
di Domenico Letizia
Pubblicato dal sito del Movimento Libertario
Il pensiero libertario si sta diffondendo in Italia, la cultura libertaria inizia ad essere guardata con curiosità, la battaglia libertaria di Giorgio Fidenato ha diffuso il pensiero antistatalista, insomma, non vi sono dubbi anche in Italia parlare di antistatalismo non è più un tabù insuperabile.
Di formazioni politiche e culturali vicino al metodo libertario sul territorio ve ne sono e lavorano anche bene, basti ricordare biblioteche e centri studi oppure le formazioni politiche come il Movimento libertario o le galassie radicali come l’Associazione Luca Coscioni o Nessuno Tocchi Caino (libertarismo civile), ma nonostante questi progressi visibili e reali, restare fermi è autodistruttivo, lo stato alla fine ha sempre molti strumenti e riesce a far prevalere la sua cultura e il suo potere.
Uno sguardo, attento, invece, lo darei a quella che è la sinistra libertaria italiana e antiautoritaria. Certo già immagino le critiche e le varie dichiarazioni di perdita di tempo che vengono subito alla bocca quando si parla di “sinistra” . Invece voglio rivolgermi proprio alla sinistra libertaria (quella italiana in America sinistra libertaria indica altro) facciamo un passo noi e proviamo a veder cosa nasce. Quando i nostri cari amici “no-global” prendono e occupano uno spazio pubblico e statale completamente in rovina e quindi gestito in modo disastroso dallo stato perché non dovremmo essere dallo loro?
Certo per loro non sarà mai una forma di ‘privatizzazione’ ma lo è e spiegarlo con i fatti non è difficile, non è altro che sottrarre uno spazio statale alla gestione disastrosa dello stato per farlo fruttare in modo partecipato e autogestito, non è forse questo, anche, il metodo libertario, cioè la gestione e la creazione di nuovi metodi di gestione politici ed economici al di fuori dello stato?
Certamente ai nostri cari amici no global va fatto chiaro che una volta preso in gestione un pezzo di ex- stato non va preteso nessun contributo pubblico e nessun finanziamento statale, e a parer del vero così mi sembra, ovviamente non tutti, ma gli spazi autogestiti in mano alla sinistra libertaria vivono e crescono alle spalle dello stato e come suo concorrente (ecco che il mercato ritorna sempre), allora perché non sostenere questi cari disturbatori dello stato? Magari facendo capire loro che in una società libertaria queste forme di privatizzazione (o come le si voglia chiamare) saranno accettate e giuste, anzi sostenute da noi libertari liberoscambisti perché forme economiche e sociali in concorrenza allo stato.
Quando un caro amico “no global e anticapitalista” combatte contro le istituzioni della Banca Centrale, del Fondo Monetario Internazionale, del WTO o qualsiasi struttura capitalista corporativistica in fondo non sta facendo altro che una battaglia liberista e libertaria. Così difficile farlo capire? Forse si, ma per il trionfo del pensiero libertario perché non provarci.
(trovate l'articolo e alcuni commenti qui: http://www.movimentolibertario.it/index.php?option=com_content&view=article&id=3578:aprire-alla-sinistra-libertaria&catid=1:latest-news#yvComment3578 )
lunedì 28 dicembre 2009
ALLA SINISTRA LIBERTARIA?!
venerdì 27 novembre 2009
La giusta posizione!
Così, il nostro compito fondamentale è posizionarci sulle seguenti tesi:
1, la grande impresa ed il gran governo sono una maggioranza opprimente, alleati naturali contro la libertà.
2, benché i politici conservatori dicano di essere ostili al gran governo ed i progressisti vogliano fare credere di essere ostili alla grande impresa (quella monopolista) , le politiche dell'establishment economico, tanto progressiste come conservatrici, effettuano lo stesso intervento massiccio in favore delle grandi imprese e del gran governo.
3, i politici progressisti mascherano la loro posizione usando la scusa di essere per le classi deboli; i conservatori lo fanno in favore di una retorica di non intervento e libero mercato. Tuttavia, in entrambi i casi la retorica e molto differente dai fatti.
4, perfino una politica che si realizzasse realmente in favore dei deboli non funzionerebbe: la natura del potere statale la trasformerebbe per favorire le elite.
5, una politica di autentico libero mercato e non intervento funzionerebbe, poiché la libera concorrenza favorisce il consumatore e indebolisce le elite.
6, essendo che le politiche conservatrici, benché abbiano un alone di retorica liberoscambista, normalmente sono il contrario del libero mercato, i fallimenti dei conservatori rinforzano la posizione in favore del libero mercato.
sabato 26 settembre 2009
Il circolo di Karl Hess, salotto fantascientifico-libertario di Los Angeles
Gli appassionati di letteratura hanno spesso nostalgia dei vecchi salotti letterari e sono inchiodati a una visione da gruppo di Bloomsbury o, persino, da entourage di Ayn Rand, quello che ironicamente era detto “il collettivo”. Sì, ci sono café dell’università per i poseurs coi baschi neri e la barbetta puntuta e ci sono i divani per libro e TV. Ma dove si può andare per discutere faccia a faccia con scrittori e intellettuali di peso?
A Los Angeles, andiamo al Karl Hess Club, un salotto libertario così chiamato in onore del primo estensore dei discorsi di Barry Goldwater (“l’estremismo nella difesa della libertà non è vizio, la moderazione nel perseguire la giustizia non è virtù.”) che successivamente ha sostenuto le Black Panthers e fu libertarian. E’ aperto a tutti con 20 dollari.
Il KHC è stato fondato dal freefen Samuel E. Konkin III per promuovere la fantascienza libertaria e benché gli ospiti riflettano una vasta gamma di punti di vista, i normali membri raccolgono l’eredità del freefen (freefen è l’appassionato libertario di fantascienza). Visitate il KHC ed entrate con ogni probabilità in contatto con J. Neil Schulman (soggettista dell’ultima serie di Twilight zone per la CBS), con Brad Linaweaver (autore della classica satira antinazista Moon of ice), con Victor Koman (The Jehovah contract, sotto opzione a Hollywood), con John DeChancie (Other states of being) e con … me stesso. Il KHC mi ha fornito una strada per promuovere i miei romanzi: Vampire nation e Manhattan sharks.
Molti di questi di questi autori hanno vinto i premi Prometheus, emanazione della sottocultura freefen. Per combattere lo statalismo e il governo mondiale della fantascienza ufficiale (per esempio la federazione dei pianeti uniti di Star Trek) la Libertarian Futurist Society ha lanciato i premi Prometheus in omaggio a quei libri dove i Captain Kirks sono dei furfanti. Libri nei quali gli unici bravi capitani di navi spaziali sono coloro che fanno il contrabbando in barba ai governi interplanetari.
Le riunioni mensili del KHC sono cellule creative che raccolgono gli scrittori libertari, gli attori, gli artisti in genere che vogliono collaborare ai suoi progetti. Schulman ne ha aperto ai membri la sua casa editrice, Purpless.com, che si è specializzata in fantascienza libertaria. Fra i titoli di Pulpless c’è Stopping power: why 70million americans own guns di Schulman (Charlston Heston ha detto: “il libro del sig. Schulman è la più cogente spiegazione che abbia letto sul possesso delle armi”) e The frame of the Century (nel quale Schulman parla a favore di OJ Simpson). Fra gli altri titoli ci sono lavori esclusivi di Piers Anthony e la versione di Thomas Jefferson del Book of the Holy Grail di J.R. Ploughman (di cui Jefferson e Washington dicevano: “possa un giorno essere la bibbia dei popoli americani”).
La cifra di ammissione al KHC include pranzo e dessert, più la possibilità di discutere le tematiche libertarie con gli ospiti. Essi son cristiani, neo-pagani, attivisti della canapa, editori di riviste marxiste, stelle del porno, commediografi ecc., ma c’è pure stato un avvocato che affermava di conoscere il metodo legale per evitare di pagare le tasse. Le discussioni sono vivaci. A volte troppo vivaci. Occasionalmente, alcuni vanno via mentre ad altri si chiede di alzarsi. Le emozioni si fanno surriscaldate in modo particolare soprattutto in tempo di elezioni. Non tutti i libertarians appoggiano il Libertarian Party, così il KHC nel 2000 aveva patrocinato il dibattito: come dovrebbero votare i libertarians?
L’attivista del LP Bob Weber parteggiò per Harry Browne. Linaweaver, viceversa, sostenne che il più forte messaggio libertario poteva venire dal voto a Buchanan, dal momento che Buchanan era il candidato più temuto dall’establishment. Un rappresentante del Republican Liberty Caucus pensò che se la gara era fra Bush e Gore si dovesse scegliere Bush. Konkin dimostrò la coerenza intellettuale del non voto (oltre a fondare il KHC, Konkin, che si autoproclama anarchico e ha fondato il Movement Of The Libertarian Left, sostiene che col voto si incoraggia lo sterco statalista). Il KHC si spinse anche a cercare di individuare, senza riuscirci, un rappresentante verde per proporre qualche argomento libertario a Ralph Nader. Nessun pensiero venne invece indirizzato a Gore.
Né qualcuno, se è per questo, ha parlato in favore di L. Neil Smith, il candidato per il LP dell’Arizona (Browne era invece candidato del LP in altri 49 stati … è una storia lunga). Tuttavia, Pulpless.com ha pubblicato The Wardove dello stesso Smith, un noir fantascientifico nel quale l’apparato militare dell’anno di grazia 3000 (con le tasse proibite) rastrellano i fondi raccolti, attraverso concerti in stile Live Aid, dalla star conosciuta come Wardove. Gli statalisti vogliono assassinarla, il detective del noir deve proteggerla.
Col KHC si entra in contatto il terzo lunedì del mese al Marina del Rey sul Lincoln Boulevard, appena fuori dell’autostrada 90. Le riunioni cominciano alle 7 pomeridiane, ma va considerato lo standard libertario del tempo (cioè alle 8 devono ancora cominciare). Coi vostri 20 dollari non comprate soltanto l’ammissione a un cenacolo intellettuale spesso provocatorio, ma potete mangiar di tutto. Così anche se siete annoiati, potete fare i maiali.
Thomas Sipos
tratto da: http://www.claustrofobia.org/?page_id=8
martedì 7 luglio 2009
giovedì 2 luglio 2009
Continua il dibattito sul liberoscambismo…
Interventi di Letizia Domenico, Lanza Luciano, Nicolini Luciano.
Buona lettura:
http://www.cenerentola.info/archivio/numero114/articoli_n.114/dib.html
venerdì 20 marzo 2009
La storia è scritta per gli idioti

Questa è una piccola traduzione (personalizzata, ho tradotto dallo spagnolo qui: http://kill-lois.blogspot.com/) di un post di Fracois Tremblay sulla storia, e la nostra percezione di essa e di tutte le manipolazioni alle quali siamo sottomessi dalla classe sfruttatrice e statista. A questo punto diviene importante acquisire un atteggiamento scettico davanti alla "verità" che ci mostrano, come fa il buon lavoro degli storiografi libertari revisionisti.
La storia è scritta per gli idioti
Fracois Tremblay
Il concetto di storia è molto curioso, poiché, nella sua maggiore parte, riguarda cose che non esistono attualmente, cioè, gli avvenimenti del passato. E la stessa cosa è sulle aspettative del nostro futuro. Possiamo parlare solo in realtà del passato e del futuro come le proiezioni causali del presente. Quando diciamo, ad esempio, che la 2 ª Guerra Mondiale incominciò nel 1939, diciamo questo perché stiamo esaminando prove esistenti su questo evento: i registri ufficiali, memorie, fotografie, ecc.., e ricaviamo da questo materiale un calendario di eventi, che non rappresenta nient'altro che una sorta di fusione di relazione causale tra le prove e le proiezioni degli avvenimenti. In questo senso, il nostro concetto di passato è una gran illusione, tanto quanto il nostro concetto del futuro. Questo non vuole dire, ovviamente, che quegli avvenimenti (dico un assurdità) non siano accaduti, ma la nostra percezione attuale è molto lontana dagli eventi stessi. Cosicché questa è la ragione, nel caso della storia, per la quale esiste una buona possibilità di manovrare la storia per deliri, illusioni, bugie e frodi che si insinuano in quella breccia tra la realtà e la conoscenza. L'idea di un passato corretto, è probabilmente un inganno del cervello. Ma la stessa cosa si può dire del presente. Non abbiamo accesso immediato agli avvenimenti che stanno succedendo in tutto il mondo. Noi ci fidiamo di quello che altre persone dicono, e queste catene di ‘’somministrazione’’ possono trasformarsi in una sorta di controllo da parte dell’unione di plutocrazia economica e statale. Cosicché, in realtà, siamo molto, molto vulnerabili rispetto alle persone che controllano tutto quello che impariamo sul passato ed il presente, perché abbiamo pochi mezzi per verificarlo in forma indipendente.
Ora pensa: Da dove tiri fuori le tue idee sul passato? Cosa pensiamo di quell’ epoca? Da dove vengono queste immagini? Pensiamo, per esempio, al "Far West". La maggioranza delle nostre idee di quel periodo provengono dai film. In realtà, la maggioranza delle cose che pensiamo sono "marchi registrati" del "Selvaggio Ovest", tutto rigorosamente inventato alla gente dal cinema, ovviamente, non ha nulla a che vedere con le abitudini e gli avvenimenti di quel periodo. Ogni tipo di dettaglio, come il cappello dei cowboy, ci ha dato l'immagine del "Selvaggio Ovest" come un posto selvaggio e violento. Ovviamente, questa immagine serve come strumento dalla classe dominante di associare libertà e l'anarchia con la violenza. Un altro strumento di conoscenza circa la storia è la scolarizzazione. Molto di quello che ci viene inculcato circa la storia è una bugia, ed un mucchio di informazioni vitali per apprendere la storia semplicemente si omettono. Inoltre, l'insegnamento della storia è l'insegnamento di una linea di tempo, non l'insegnamento dei principi per il quale le cose succedono o i principi per i quali si muove la gente sulla quale attraverso supposizioni si vuole imparare. Essi non hanno nessun interesse nell'insegnamento della storia mediante l'applicazione dei principi schematici chiamati blocchi, la forma in cui sarebbe insegnata una lingua, un'arte o una scienza. Per insegnare la storia con tale principio sarebbe necessario insegnare sulla libertà e lo sfruttamento che sono temi tabù in un sistema che si basa sullo sfruttamento in ogni passo della strada della storia.
Infine, la forma di spiegare la storia mette enfasi sulle figure individuali, specialmente le figure della classe dominante, e le motivazioni individuali e personali. In realtà, la storia è dominata da azioni di persone che compongono ampi movimenti di classe ed ideologie, principi che muovono queste azioni.
Ma è una prerogativa della razza umana ricorrere a narrazioni e descrizioni, che sono più interessanti, di individui isolati coi quali possiamo identificarci. Alla fine, tutto questo creda quella visione del mondo che ho discusso già prima. Facciamo attenzione tanto agli alberi che non ci rendiamo conto che il bosco esiste. Anche questo inculca alle persone la credenza che essi non possono cambiare nulla che il cambiamento viene da qualche elemento esterno che bisogna seguire servilmente. Se la storia è fatta per le persone di potere, allora le masse impotenti, pertanto, devono partecipare al sistema e tentare di girare il timone dell'imbarcazione. Anche le credenze in un Messia o un Dio salvatore dei nostri peccati, partecipa a questo sentimento d’ impotenza. Da dove prendiamo le nostre idee sul presente? Principalmente delle notizie e dai programmi della televisione. La manipolazione dell'opinione pubblica per i mezzi di comunicazione per servire agli interessi dalla classe dominante è un tema a se stante: solo Noam Chomsky, forse è riuscito a farlo capire, l'ha trasformato in tema politico. Attraverso la semantica, la selezione e la pianificazione della bugia, la televisione ci presenta una visione del mondo che rinforza le nostre credenze nella necessità della legge e l'ordine, in un mondo che è ogni volta è migliore grazie alla politica ed il progresso tecnologico, ed assicura alle persone l’ omissione di tutti i fatti che vanno contro l'ideologia dominante. Possiamo identificare tre grandi zone di diffusione di idee: la prima è dei nostri genitori quando siamo bambini, la seconda è l'educazione, la terza è quello che c'offrono i mezzi di comunicazione, è ovvio che lo sono anche cose come le opinioni dei nostri amici, ma sono anche derivate dallo stesso schema. Di questi, l'educazione ed i mezzi di comunicazione occupano il maggiore spazio nella mente. L’ educazione per i figli ha influenza sulla nostra base culturale per ciò che riguarda credenze sulla nostra vita e quella di altri, ma normalmente non riempie il nostro spazio mentale, salvo per fissare obiettivi alla vita come essere "di successo", o sposarsi. Ora, il sistema educativo ed i mezzi di comunicazione, dipendono in larga misura dai governi e dal capitalismo quello che conosciamo come imprese pro-stato o capitalismo corporativo di stato, per ciò, evidentemente, non dice la verità sul sistema capitalista-democratico sotto il quale viviamo attualmente. Il sistema educativo, per essere una gerarchia coercitiva, certamente non può produrre individui liberi. I mezzi di comunicazione, almeno la parte che è controllata dalle grandi corporazioni e dipendenti dell'elite del potere per le fonti delle sue notizie, l'approvazione ed il finanziamento, non possono dire alla gente la verità sullo stato attuale delle nostre libertà. In realtà, si indottrina le persone a credere il contrario. Hanno fatto credere alle persone che viviamo in una società libera e senza classi, che la democrazia e le guerre si giustificano per "la libertà", che la polizia sta lì per proteggerci, che "l'economia" serve ai nostri interessi e che non può esistere senza autorità, che la coesione del gruppo è più importante dei valori e così via. Gerarchie che diventano tanto onnipresenti che non possiamo immaginare la vita senza esse. Quello che è più importante, ci dicono quali avvenimenti attuali sono importanti. Non in maniera diretta, la maggior parte del tempo la passiamo ad ascoltare gli "esperti" o"demagoghi", attraverso la selezione: 1) quello che si mostra, 2) la forma in cui si descrive e 3) quello che si omette. Come ha mostrato Chomsky, il risultato finale è la fabbricazione di consenso in relazione con qualunque politica che si metta sul tavolo, da un nuovo disegno di legge municipale ad una nuova guerra. Non possiamo parlare solo della "fabbricazione" del consenso, bensì di tutto un mondo fabbricato. Ma questa è una realtà fittizia, come abbiamo visto. Non importa come sia il sistema in cui viviamo, i limiti della percezione individuale e le conoscenze sono intrinseche. Il problema è, quanto controlliamo le fonti di questi contenuti?
Per questa ragione, noi anarchici dobbiamo essere molto diligenti nella selezione dei mezzi di comunicazione. La televisione, per esempio, è un'oligarchia di bugiardi che non hanno nessun interesse a dirci la verità e hanno molti motivi per mentirci. Perfino un individuo sospettoso può essere indottrinato vedendo televisione, poiché l'indottrinamento è spesso sottile.
mercoledì 14 gennaio 2009
Buone Notizie: Rivista Left-libertarian e Assemblea a Richmond

Assemblea coordinamento left-libertarian, info: http://richmondjwj.org/vapeoplesassembly/
Nasce il giornale/rivista dell'Alliance of left-libertarian: http://issuu.com/alliancejournal/docs/alliance0?mode=embed&documentId=090111151527-e55b33c0675445dbbb7a43cfb2a21bdc&layout=grey
venerdì 9 gennaio 2009
Cosigli sull'Anarchia

di Wally Conger
Abbiamo finalmente trovato dei buon libri. Nella scorsa settimana, due volumi di ottima lettura sono stati pubblicati, il primo: Anarchism for Beginners
L'Anarchia per Principianti: Questa è una traduzione inglese di un libro pubblicato cinque anni fa in spagnolo e in Argentina prima. Scritto da Marcos Mayer ed illustrato da Héctor Alberto Sanguiliano (conosciuto anche come Sanyú), offre una buona veduta di 170 pagina fatte di disegni umoristici sull'anarchia, mentre tocca tutte le basi dell'anarchismo anche se limita l' aspetto individualista a solo Max Stirner, ignorando Spooner, Tucker, De Cleyre, e il resto. Chiaramente, non viene menzionato affatto Rothbard e gli anarchici di mercato, ma in fin de conti non mi sorprende. Nonostante questi difetti, l'Anarchia per Principianti è una piccola lezione di storia ed un'introduzione filosofica perfetta per quei giovani (o di mezza età, o anche vecchi) radicali che cercano conoscenza.
Il secondo volume è, come Brad Spangler già ha riportato altrove, il libro libertario e più importante del 2009. È Samuele Edward Konkin III An Agoristprimer, pubblicato questo mese da Victor Koman: http://www.kopubco.com/
venerdì 26 dicembre 2008
Anarchia a Filadelfia: ‘‘Congresso’’ annuale della Molinari Society
Il sito dei left-libertarian (http://leftlibertarian.org/) pubblica l’ elenco finale dei partecipanti al quinto ‘‘Congresso’’ annuale della Molinari Society che è tenuto in partecipazione con l'Associazione Filosofica americana, il congresso si terrà dal 27 al 30 dicembre 2008.
Tra gi interventi più interessanti, assisteremo il 29 dicembre dalle 13-30 alle 16:30, alla presentazione di Crispin Sartwell del suo nuovo libro: Against the State (Contro lo Stato: Una Introduzione alla Teoria Politica Anarchica) e alla presentazione del libro: Anarchism/Minarchism: Is a Government Part of a Free Country? di Roderick T. Long e Tibor R. Machan.
I partecipanti:
John Hasnas (Università di Georgetown)
Charles Johnson (Molinari Institute)
Roderick T. Long (Università Auburn)
Jan Narveson (Università di Waterloo-Canada)
Crispin Sartwell (Università di Dickinson)
William Thomas (Atlas Society)
Jennifer McKitrick (University of Nebraska-Lincoln)
Christopher Morris (University of Maryland)
Nicole Hassoun (Carnegie Mellon University)
Se verrò a conoscenza di nuovi sviluppi vi terrò informati, vi lascio il sito (in inglese) dei programmi di lavoro del congresso : http://praxeology.net/molinarisoc.htm#programs
News da Filadelfia:
(in inglese)
L'intervento di Jan Narveson su Crispin Sartwell: (http://praxeology.net/molinarisoc-narveson08-2.htm)
L'intervento di Jennifer McKitrick su di Roderick Long: (http://praxeology.net/molinarisoc-mckitrick08.htm)
L'intervento di Roderick T. Long su Nicole Hassoun: (http://praxeology.net/molinarisoc-long08.htm)
Chris Morris : Anarchism vs. Minarchism (http://praxeology.net/molinarisoc-morris08.htm)
William Thomas: (http://praxeology.net/molinarisoc-thomas08.htm)
venerdì 19 dicembre 2008
Pensando la sinistra libertaria: un primo approccio

La sinistra libertaria, left-libertarian, può essere vista come un metodo di far politica e propaganda. O può essere vista come un'espressione energica delle preoccupazioni che devono stare nel cuore dei movimenti per la libertà. Un tentativo di vendere gli ideali libertari, che stanno fondamentalmente all'opposto nell'agenda della sinistra. La sinistra libertaria è autenticamente libertaria perché è contemporaneamente antistatalista, coloro che mi vengono in mente sono tutti anarchici; ma non comunisti, perché affermano il valore del mercato e della proprietà. Allo stesso tempo, è autenticamente di sinistra perché cerca di porre fine al privilegio, alla gerarchia, all'esclusione, alla dominazione ideologica.
E può fare questo, non ridefinendo e adattando termini, bensì dimostrando la consonanza tra gli ideali libertari ed i principi e la buona fede delle preoccupazioni centrali della sinistra:
Questo può avere implicazioni radicali dei principi libertari comunemente accettati.
- Così, per esempio, può essere messo di rilievo che nella storia la violenza e la tirannia sono stati a beneficio degli individui e le organizzazioni economicamente poderose e hanno spodestato la legittimità dei titoli di proprietà degli individui sempre con l’aiuto dello Stato.
- Di forma simile, si deve ricordare in pieno rispetto dei principi libertari che la fine del monopolio minerebbe il potere delle organizzazioni imprenditoriali gerarchiche e centralizzate e che faciliterebbe la creazione di cooperative di lavoratori.
- Può dimostrare che questi principi libertari portano correttamente al rifiuto di qualunque tipo di privilegio alle imprese influenti, e ai gruppi professionali o gli individui di usare il potere dello Stato per sfruttare altri, come le alleanze imprenditoriali che ottengono privilegi fiscali aggiuticandosi vantaggi non provenienti dal mercato ne dalla competizione, o quando gruppi professionali mantengono dati privilegi e quindi ricchezza attraverso costosi requisiti di licenza, imposte, e mantenuti per e dallo Stato.
- E si può insistere che gli stessi principi che condannano lo Stato in generale, in questi si ha la vera opposizione alla guerra e all'imperialismo.
Gli stessi principi morali che conducono ad opporsi all'oppressione statale sono gli stessi per quel cambiamento dalla diseguaglianza sociale che correttamente chiede il popolo di sinistra, perché è opposizione al potere statale. Costoro possono mostrarsi a sostegno dell'anarchismo di mercato.
I libertari ''di destra'' possono respingere le posizioni della sinistra libertaria. Possono argomentare che tali preoccupazioni come il razzismo, il sessismo ecc.. sono antilibertarie.
Ovviamente, un libertario di destra potrebbe dire che afferma il valore della libertà come basilare, ed è infondato in nessun altro giudizio morale. Ma il left-libertarian non concepisce libertà nel razzismo o nella povertà. Questo non solo perché, il libertario di sinistra potrebbe dire, che le strutture e le azioni che violano la libertà servono per promuovere l'assoggettazione dei lavoratori e delle minoranze etniche, bensì perché sembra, anche, incoerente opporsi all'autorità arbitraria degli attori statali mentre altre autorità si considerano moralmente neutre.
I libertari di sinistra non considerano che l'aggressione contro persone o proprietà sia una risposta appropriata. I boicottatori organizzati, pubblicizzare ''la vergogna'', il rifiuto, scioperi, ed altri meccanismi per pressare le autorità non violano i principi di non aggressione e sono completamente vitali per un libertarismo left.
Un tribunale in una comunità mutualista di mercato riconoscerà comparativamente più giusto il diritto dei lavoratori ad occupare una fabbrica abbandonata che una comunità che riceveva appoggio statale per la propria proprietà. Una giuria locale in una comunità anarchica di mercato potrebbe condannare perfettamente alcuni diritti di proprietà commerciale creati per ostacolare l'esclusione per motivo di razza, insomma razzismo.
I libertari non di sinistra potrebbero diffidare ugualmente del libertarismo di sinistra. Potrebbero dubitare che i libertari di sinistra siano realmente preoccupati per la gente povera, per i lavoratori, per le minoranze sessuali e per quello che dicono di preoccuparsi, ed i libertari di sinistra possono respingere correttamente la visione che hanno i libertari di destra come irrilevante per la libertà, a loro volta i libertari di sinistra possono respingere correttamente la visione che hanno i libertari di destra disinteressati a ingiustizie come l'esclusione, la dominazione e la fame.
Correttamente i libertari di sinistra devono enfatizzare di fronte ai libertari di destra fino a che punto lo Stato è realmente implicato nelle strutture creando, violenza ed impoverimento che tutti i libertari detestano. I libertari di sinistra possono enfatizzare correttamente la carta che gioca lo Stato per assicurarsi il potere privato garantendo privilegi di monopolio e sussidi. La sinistra libertaria può scommettere di fronte agli altri libertari che la soppressione di tale potere potrebbe aiutare enormemente alla caduta dello Stato.
La sinistra libertaria sa e vuole che l'anarchismo di mercato (non è) e non sia il mantenimento dell'attuale sistema di relazioni di proprietà, intatto, in assenza del potere statale non solo per i disaccordi sulle regole di proprietà, come tra giusnaturalisti e mutualisti, ma anche per l'ingiustizia che invalida molti titoli di proprietà esistenti, come i latifondi dell'America latina.
Il libertarismo di sinistra rappresenta un particolare sviluppo radicale dei giudizi morali libertari. Può creare le basi per una sfida, la riduzione o la fine dell'esclusione, la subordinazione e la privazione, egli quale è autenticamente intatto con l'anarchismo di mercato. In questo modo, si crea un intreccio dei fini libertari e della sinistra, e può riorientare questi fini e significati contemporaneamente sia genuinamente libertari e sia genuinamente di sinistra.
Per un amico
Riflessioni da: http://liberalaw.blogspot.com/2008/12/framing-left-libertarianism-first-pass.html e http://www.mutualismo.org/2008/12/perfilando-la-izquierda-libertaria-un-primer-paso/
martedì 16 dicembre 2008
Lettera aperta del Movimento dei Left-libertarian ai lavoratori della Francia

L'agorista del Movimento dei Left-Libertarian, (Movimento della sinistra libertaria -o libertariana ) Brad Spangler, scrisse in occasione delle rivolte studentesce e operaie francesi (http://www.lavocedifiore.org/SPIP/article.php3?id_article=488) una lettera aperta agli studenti e lavoratori consigliando come intraprendere questa conflittualità sociale.
Studenti e lavoratori Francesi, il professore Roderick Long scrisse una volta:
"Marx descrisse il governo francese come una compagnia per lo sfruttamento della ricchezza nazionale della Francia in beneficio dell'elitè borghese, egli ripeteva solamente quello che i libertari stavano dicendo da decenni."
Questo sono La Francia e tutte le altre Nazione che esistono oggi. Voi e noi viviamo in un mondo dove la libertà e l'opportunità economica esistono solo nel consenso di una classe politica che ci permette solo una piccola parte di ''economia'' per la sua convenienza e prende il resto mediante la forza e la coercizione attraverso il suo (proprio) parassitismo.
La liberazione dal mercato sovvenzionato per lo Stato è una barzelletta crudele. La legislazione contro la quale protestate e vi ribellate cerca restrizioni totali sulla vostra libertà che se fossero abolite queste restrizioni, vivreste la vostra prosperità. Crediamo che voi e noi possiamo essere utili insieme, attraverso una cooperazione e competizione pacifica.
Per queste ragioni, i firmatarii di questa lettera vi offrono la loro solidarietà e vi si presentano come Movement of the Liberertarian Left (MLL) che appoggia una forma rivoluzionaria di anarchismo di mercato o "agorismo."
Non staremo a dirvi come dovete intraprendere la vostra rivoluzione contro la tirannia. Abbiamo alcuni suggerimenti, tuttavia; una versione di strategia economica e politica chiamata "contro-economía". Raccomandiamo umilmente il piccolo libro del fondatore del MLL Samuel Edware Konkin III sull' agorismo, la contro-economía e la rivoluzione "The" New Libertarian Manifestò nella speranza che possiate trovarlo utile o di ispirazione. È disponibile on-line.
Firma
The Movement of the Libertarian Left
Agorà! Anarchia! Azione!
Brad Spangler, Diane Warth, Thomas L. Knapp, Adem Kupi, Wally Conger, J. Freeman Smith, Kevin Carson, M.D MacKenzie, Roderick T. Long, Jeremy Weiland, M.R Jarrell
(Note: Il MLL si è sciolto nel 2007 per dar vita all'Alliance of left-libertarian)
Left-Rothbardianism
Nel formulario ufficiale, non esiste realmente una prospettiva di destra rothbardiana, Murray Rothbard collocava il libertarismo nell'estrema sinistra dello spettro politico. L'uso del termine semplicemente rothbardiano di sinistra è un mezzo per differenziarsi a quelli che si richiamano al minarchismo e al conservatorismo con influenza di anarchismo di mercato. I Left-rothbardian si differenziano anche dall' anarcocapitalismo nei metodi, più che nei principi. Considerando che i Left-rothbardian accettano una gamma più ampia di libertari tra le loro alleanze come gli anarchici collettivisti, ripercorrendo il sentiero dell'antica alleanza dell'anarcocapitalismo con la New Left degli anni 60, mentre gli anarcocapitalisti più classici tendono ad evitare questi rapporti. Questo metodo è un metodo orientato ad allacciare rapporti con la sinistra. Tutti gli agoristi sono Left-Rothbardian, ma tutti i Left-Rothbardian non sono necessariamente agoristi. Si può essere Left-Rothbardian e contemporaneamente non accettare, almeno parzialmente, la teoria della rivoluzione contro-economica di Samuel Konkin e la teoria di classe degli agoristi.
Qualcuno aggiorni la nostra enciclopedia multimediale Wikipedia, italiana.
giovedì 11 dicembre 2008
Capitalismo, Anticapitalismo e Anticapitalismo Capitalista

In questi giorni sia sul sito dei left-libertarian che su quello di Larry Gambone si riporta la notizia dell’entrata parlamentare di un partito nel Quebec , il nome del partito è Solidarite Quebec. Partito a prima vista non sostenuto ne dai liberali ne dagli anarco-capitalisti più istituzionali, ma dai left-libertarian e dall’Alliance, perché noi left-libertarian esprimiamo gioia per questo partito? Ecco cosa c’è sul sito del left-libertarian: (http://leftlibertarian.org/)
Solidarite Quebec has won a seat in the Quebec election. Although this is only one seat this indicates a growing radicalization. The QS is a party of the social movements and rejects the neo-liberalism of the Parti Quebecois. It is also more radical than the NDP and is the first new left-wing. See http://www.quebecsolidaire.net/.
Il Solidarite Quebec è un partito che si rifà ai valori del pacifismo e del radicalismo, e non si definisce comunista come dicono sul loro sito: Québec solidaire n’est pas un parti communiste. Nonostante ciò ha un programma economico che a vista di un liberale istituzionale definirebbe di ispirazione socialista. Anche io mi unisco nell’esprimere gioia per l’elezione di un parlamentare del Solidarite Quebec , la mia gioia sta nel programma politico di questo partito: Pacifismo, Radicalismo, un partito che ha tendenze davvero libertarie nel modo di gestire e di gestirsi, democrazia diretta, femminismo e vera politica per l’indipendenza.
Il modo di affrontare le tematiche economiche fanno riflettere un po’, ma io giungo ad una conclusione abbastanza positiva: detassazione per le piccole imprese, politica ecologia, tassazione degli altissimi redditi e delle gigantesche lobby industriali.
I left-libertarian difensori del capitalismo appoggiano questo partito ma allora cosa s’intende per Capitalismo?
Kavin Carson ha sostenuto che senza Stato il capitalismo non esisterebbe, sia chiaro il capitalismo non il libero mercato. Ecco, qui deve partire una riflessione che poi sostanzialmente è ciò che fa l'agorista Brad Spangler (sostenitore dell’Anarchia di Mercato). Capitalismo Anticapitalista, si perché come ripetevo bisogna capire cosa si intende per capitalismo?
Se per capitalismo intendiamo il sistema neoliberista di oggi che non vuole regole di mercato ma che poi le impone alle piccole e medie aziende, un capitalismo assistito dallo stato, statalista e assolutamente distruttivo e non libero, un capitalismo che crea lobby, cartelli e potere di stabilire dominio sul mercato, allora io mi dichiaro Anticapitalista. Se invece per capitalismo intendiamo un sistema di vero libero mercato antistatalista o di Anarchia di Mercato dove le uniche regole sono quelle stabilite dal mercato e quindi dal consumatore che sceglie il prodotto che vuole al prezzo che vuole, un mercato che senza Stato è per condizione di fatti decentralizzato e dove secondo la più pura teoria liberale lo stato non interviene assolutamente a salvare le mega-aziende con i contributi pubblici per favorire gli interessi dei dominatori finanziari e bancari, allora io mi dichiaro Capitalista.
Infatti Libero Mercato è progresso, ma quale mercato?
Saluti,
Domenico
domenica 7 dicembre 2008
Quando lo Stato ''concede'' ai medici

Il primo passo sta nel concedere diritti legali a dottori da parte dello Stato. O, più specificamente, a quei dottori che praticano medicina secondo gli approcci favoriti dal governo e come un circolo il governo-appoggia elitè mediche come l'Associazione Medica americana. Questi diritti per i dottori che sono ufficialmente-approvati costringono solo i loro concorrenti (non approvati dal governo) a star fuori dagli affari con minacce di multe e prigione. Così si costringe pazienti che non hanno scelta (prigionieri) a cercare i loro servizi. In molti paesi, questi diritti includono un grande sistema sanitario sovvenzionato dal governo nel quale dottori o meglio dottori-approvati dal governo sono pagati quasi completamente dai fondi dei contribuenti anche quelli non disposti. (''I Guaritori'' le cui pratiche non sono approvate ufficialmente dal governo, non dimentichiamo non ricevono nessuno di questi sussidi.) Concedere diritti legali comporta anche concedere potere ai dottori (specialmente i psichiatri, o altri dottori che trattano bambini, o trattengono adulti ''identificati'' come pazzi e alienati) che hanno potere di costringere ''trattamenti'' su pazienti non disposti attraverso l'uso di falsità, minacce, se necessario, ricorrendo anche alla violenza.
Da: http://leftlibertarian.org/







