tornare a Maddaloni, Domenico ripete, ho capito tutto: a Maddaloni è stato tutto calcolato, alle primarie dei giovani , i giovani è meglio che non votano."
Autore: Domenico Letizia -
Comunicato Stampa
http://www.casertanews.it/public/articoli/200811/art_20081121183924.htm
lunedì 22 settembre 2008
MADDALONI (Ce) Domenico Letizia chiede l’anagrafe pubblica degli eletti
MADDALONI (Ce) L’anarchico liberale di Maddaloni chiede l’anagrafe degli eletti disponibile anche a Maddaloni, questa richiesta è nata in seguito ad uno scambio di e-mail tra Letizia e il Partito dei Radicali Italiani. La proposta è conosciuta in tutta Italia grazie all’ impegno dei Radicali Italiani e Letizia in seguito alla pubblicazione sul suo blog di un comunicato dei Radicali ha deciso di rendere fattibile questo progetto proprio alla città di Maddaloni. La richiesta è venuta proprio dal sito internet, (http://brigantilibertari.blogspot.com/) conosciuto tra i difensori del libero mercato antistatalista e che vanta di essere uno dei pochi blog left-libertarian in Italia, pensiero politico diffusissimo negli Stati Uniti d’America. In cosa consiste l’anagrafe degli eletti? Non di una mega banca dati centralizzata ma della possibilità per tutti i cittadini di trovare su Internet “e con una reale e agevole accessibilità” i dati relativi a presenze, assenze, voto in aula e in commissione, missioni più o meno autentiche di tutti gli eletti, dal Parlamento sino ai livelli locali di Regioni, Province e Comuni. E senza dimenticare situazioni patrimoniali, fiscali e societarie prima e dopo l’assunzione di un mandato elettivo, fino ai gettoni di presenza anche in partecipate e municipalizzate. In poche parole spiega Letizia è un controllo della cittadinanza sulle attività politiche degli eletti nel caso di Maddaloni della giunta comunale maddalonese.
Letizia ha deciso di fare la richiesta pubblicamente proprio per attendere cosa risponderanno i politici e se vorranno essere veramente controllati dai cittadini che dicono di amare, senza questioni ideologiche né partitiche né di schieramenti, l’anagrafe riguarda tutta la giunta comunale quella in carica e quella all’opposizione, Letizia dice: ‘da libertario e ancor di più da Maddalonese sono convinto che questo progetto, se non verrà accettato, non farà altro che mettere in risalto l’unica utilità dei nostri governanti cioè quella di essere parassiti’ aggiungendo: ‘Sono curioso di vedere che ne penserà la cittadinanza dei dati relativi a presenze, assenze, voto della nostra giunta comunale’.
Domenico spera che il sindaco accolga la richiesta e invita tutti i cittadini a spedire richieste al Comune.
http://www.casertanews.it/public/articoli/200809/art_20080922064952.htm
http://www.pupia.tv/maddaloni/notizie/00031.html


