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martedì 23 giugno 2009

Il Pd Veneto ci sorprende.....


Il Partito Demcoratico vira verso l'indipendenza del veneto?

Che in Veneto il pd abbia una sorta di venatura non centralista è risaputo ma questo dell'appoggio al referendum sull'indipendenza è davvero una sorpresa.In ogni caso, che si tratti della volontà reale di qualche sezione del Pd o di una provocazione verso la classe dirigente, non possiamo che apprezzare la campagna in corso, auspicando che dentro al partito si aprà un dibattito reale sulla situazione politica di sudditanza del Veneto rispetto all'Italia.

Anche i Demoggratici inseguono l'indipendeza, bene!

mercoledì 18 marzo 2009

Nasce Sinistra e Libertà: Molto niente, poca libertà ma di sicuro un passo avanti


di Domenico Letizia


Nasce Sinistra e Libertà, un movimento politico composto da Verdi, Sinistra Democratica, ‘ rifondaroli ’ moderati, Partito Socialista, ‘ cossuttiani ’ moderati , Critica Liberale e Partito d’Azione, insomma un movimento politico che forse sarà anche un nuovo progetto (politico) che di sicuro merita un’ analisi. Un “Partito” che non voterò, e che non ritengo meriti il voto (come gli altri del resto) nato dal nulla e molto confusamente, ma di aspetti positivi ce ne sono ed è da stupidi non analizzarli o trascurarli. Partendo dalla terminologia vi è una grande ‘rivoluzione’ nella sinistra, non posso che essere d’accordo con il socialista Riccardo Nencini: ‘’La Sinistra ha recuperato il termine Libertà e l'ha riconsegnato a un progetto politico concreto e nuovo, ad un'alleanza che guarda avanti e che ha deciso di affidare ai fatti e alle proposte concrete una sinistra rinnovata e riformista". Vero la sinistra recupera il termine libertà, ed è già molto, sul progetto politico concreto staremo a vedere, penso nulla di speciale ma vedremo. Ancora più importante è analizzare la posizione dei Radicali che all’interno del Pd non possono far nulla, anzi sono trascurati e isolati da un partito che di sicuro non merita la politica radicale e libertaria, Pannella farebbe bene ad aderire a questo progetto che si rivela migliore della politica del Pd, sicuramente rafforzerebbe le istanze libertarie e radicali in economia del tutto assenti e sicuramente renderebbe molto forti, ancor di più, le politiche libertarie civili, ma per il momento da parte di Pannella e radicali vi è un chiaro rifiuto. Sinistra e Libertà è un progetto che avrà e incontrerà molte difficoltà proprio per il suo voler bilanciare istanze libertarie giuste e concrete con politiche economiche di stampo statalista. Un progetto che non merita il voto, ma che, almeno, un commento o una giusta considerazione si.
Vedremo, intanto il mio invito è nuovamente all’astensione.

venerdì 19 dicembre 2008

I Mangiasoldi parassiti...una buona notizia e consiglio



-Ben 4 assessori ed ex assessori del Comune di Napoli e un parlamentare del pd sono sotto inchiesta a Napoli
-Il Presidente della Regione Campania Bassolino è inquisito ed è sotto processo con vari capi d'accusa
-Il Presidente dell'autorità portuale di Napoli Nerli è accusato di aver preteso soldi dagli imprenditori campani per girarli ai DS
-Il Presidente della Regione Calabria Loiero è indagato nell'inchiesta Why Not
-L'ex Presidente della Regione Abruzzo Del Turco è stato arrestato ed è tuttora sotto inchiesta
-Il Presidente della Regione Sardegna Soru è sotto inchiesta per abuso d'ufficio
-Il sindaco di Pescara e coordinatore regionale del PD abruzzese è stato arrestato
-Due assessori del comune di Firenze sono indagati
-Un deputato del PD è sotto inchiesta in Basilicata
-Due assessori, un collaboratore del sindaco e due funzionari del PD sono indagati nel filone d'inchiesta detto "Mensopoli" a Genova
-Un assessore e diversi funzionari della provincia di Perugia sono sotto inchiesta per una questione di appalti in Umbria


Mania Pd o mania di pazzi?
Ecco la superiorità culturale del progressismo post e neo-socialista di sinistra.
A quanto la liberazione dai tiranni parassiti?
e........
una buona notizia:
ABRUZZO, VINCE L'ASTENSIONE (http://www.movimentolibertario.it/home.php)
Ha votato solo il 52,98% degli aventi diritto. Una persona su due. Complimenti agli abruzzesi, che non recandosi alle urne hanno delegittimato il neo-presidente del PDL, quello che ha promesso posti di lavoro ad hoc, in cambio di voti.
Mentre si svolgevano le elezioni, tra l'altro, è finito agli arresti domiciliari il sindaco di Pescara, inseguito da una sequela di capi d'accusa da far spavento, tanto da rafforzare la teoria che "i politici sono ladri".
Chiodi, il neoeletto, dovrebbe solo ritirarsi e dire - nel nome di quella democrazia che tanto predicano i suoi simili - "non ho il diritto di decidere delle vite della maggioranza delle persone che non mi hanno scelto"! Invece, assisteremo al solito teatro, un teatro fatto di comparse e manigoldi, sfruttatori delle vite altrui.
Il miglior governo è quello che governa meno, sosteneva Thomas Jefferson. Se Chiodi evitasse ci governare di guadagnerebbero tutti gli abruzzesi.



Un consiglio: Tutte le balle sul capitalismo di Robert Murphy

sabato 22 novembre 2008

"Primarie PD Maddaloni: Tutto tranne che democratiche"


POLITICA Maddaloni – "Stamane 21 Novembre si svolgono in tutta Italia le primarie dei giovani del Pd, anche Maddaloni fa la sua differenza, non solo come ha riportato l'anarchico liberale Letizia Domenico che è venuto a conoscenza di candidati in particolare residenti a Santa Maria a Vico che nonostante la raccolta firme non sono stati inseriti nelle liste di votazioni, insomma stanno ''fuori dagli schemi ''. Ciò che riporto è gravissimo è dovrebbe essere segnalato ai vertici del pd che comunque sembrano sostenere questa linea di non conoscenza delle elezioni per favorire i propri delfini a svantaggio di voci davvero libere e alternative come la ventiquattrenne Giulia Innocenzi dell'Associazione Luca Coscioni, una sincera democratica e radicale.
Letizia ci dice sbalordito e amareggiato che addirittura a Maddaloni non si può votare cioè i seggi per votare non ci sono, non sono stati aperti, e chi voleva votare quei candidati che non sono stati esclusi deve recarsi a Caserta altrimenti non può farlo, tornando ai fatti oggi i giovani per votare i giovani del Pd (giovani dai 14-29 anni) devono spendere 1.10 euro per andare a corso Trieste a Caserta 1 euro per le primarie, 1.10 per tornare a Maddaloni, Domenico ripete, ho capito tutto: a Maddaloni è stato tutto calcolato, alle primarie dei giovani , i giovani è meglio che non votano."

Autore: Domenico Letizia -
Comunicato Stampa
http://www.casertanews.it/public/articoli/200811/art_20081121183924.htm

martedì 26 agosto 2008

Liberali nel Pdl? Per favore non diciamo bugie.


Da libertario e da Astensionista (con la ''A'' maiuscola ) non mi occupo, anzi, non mi interessano le caratteristiche e le problematiche del Partito di Berlusconi ( delle questioni interne, perché di danni al paese ne stanno facendo tutti i giorni ) ma c’è una cosa che vorrei porre all’attenzione di voi lettori e che vorrei fosse sinceramente chiaro che il Pdl consideratelo un partito conservatore, clericale, se volete socialista qualcuno dirà senza torti un po’ ‘’fascista’’ ma per favore non definitelo liberale e non provate nemmeno a considerarlo libertario. La mia preoccupazione sta tutta nel difendere il termine e il concetto politico ‘’liberale’’ è assurdo che qualcuno vada a dire in giro che il Pdl è liberale o che è il partito dei liberali. Dirò un’altra cosa che appena detta mi rimangio, considero il Pd con tutti i post e i vetero comunisti che ci sono dentro filosoficamente più liberale del Pdl cosa che come ho detto mi rimangio immediatamente. Credo sia fondamentale per tutti voi che vi considerate liberali veri liberali (non alla Giovanardi che osa definirsi liberale dopo aver pronunciato queste parole degne di un, se mi consentite, demente: ''Se non è lecito inquinare l'ambiente, meno che mai può essere inquinare le persone dentro''), di chiudere con il Pdl. Con questo post spero s’inizi sinceramente a discutere di un divorzio dei liberali dal Pdl, diciamocelo chiaramente i liberali seri non votano il Pdl. L’Italia sta affrontando una serie di divieti che stanno facendo dell’Italia un paese da ex-repubblica socialista, non voglio discutere dei decreti super proibizionisti e illiberali in materia di droga, la deriva fascista in materia di migrazione,la loro accanita difesa per la ''famiglia'', la deriva assistenzialista e statalista (questa c’è sempre stata) in economia del Pdl e non voglio nemmeno sottolineare che un partito come An e gente come la Mussolini con i liberali non c’entrano, parliamo di sicurezza? Un vero libertario come Ron Paul ha detto che chi sacrifica la libertà per la sicurezza non merita né una né l’altra (chi sa che direbbe Paul su Berlusconi), parliamo di politica estera? Ancora guerre e soldi nostri spesi in esercito e armi per far arricchire qualche fabbricante anzi qualche monopolio costruttore di armi, insomma tutte cose degne di partiti completamente illiberali. Diciamocelo chiaro il Pdl con i liberali non c’entra niente!

sabato 28 giugno 2008

Bene, Di Pietro.......Bravo Grillo

L'IdV raccogliera' firme per promuovere 'un grappolo di referendum' che abroghi le 'norme piu' inique del governo Berlusconi'. E' l'iniziativa di Antonio Di Pietro all'esecutivo nazionale del partito, convocato per definire una strategia di contrasto all'esecutivo di centrodestra. L'ex Pm ha indicato i temi principali: finanziamento pubblico ai giornali dei partiti, finanziamento dei partiti, intercettazioni, sospensione dei processi e norma salva-Rete 4.
Bene, bravo Di Pietro, speriamo che l'iniziativa si doffondi.
Intanto Beppe Grillo ha appena lanciato il V3-Day, il tema sarà: "La Giustizia". Porterà sotto le penne dei cittadini italiani un referendum per abolire l'imminente porcata berlusconiana sulle intercettazioni. Tutta l'Italia onesta sarà chiamata a partecipare.

venerdì 27 giugno 2008

Patria vai a casa...


"Il Consiglio Regionale della Toscana si impegni al più presto per far si' che prima di ogni seduta consiliare ordinaria e straordinaria venga diffuso l'inno nazionale''.
Questa la demagogica richiesta, contenuta in una mozione, presentata dai consiglieri regionali del Partito Democratico Erasmo D'Angelis e Gianluca Parrini.
Segue la solita vuota enunciazione di altrettanto vuoti principi, dalla “convinta e immutabile appartenenza alla comunità nazionale ed europea”, ai soliti richiami alla solidarietà (ovviamente coi soldi altrui), all'accoglienza (ovviamente in casa d'altri). L'intento dell'iniziativa sarebbe quello, udite udite, di “rafforzare l'identità comunitaria regionale”.
L'Italia-nazione non ha più alcun significato. Il tricolore e l'inno riportano alla mente soltanto ingiustizie, massacri e ruberie di ogni genere, che proprio dell'identità han fatto razzia. In nome della nazione, del bene comune, della patria, sono stati compiuti i più orrendi misfatti e sono state combattute le più assurde guerre...guerre combattute soltanto in nome della volontà di potenza dei governanti, di qualunque colore essi siano.
Insomma, quella del PD è una concezione di nazione ancora indipendente dalla volontà o dal consenso dei cittadini. E invece dico bisonga pensare l'esatto opposto che recuperasse una concezione del tutto opposta della "nazione". Una concezione non oggettiva ma soggettiva: dalle nazioni di "sangue e suolo", insomma, si passi alle "nazioni per consenso": ognuno non è ciò che altri hanno scritto, ma è ciò che ritiene di essere.
Non è certo affidandosi a simboli grondanti sangue innocente che è possibile recuperare e rivitalizzare la nostra identità: D'Angelis e Parrini, non in nostro nome!

Info dal Clan libertario ''Filippo Mazzei''.

domenica 18 maggio 2008

Si può e si deve fermare!

Fede costa agli italiani 350.000 euro al giorno. Dal primo gennaio 2006, con effetto retroattivo. La Corte di Giustizia Europea ha condannato l'Italia a una multa di circa 130 milioni di euro all'anno se Rete 4 non cederà a Europa 7 le frequenze che Testa d'Asfalto ha in concessione dallo Stato. Per l'Europa l'assegnazione delle frequenze in Italia non rispetta la libera prestazione dei servizi e non ha criteri di selezione obiettivi.

giovedì 15 maggio 2008

Giovanardi alfiere di tutte le politiche repressive, proibizioniste e antiscientifiche.

Si è appena insediato e già il sottosegretario Carlo Giovanardi annuncia la volontà di cambiare le linee guida sulla legge 40 emanate dal ministro Livia Turco. Da sempre Giovanardi si distingue per essere portavoce ed alfiere di tutte le politiche repressive, codinamente proibizioniste e antiscientifiche.
Il suo annuncio, grave, dunque non sorprende e si accompagna alla sua e non solo, offensiva di sempre che ha come scopo di scardinare ogni principio dello Stato laico, e in essa ogni giorno si consumano pesantissime interferenze e violenze sulla persona. Se, come si dice, il buon giorno si vede dal mattino, l'annuncio di Giovanardi è molto più eloquente di quel che si intende fare, di ogni proclamata volontà di collaborazione politica annunciata e auspicata.

(Dichiarazione di Maria Antonietta Farina Coscioni)


Roma: 19 maggio, "EMERGENZA CARCERI COME CONSEGUENZA DELLO SFASCIO DELLA GIUSTIZIA"
CI RISIAMO!

EMERGENZA CARCERI COME CONSEGUENZA
DELLO SFASCIO DELLA GIUSTIZIA



SOVRAFFOLLAMENTO, STATO DI ABBANDONO, ILLEGALITA':
TUTTO QUELLO CHE NON SI E' FATTO E CHE SI DEVE URGENTEMENTE FARE

LA MINACCIA DEL "PACCHETTO SICUREZZA"
L'EFFICACIA DI UNA RISPOSTA CHE RISPETTI I DIRITTI UMANI



Lunedì 19 maggio dalle 10 alle 15 sede del Partito Radicale – Via di Torre Argentina 76, Roma


ASSEMBLEA/CONVEGNO CON

Paola BALDUCCI, già deputata Verde

Rita Bernardini, Segretaria di Radicali Italiani
deputata Delegazione Radicale Gruppo PD Camera

Gianni BETTO, Direttore Centro d'Ascolto dei Programmi Radiotelevisivi

Desi BRUNO, avvocato, Garante per i diritti dei detenuti – comune di Bologna

Gian Domenico Caiazza, Presidente Camera Penale di Roma

Jolanda CASIGLIANI, Segretaria Associazione Radicale Satyagraha

Alfonso CELOTTO, ordinario di "Diritto costituzionale" - Università di Roma 3

Franco Corleone, Garante per i diritti dei detenuti – comune di Firenze

Elettra DEIANA, già parlamentare di Rifondazione Comunista

Sergio D'Elia, Segretario di Nessuno Tocchi Caino

Ornella FAVERO, Coordinatrice di "Ristetti Orizzonti"

Prof. Luigi FERRAJOLI, Ordinario di Filosofia del diritto e Teoria generale del diritto - Università Roma 3

Michele LEONARDI, avvocato

Luigi MANCONI, già sottosegretario alla Giustizia

Graziella MASCIA, già parlamentare di Rifondazione Comunista

Bruno MELLANO, già deputato radicale della Rosa nel Pugno

Mario PATRONO, Ordinario di Diritto pubblico, Università La Sapienza

Gaetano PECORELLA, avvocato, deputato Popolo della Libertà

Marco PERDUCA, senatore Delegazione Radicale Gruppo PD Senato

Maria Enrica PUOTI, consigliere giuridico del Vice Presidente del Senato Emma Bonino

Giuseppe Rossodivita, avvocato, Coordinatore Gruppo Piero Calamandrei

Antonella SARAGAGLIA, Cooperativa Magliana '80

Sergio Segio, Gruppo Abele

Gianfranco Spadaccia, Garante per i diritti dei detenuti – comune di Roma

Cesare SALVI, già senatore di Sinistra Democratica

Claudia STERZI, Segretaria Associazione Radicale Antiproibizionisti

Valter Vecellio, direttore di Notizie Radicali, giornalista RAI

Elisabetta ZAMPARUTTI, deputata Delegazione Radicale Gruppo PD Camera

mercoledì 30 aprile 2008

Il punto di vista Socialista...

"Con la netta vittoria di Alemanno al Campidoglio - afferma Alessandro Battilocchio - è stato sconfitto il 'modello Roma'. Un risultato rispetto al quale ha sicuramente contribuito con la sua 'nuova stagione' il leader del Pd Veltroni, che dopo l'ennesima batosta nei prossimi giorni dovrà trarre le conseguenze della sua strategia politica".
A Roma - afferma Gavino Angius - è accaduta una catastrofe. Quello che è successo a Roma onestamente non era inatteso. Penso che ci sia da ridiscutere il progetto politico sul quale è nato il Partito Democratico. Non per cancellarlo ma per introdurre dei cambiamenti profondi perché quel progetto politico alla prova dei fatti ha prodotto un esito nefasto. Nato il Pd sono cominciati i guai per tutti: caduta del governo, elezioni anticipate, la consegna dell'Italia al centrodestra e adesso questo risultato di Roma. Penso che il gruppo dirigente del Partito democratico dovrebbe avere il coraggio di mettere in discussione quel progetto originario non per cancellarlo ma per correggerlo, cambiarlo significativamente. Insomma, per fare del Pd qualcosa di profondamente diverso da quello che si è voluto che fosse fino ad ora''.
“Noi – ha detto ancora Gavino Angius - abbiamo invertito la rotta dopo il 1994 quando individuammo l'asse strategico di rapporto tra il Centro e la Sinistra per costruire un progetto di rinnovamento della società italiana. Allora era l'Ulivo e ci siamo riusciti. La storia però non si ripete. Penso che la funzione della sinistra socialista democratica e riformista però non sia cancellabile né sostituibile. L'esistenza della sinistra riformista è essenziale per il progresso civile, sociale e culturale dell'Italia. Rifletta anche la Sinistra Arcobaleno: la sinistra del futuro - conclude - è socialista e democratica”.
Non sono daccordo su tutto ma alcune cose fanno riflettere.

domenica 27 aprile 2008

Forse I Radicali faranno la scelta giusta...quella del no PD

da una nota di agenzia letta a Radio Radicale:

"Ancora non abbiamo fatto la scelta di iscrizione al gruppo, c'è tempo per farla fino al due maggio. E' una valutazione che dovremo fare in questi giorni, avendo il Pd fatto la deroga per Italia dei Valori, al contrario di quel che è stato detto in campagna elettorale. Vogliamo comprendere meglio come si configura questo nostro rapporto con il Pd, e dunque questa scelta ancora non l'abbiamo fatta". Lo ha detto la neodeputata Rita Bernardini, segretaria di Radicali Italiani ed eletta nelle liste del Pd, intervistata da Radio Radicale.
"Domani alle 13 è prevista una riunione alla quale noi andremo perché è la riunione degli eletti nelle liste del Pd. Ci sarà un intervento di Veltroni, e lo seguiremo" ha detto la Bernardini, che ha ricordato - al momento della procedura di accreditamento a Montecitorio - di avere procedimenti in corso per le iniziative di disobbedienza civile messe in atto dai Radicali nei mesi e negli anni passati.

"Il prossimo processo, che riguarda le disobbedienze civili per la legalizzazione delle sostanze stupefacenti e per modificare la giurisprudenza sul consumo e la detenzione, ci sarà a Siena il 18 giugno, insieme ad altri nostri compagni. Quindi alla domanda esplicita ho risposto: sì, ho carichi pendenti" ha concluso la Bernardini.

martedì 22 aprile 2008

Grazie Marco, ma non parteciperò

Ringrazio Marco per questa stupenda e calorosa lettera:

Caro Domenico,

con inevitabile inadeguata celerità, l'"Assemblea dei Mille" che abbiamo preannunciata e prevista per il 2/3/4 Maggio a Chianciano sta ora cominciando a prender forma e a confermare la grande opportunità che presenta non solamente per noi (noi della galassia radicale e della componente liberal-socialista del PS di Mauro Del Bue, che è con me proponente di questo appuntamento).

L'esito delle elezioni, così grave, così rivoluzionante gli assetti di regime, rende manifestamente necessario e possibile tentare una riflessione, un dibattito al massimo "aperti", sul da fare a partire da punti di vista differenti, ancor ieri distanti, estranei, anche avversi. È bene, penso, non dimenticare quanto in tutto questo v'è di conseguenze del pieno successo dell'operazione Rosa nel Pugno, alternanza per l'alternativa. La dissoluzione della legislatura ne è stata conseguenza obbligata, sfascista, da parte degli assetti di regime manifestamente messi in crisi; crisi che è tuttora in pieno corso. Perfino il "vincitore" delle elezioni ha ora problemi e pericoli da governare (o sgovernare) impensabili due anni or sono. L'"alternativa storica" del Partito Democratico, che ha rianimato la piazza, esce però contemporaneamente indebolita nelle urne e, ora, nel dopo-voto, è espost! a a contraddizioni e difficoltà che mi appaiono gravemente sottovalutate. Quanto alla Destra vincitrice, in queste ore, sembra che A.N. non esista più e la Lega dominatrice...
Sembra. Così come sembra che Di Pietro sia dominus di una alleanza con il PD. Sembra.
L'"Assemblea dei Mille" - ad oggi, a quest'ora, può contare sulla partecipazione di Khaled Fouad ALLAM; Marco BOATO; Cinzia DATO; Biagio di GIOVANNI; Roberto DEFEZ; Carlo FLAMIGNI; Grazia FRANCESCATO; Luca GIANAROLI; Luigi MANCONI; Ignazio MARINO; Fabio PAMMOLLI; Mario PATRONO; Tommaso PELLEGRINO; Paolo PILLITTERI; Aldo LORIS ROSSI; Piergiorgio STRATA, fra gli altri, OLTRE, beninteso, vecchi e nuovi parlamentari radicali e le dirigenze dei soggetti della galassia. Adesioni particolarmente significative devono esserci confermate nelle prossime ore e - ne sono certo - nei prossimi 3/4 giorni. Con Marco Cappato - al cui impegno si devono la maggior parte delle adesioni di già confermate e di quelle che attendiamo - siamo in queste ore a Strasburgo, dove speriamo di poter acquisire subito altre presenze politiche e parlamentari.
Come immagini, queste prime adesioni che comunicheremo nelle prossime ore anche da Radio Radicale e dai vari siti, divenendo di dominio pubblico, dovrebbero molto aiutarci per passare ben presto a dover risolvere i problemi della organizzazione; dell'ordine dei lavori della Assemblea.
Naturalmente, intendiamo invitare esponenti di tutte le forze politiche interessate a cogliere l'opportunità di questo appuntamento. Ma anche - direi soprattutto - quanti per i loro studi, le loro professioni scientifiche e accademiche possono alimentare un dibattito sulla obiettiva urgenza di riforme anche formali e strutturali dei soggetti politici e sociali coinvolti in una generale crisi. Una crisi che potrebbe divenire di crescita e di rafforzamento dei residui di democrazia e di legalità, che connotano la realtà italiana.
Per concludere, un accenno alla nostra situazione: più che mai siamo riusciti a schivare, a neutralizzare un ennesimo e manifesto tentativo di eliminarci. Francamente, non sarei certo che coloro che l'hanno tentato avranno, loro, maggiore durata e forza da spendere
E, per la tua e vostra partecipazione, ti segnalo le condizioni davvero straordinarie che siamo riusciti ad ottenere da una Chianciano che, onestamente, continua a sorprenderci per le condizioni di soggiorno e di attività che riesce tuttora ad assicurare. Sai come accade: conviene evitare di decidere all'ultimo momento, potrebbe essere troppo tardi.
Ciao, in quei giorni compio l'ultimo passo per divenire poi a pieno titolo un giovane ottantenne. Son certo che sarà festa nostra, e non solo mia.

Ciao,

Marco
pannella@radicali.it



Caro Marco,
Non parteciperò. Da tempo sostengo i Radicali nelle loro battaglie, ma ora no, questo non vuol dire che in futuro non continuerò a sostenerli ma ora no, non condivido assolutamente l'entrata dei Radicali nel Pd mi sa di incoerenza e di paura di scomparire.
I veri Radicali combattano non si trasformano!
Saluti,

Domenico.

venerdì 18 aprile 2008

I Ministri Libertari che vorremmo...

A breve il governo Berlusconi, vergogna internazionale, elencherà i ministri. Mi aspetto una bella badosta, già un anticipo sembra essere la conferma di Bondi all'Istruzione.
Veltroni intanto fa il governo ombra, ammettendo i propri errori nella campagna elettorale, la Sinistra Arcobaleno ritornerà in piazza.
Mentre noi libertari presentiamo, facendo un pò di ironia, i nostri 20 ministri ( tutte donne ovviamente):

lunedì 14 aprile 2008

Cambia tutto! Vince l'astensionismo,ma non tanto.

Ho venti anni e queste sono le elezioni più brutte che abbia mai visto, però anche in quelle dove mi riconosco di più nel pensiero popolare e generale. A vincere è l' astensionismo (anche se si poteva far di meglio) e di questo ne sono contentissimo. Ora torniamo a parlare seriamente e libertariamente di mercato, di diritti civili, di antiproibizionismo, di libertà, di lotta alle forze repressive siano esse lo stato, i carceri o le forze clericali e di individualismo positivo con la consapevolezza che tutto sarà più difficile.
Queste elezioni dovrebbero far riflettere:
1)I radicali che stimo moltissimo e che ho sempre sostenuto hanno fatto una scelta politica sbagliatissima.
2)La lega è il nuovo partito del popolo è il nuovo partito operaio.
3)Bertinotti ha fallito e anche se personalmente rimango deluso sono soddisfatto di quesa situazione o meglio di questa punizione.
4)le varie leghe comunistelle non son servite a nulla.
5)Sono completamente amareggiato dalla sostanziale caduta di Boselli e del P.S.

6)Bisogna ricostruire una sinistra che non sia demagogica e che non sia la Sinistra Arcobaleno.
Ora ritengo importante costruire un modello di partito-Movimento libertario e radicale, senza Pd senza Pdl e senza ideologie che nemmeno gli operari ( che ne muoino 5 al giorno) vogliono.
Alcuni dati sull'astensionismo:
da Brindisi: provincia tra quelle che ha avuto una delle percentuali piu’ basse d’Italia come affluenza di votanti. Ben 5punti e mezzo in meno a livello provinciale rispetto al 2006 e Brindisi citta’ ben otto punti in percetuale in meno rispetto al 2006. Un dato che dice gia’ tutto su come e’ stata presa la mancanza di presenza di nuovi candidati ,ma soprattutto un chiaro segno d’insofferenza per un sistema che punisce da tempo la nostra citta’e l’intera provincia. Al di la’ di questo voto c’e’ da dire che la vittoria del partito della liberta’, pur se di misura ,ha visto di contro un buon risultato della lista di Di pietro che in citta’ si e’ potuta avvalere della presenza di Antonio Giunta che si e’ molto impegnato e lo ascolteremo tra poco. Per il senato bisognera’ aspettare stanotte per avere dei dati attendibili. Le valutazioni sul voto noi di puglia tv le faremo tra qualche giorno con i diretti interessati ,soprattutto per quelle che saranno le ricadute sul comune e sulla provincia.
da l'espresso: Tra proiezioni ormai abbastanza attendibili ed exit pool sui quali è doveroso (come nel 2006) stendere un velo, c’è un dato che non si presta a discussioni: quello dell’affluenza alle urne, che si è attestata poco al di sopra dell’80%, registrando un calo di tre punti e mezzo rispetto a due anni fa. Calo quasi generalizzato, tra regioni bianco-azzurre e regioni rosse; e se queste ultime hanno fatto notizia è perché eravamo abituati ad una loro maggiore disciplina.

venerdì 11 aprile 2008

I radicali votano Boselli? SI! Meglio del Pd

Piccato dalle uscite veltroniane in merito a presunte "bussate" alle porte di Udc e prc, il segretario Ps Enrico Boselli, torna a parlare di un segretario Pd "bugiardo", che sfida insieme a tutto il resto del "fu" centrosinistra a un patto sulla laicità suddiviso in sette punti, che pare lo stesso Bertinotti abbia qualche remora a sottoscrivere. Ma l'attacco pesante è a Veltroni: "Questa non è una campagna elettorale seria. Lo dico a Veltroni: di Berlusconi ne avevamo già uno ed era sufficiente. Non avevamo bisogno del Berlusconi della sinistra. Il voto in Italia è libero -ha poi aggiunto-, e chi invoca il voto utile sta conducendo una campagna elettorale che è molto peggio che inutile. Quella di Veltroni e Berlusconi è una campagna elettorale a colpi di promesse, bugie e fiumi di denaro pubblico che non ha assolutamente la possibilità il nostro paese di sopportare". Di qui l'invito rivolto in particolare agli elettori radicali, visto che i candidati del Pr sono già garantiti della loro presenza dalla confluenza nel Pd: "Sono assolutamente sicuro che con i voti radicali supereremo abbondantemente il 4 per cento. Non ho alcun dubbio. Il voto dei compagni e degli amici radicali e' molto importante, e per questo mi rivolgo a loro. Il voto radicale può dare al Paese una forza laica nel prossimo Parlamento che può -insieme ai deputati radicali eletti da Veltroni, e ad altri- dare il senso di queste battaglie".
Insomma: BOSELLI CHIAMA E I RADICALI LO VOTANO
Staremo a vedere.
Personalmente (anche se come ripeto all'infinito non voterò) dico: Grazie Boselli!

sabato 5 aprile 2008

(In)utilmente al voto?

Il 13 e 14 aprile è prevista la spartizione delle spoglie di ciò che resta di un paese straziato, mutilato ed incarognito da 15 anni di governi che hanno applicato con cipiglio selvaggio le ricette avvelenate dello sfruttamento neoliberista. Tutti gli schieramenti sono in cerca di legittimazione e di voti. Ne ha bisogno la destra del PdL, che è consapevole della grande opportunità di poter tornare a governare per continuare gli scempi che fino al 2006 aveva deliberatamente compiuto in tutti i campi, sociale, economico, politico ed istituzionale; ne ha bisogno il PD, nuovo soggetto interclassista del centro, che è consapevole della sua capacità di offrire nient’altro che un’immagine nuova rispetto al PdL, senza sottrarsi alle pressioni del capitalismo nostrano. Ne va in cerca l’UDC papalina per riprendersi un posto centrale e al sole, e come lei la sinistra arcobaleno, priva di un progetto politico che non sia quello di non sparire dal parlamento. L’appello al voto di coalizione delle ultime elezioni cede oggi il passo alla ruffianeria del voto utile (votare PD per sconfiggere Berlusconi e viceversa) o alla disperazione del richiamo del voto necessario ed identitario per una lista od partito che riflettano il più possibile inclinazioni e frammenti di opzioni etiche, ideologiche, religiose, localiste, che catturino le allodole. Intanto stanno come gli avvoltoi le confederazioni padronali, inserendo loro rappresentanti in tutti e due i maggiori schieramenti, mentre le burocrazie di cgil-cisl-uil balbettano “PD, amico mio”, delegando ormai solo alla politica la ricerca di soluzioni compatibili e espropriando i lavoratori di ogni voce in capitolo. Ma questa volta non è più in gioco l’argine a Berlusconi e nemmeno lo scongiurare l’instaurarsi di un regime clerical-fascista, bensì l’affermarsi “bipartisan” di un blocco di potere di affaristi, caimani, tecnocrati di Stato e sfruttatori che hanno il solo scopo di vampirizzare l’intero tessuto sociale italiano. Tutte le leggi finanziarie dal 1994 in poi sono lì a dimostrarlo, la stragrande maggioranza dei contratti di lavoro e gli accordi di partneriato in nulla hanno contrastato l’inarrestabile impoverimento della classe lavoratrice e la depredazione di servizi sociali e dell’ambiente.
Non ci interessa dare patenti di qualunquismo o considerare rivoluzionari coloro che decideranno di non votare per una critica radicale al sistema parlamentare o per la somiglianza tra i 2 maggiori schieramenti, né dare degli illusi a quelli che decideranno nonostante tutto di esercitare il diritto di voto. Quello che ci interessa è che il 13 e 14 aprile non siano la consacrazione finale di un modo di intendere la politica che affermi la supremazia del “palazzo” sulla società, la decisività dei giochi parlamentari sui conflitti sociali, le ragioni della mediazione inter-partitica sulle pressioni e sui movimenti dal basso della società. Il combinarsi di una legge elettorale garantista per vinti e vincitori e la tattica ricombinatoria del PD costringono ad una corsa centripeta verso il parlamento e verso il rafforzamento del potere esecutivo che ha il solo scopo di ridurre spazi ed inibire quei movimenti che possono ancora esprimere conflittualità sociale dal basso. E che - per capacità di auto-organizzazione ed autogestione - possono rendersi protagonisti di incisive lotte anticapitaliste, operaie e sindacali, ecologiste ed ambientali, pacifiste ed antimilitariste, dei migranti e contro la repressione dello Stato, femministe e laiche ed anticlericali.
Se da un lato oggi il compito urgente è quello di smascherare i disvalori del neoliberismo (l’individualismo, la competizione, l’arroganza, la corruzione, l’ignoranza, l’ingiustizia, la deregolamentazione della vita civile, la precarizzazione delle vite individuali...) che albergano nel PD come nel PdL, dall’altro è tutto da rinnovare e praticare il valore della libertà nella solidarietà, nella difesa e nella pratica degli spazi di organizzazione, nella rivendicazione e tutela dei diritti individuali e collettivi delle persone, dei lavoratori e delle lavoratrici, dei e delle migranti.
Questi movimenti e queste lotte continuano ad avere davanti a sé un futuro? Siamo certi di sì, se non si cadrà nell’illusione che le elezioni sono l’unica occasione di mutamento strutturale; siamo certi di sì, se avremo sedimentato la consapevolezza che il neoliberismo capitalista dei nostri tempi ha sempre uno Stato ed un governo su cui scommettere. Questa è la nostra opzione: lavorare per la capacità politica di esprimere auto-organizzazione e conflitto da parte di tutti i soggetti interessati ad un mutamento radicale della società in senso autogestionario ed egualitario.

Comunicato FDCA

domenica 30 marzo 2008

il test che ti testa



Ho fatto il test nonostante non andrò a votare. Sono sorpreso della mia vicinanza con l'Italia dei valori e parzialmente per quella con la lista Per il bene comune. Contento per la mia vicinanza con Boselli e il Partito socialista, non sorpreso per la vicinanza con il PCL di Ferrando sorpreso per la distanza con Sinistra critica. Contentissimo per la mia totale distanza con l'Udc

Per il test: http://www.voisietequi.it/

sabato 8 marzo 2008

Craxi (Ps): "Nessuna solidarieta' a Marco Pannella"


“A differenza di altre volte e per cause assai più nobili, Marco Pannella non riceverà alcuna solidarietà politica dal Partito socialista: l’accordo che cerca di difendere con lo sciopero della sete è la svendita sottocosto delle sue grandi battaglie civili per il testamento biologico, per la lotta alla fame, per le unioni di fatto e per la libertà di ricerca scientifica”.

“Motivazioni di ordine economico e una distribuzione dei posti sul ‘tranvai’ di Veltroni non valgono la nostra solidarietà. Piuttosto, questa rinuncia radicale spinge ed obbliga i socialisti e tutti i laici e libertari ad assumere la responsabilità di mantenere viva questa tradizione e tali impegni politici, al fine di battersi per queste cause. Saranno i socialisti a rappresentare, nel Paese e nel Parlamento italiano, non nella solitudine ma nella moltitudine dei consensi, questo spirito evaporato nelle fumisterie del ‘loft’ e distrutto dal bernoccolo degli ‘affari politici’ di Goffredo Bettini”.

lunedì 3 marzo 2008

Tornando a parlare di Lavoro


Negli ultimi tempi il termine ''lavoro'' aveva perso la sua connotazione politica per divenire una notizia di cronoca nera e bianca con aggiornamenti continui sulle morti e sulle invalidità causate da incitenti sul lavoro.
Con la campagna elettorale i partiti politici tornano a fare del lavoro il primo strumento di propaganda. Berlusconi ne parla, ovviamente segue a ruota Veltroni, Bertinotti ne ha fatto il perno fondamentale e diritto e dovere ne hanno di parlare le neo-formazioni comuniste dei ferrando e della Sinistra Critica.
Ma tutti sono consapevoli di un cambiamnto radicale di una fissazione anche mentale stesso dei lavoratori: il lavoro deve essere precario. Infatti non si parla di salari fissi di posti stabili di annullamento o superamnto della legge biagi ma si parla, e la ritengo anche una cosa giusta, di sicurezza di 626.
Fa rabbrividire che un uomo muore sul lavoro identicamnte come morì il padre in un altro incidente, come fa rabbrividire la giornaliera citazione morte bianca che giornalmente è fissata al numero 5 cioè 5 morti.
Il problema alla fin fine è proprio il lavoro perchè se si parla di lavoro e di morti sul lavoro se ne parla perchè qualcuno il suo, di lavoro, non lo fa o lo fa male.
la Sicurezza? Vedremo le soluzioni dei partiti. Io intanto la vedo amara, soprattutto con una vittoria di Veltroni che parlerà per la sinistra ma oggettivamente di destra.

domenica 2 marzo 2008

Elezioni: Radicali presentano simbolo


I radicali di Rita Bernardini e l'associazione politica 'Lista Marco Pannella' hanno depositato al Viminale due loro simboli per tutte le circoscrizioni italiane di Camera e Senato. Rita Bernardini indica Marco Cappato come capo della coalizione. Nel simbolo la dicitura 'radicali' ed una rosa. Marco Pannella indica se stesso come capo della coalizione. Nel simbolo la dicitura 'Lista Bonino per Pannella Presidente' ed in piccolo il simbolo 'antiproibizionismo sulla droga'.Emma Bonino ha firmato con Goffredo Bettini l’accordo tra Partito democratico e Partito radicale per le prossime elezioni politiche. A nome dei Radicali, Bonino si impegna a «condividere e promuovere il programma del Partito democratico presentato dal candidato premier Walter Veltroni», e i parlamentari radicali eletti assumono l’impegno ad aderire al gruppo parlamentare del Pd.

"Il mio identikit politico è quello di un libertario, tollerante. Se poi anarchico l'hanno fatto diventare un termine orrendo... In realta' vuol dire solo che uno pensa di essere abbastanza civile da riuscire a governarsi per conto proprio, attribuendo agli altri, con fiducia, le stesse capacità" ( Fabrizio De André )