In seguito al mio articolo sulla nascita di sinistra e libertà, vi propongo un e-mail inviatami da un amico che ha voluto avanzare una critica diversa dalla mia, ma molto intelligente.
Tutto ciò per un dibattito che faccia della sinistra una forza libertaria e meno statalista.
Buona lettura:
Caro Domenico,
in una mia e-mail ti accennavo al fatto che la sinistra si sta appropriando anche del tema della libertà, e la nascita del nuovo partito Sinistra e Libertà ne è in qualche modo una conferma.
Come dobbiamo interpretare il recupero del concetto di libertà (che diventa anzi elemento fondante), ed il contestuale abbandono di falce e martello? Come il tentativo di creare una sinistra libertaria, in opposizione alla deriva cattocomunista del PD?
Sembra andare verso un'apertura di credito in questo senso il post che hai scritto, recentemente, parlando della novità.
Mi piacerebbe molto, se fosse così, ma devo dirti francamente che non nutro alcuna speranza a riguardo.
Visti i personaggi che dovrebbero dar vita alla cosa, non basterà loro un semplice cambio d'abito, e neanche di pelle: ci vorrebbe un'operazione di ingegneria genetica.
Come ti dicevo, nel linguaggio della sinistra massimalista la parola "democrazia" ricorre con una frequenza che non ha pari nelle altre categorie politiche (comprese quelle di reale ispirazione democratica).
Tutto è basato su un equivoco: l'dea di democrazia che gli esponenti della sinistra massimalista hanno nel retrocranio è profondamente diversa dal senso che tutti gli altri attribuiscono al termine.
Con l'idea di libertà sarà (è) la stessa cosa.
Non credo proprio che la società libertaria possa nascere da una costola della "nuova sinistra" (o della "nuova destra"). Molto più realisticamente ritengo che una vera società libertaria potrà emergere solo dalle "ceneri" della sinistra e della destra! Le ceneri lasciate non dal rogo del sistema (rivoluzione violenta), ma dall'inquisizione culturale, popolare al sistema stesso.Per come la vedo io, la sinistra sta già facendo hara-kiri: se la spogli di tutti (o quasi) i caratteri che ne salvano la sua ortodossia, diventa tutt'altro (non è forse questo il motivo delle ripetute scissioni, ogni volta che ha inteso spostarsi su posizioni più moderate?).
Una sinistra riformista e libertaria, per definizione non è più, certamente, una sinistra "ortodossa" e probabilmente non è più neanche "sinistra".
Vogliamo continuare a chiamarla così? Facciamolo pure, ma siamo veramente solo sui giochi di parole...
Ciao,
Remo
mercoledì 25 marzo 2009
Sinistra e Libertà: L'opinione di un lettore, ''Remo''
mercoledì 18 marzo 2009
Nasce Sinistra e Libertà: Molto niente, poca libertà ma di sicuro un passo avanti
di Domenico Letizia
Nasce Sinistra e Libertà, un movimento politico composto da Verdi, Sinistra Democratica, ‘ rifondaroli ’ moderati, Partito Socialista, ‘ cossuttiani ’ moderati , Critica Liberale e Partito d’Azione, insomma un movimento politico che forse sarà anche un nuovo progetto (politico) che di sicuro merita un’ analisi. Un “Partito” che non voterò, e che non ritengo meriti il voto (come gli altri del resto) nato dal nulla e molto confusamente, ma di aspetti positivi ce ne sono ed è da stupidi non analizzarli o trascurarli. Partendo dalla terminologia vi è una grande ‘rivoluzione’ nella sinistra, non posso che essere d’accordo con il socialista Riccardo Nencini: ‘’La Sinistra ha recuperato il termine Libertà e l'ha riconsegnato a un progetto politico concreto e nuovo, ad un'alleanza che guarda avanti e che ha deciso di affidare ai fatti e alle proposte concrete una sinistra rinnovata e riformista". Vero la sinistra recupera il termine libertà, ed è già molto, sul progetto politico concreto staremo a vedere, penso nulla di speciale ma vedremo. Ancora più importante è analizzare la posizione dei Radicali che all’interno del Pd non possono far nulla, anzi sono trascurati e isolati da un partito che di sicuro non merita la politica radicale e libertaria, Pannella farebbe bene ad aderire a questo progetto che si rivela migliore della politica del Pd, sicuramente rafforzerebbe le istanze libertarie e radicali in economia del tutto assenti e sicuramente renderebbe molto forti, ancor di più, le politiche libertarie civili, ma per il momento da parte di Pannella e radicali vi è un chiaro rifiuto. Sinistra e Libertà è un progetto che avrà e incontrerà molte difficoltà proprio per il suo voler bilanciare istanze libertarie giuste e concrete con politiche economiche di stampo statalista. Un progetto che non merita il voto, ma che, almeno, un commento o una giusta considerazione si.
Vedremo, intanto il mio invito è nuovamente all’astensione.


