• Dichiarazione di Marco Pannella
Su 1.712.967 ‘pezzi’ di posta elettorale commissionata dai Radicali e dal PD per la scorsa campagna elettorale Poste Italiane è stata ‘capace’ di recapitarne al massimo non più del 38%. Sono questi i risultati di un sondaggio, commissionato per l’occorrenza, ed effettuato nella settimana successiva al voto su un campione elevatissimo di 3.579 elettori, estratto in modo sistematico dalle liste alfabetiche stratificate per Codice di avviamento postale tre le persone che avrebbero dovuto ricevere il messaggio elettorale dei Radicali e del PD.
E’ un risultato eclatante che certifica la disfunzione di un servizio pubblico da parte di un monopolista che per tale servizio oltre a percepire quattrini dai partiti – 0,04 centesimi per ‘pezzo’ – percepisce quattrini dallo Stato per la differenza con i 60 centesimi che è il costo ‘ordinario’ di un invio con posta prioritaria.Noi da parte nostra, quasi certamente, daremo avvio ad una serie di iniziative legali e parlamentari, così come facemmo per un altro invio a cui fummo costretti nel 2004 a causa della censura del partito RAISET in occasione della campagna elettorale delle Europee. All’epoca furono commissionati 40.133.811 ‘pezzi’, con un prezzo unitario che moltiplicato faceva un totale di oltre 6milioni di Euro; ne furono consegnati molti ma molti meno. D’altra parte secondo le stesse Poste ne sarebbero state in quella occasione regolarmente consegnate circa l’80%, risultato da loro giudicato del tutto soddisfacente: su questo deciderà e tornerà a decidere il Tribunale di Roma.Sappiamo che altri, tra i quali per le elezioni amministrative il candidato Sindaco Rutelli e l’amplissimo schieramento attorno a lui formatosi, hanno subito, denunciato e annunciato di reagire anch’essi nelle opportune sedi.
Ci chiediamo se e quando le altre forze politiche (anche se, com’è noto lautamente ‘rimborsate’ dallo Stato) non intendano a difesa degli interessi anche dei cittadini-elettori e della azienda, in questo settore monopolista, associarsi alle nostre iniziative che sono in corso assumendone delle nuove.
giovedì 29 maggio 2008
Ecco: Poste Italiane!
mercoledì 28 maggio 2008
Paulville, e il sogno libertario diventa realtà

Chi odia lo Stato, vive a Paulville
Perse le primarie repubblicane, i sostenitori del candidato più individualista d’America si danno all’edilizia
La campagna presidenziale del candidato libertario, Ron Paul, è finita da un pezzo, ma la rivoluzione di Ron Paul ha trovato un nuovo posto dove piantare le sue radici: a Paulville, una città in fase di costruzione fatta da e per i sostenitori del rappresentante congressuale texano. Si può dire quel che si vuole dei sostenitori di Ron Paul, ma una cosa è sicura: sono ferocemente fedeli e disposti ad andare fino in fondo. Stanno costruendo la nuova città in un’area remota del Texas che si chiama Badlands, nel nord di Hudspeth County. La città è stata ideata da e per un gran mercato di sostenitori di Ron Paul o per gente che vive secondo principi libertari. Si stima che i seguaci di Ron Paul siano centinaia di migliaia.
Il Partito Libertario del Texas crede che Paulville abbia il potenziale di essere un esempio pratico e vivente di cosa significa vivere da libertario. Per adesso non c’è granché ma i suoi sostenitori stanno già sottoscrivendo iscrizioni per i nuovi proprietari che vogliono vivere insieme secondo i principi di individualismo e libertà. I pianificatori hanno già alzato i cartelli per l’entrata in città e stanno costruendo le fogne e i sistemi elettrici con una clausola opt-out per chi non desidera sottoscrivere questi servizi. Una comunità pianificata dietro una cancellata che sia però libera da regolazioni è difficile da immaginare. Sembra piuttosto un controsenso. Eppure dopo il Texas, si prevede di costruire simili città nel New Hampshire, nel South Dakota, nel Wyoming e nell’Alaska.
I sostenitori credono che persone che condividono lo stesso credo possono formare una comunità separata ma prosperosa. In fondo non c’è niente di nuovo nelle comunità basate su un credo o un’ideologia. Le prime colonie negli Stati Uniti erano fondate da persone che volevano vivere assieme ai loro simili: i Puritani nel Massachusetts, gli Hamish nella Pennsylvania e tanti altri. O anche in altri paesi come l’esperimento socialista New Australia fondata nel 1893 in Paraguay o la Fondazione Findhorn stabilita nel 1972 nella Scozia. Ma ci sono stati anche altri tentativi simili a quello dei sostenitori di Ron Paul come la “Free State Project” nel New Hampshire, ancora in fase nascente. Celebration, è una città concepita da Disney World in Orlando, Florida e Ave Maria, una comunità cattolica, fondata dal miliardario americano, Tom Monaghan, fondatore della catena di pizzerie a consegna domiciliare “Domino’s Pizza” e creata intorno alla sua Ave Maria università vicino a Naples, Florida, è stata inaugurata l’anno scorso.
lunedì 26 maggio 2008
Lo Stato e i suoi Gulag

Ieri sera i detenuti hanno protestato spaccando strutture e minacciando un suicidio di massa dopo essersi legati delle corde al collo
TORINO
È tornata la calma al Cpt di Torino dopo la protesta della notte scorsa inscenata dagli ospiti del centro in seguito alla morte di un loro compagno.
Ieri sera alcuni immigrati sono confluiti nel cortile del centro, nel quale hanno accatastato pezzi di materasso delle camerate ed hanno gridato «Libertà» e «Non vogliamo morire come Hassan», il trentaseienne marocchino deceduto nella notte tra venerdì e sabato, probabilmente per una forma di polmonite fulminante, e che secondo gli ospiti del centro non sarebbe stato curato, mentre la direzione del Cpt ha assicurato che l’uomo ha avuto assistenza.
La protesta si è conclusa attorno alle due con il ritorno degli immigrati nelle camerate, senza che fosse necessario l’intervento delle forze dell’ordine. Stamani al Cpt torinese è attesa la visita di parlamentari, mentre sarà l’autopsia disposta dal magistrato a chiarire le effettive cause della morte dell’extracomunitario.
domenica 25 maggio 2008
Amici Libertari...Rischio dittatura e repressione!

"Così ho visto i poliziotti scatenati
picchiare donne e persone anziane"
Ecco il racconto di una docente di Storia testimone oculare degli scontri dell'altra sera davanti alla discarica di Chiaiano
Dalla professoressa Elisa Di Guida, docente di storia e filosofia in un liceo di Napoli, riceviamo questa testimonianza suglia scontri di ieri sera a Chiaiano: "Io sono nata in quella zona - ci ha raccontato per telefono - ma non abito più lì da tempo. Però mi sento legata a quella gente e a questa brutta vicenda. Così ieri sera ero lì e ho visto cose terribili. Ho avuto la sensazione che tutto fosse preparato, che la polizia abbia caricato improvvisamente senza una ragione, una scintilla. Perciò ho deciso di provare a scrivere quello che avevo visto".
Ecco il racconto della professoressa Di Guida
"Datemi voce e spazio perché sui giornali di domani non si leggerà quello che è accaduto. Si leggerà che i manifestanti di Chiaiano sono entrati in contatto con la polizia. Ma io ero lì. E la storia è un'altra".
"Alle 20 e 20 almeno 100 uomini, tra poliziotti, carabinieri e guardie di finanza hanno caricato la gente inerme. In prima fila non solo uomini, ma donne di ogni età e persone anziane. Cittadini tenaci ma civili - davanti agli occhi vedo ancora le loro mani alzate - che, nel tratto estremo di via Santa Maria a Cubito, presidiavano un incrocio. Tra le 19,05 e le 20,20 i due schieramenti si sono solo fronteggiati. Poi la polizia, in tenuta antisommossa, ha iniziato a caricare. La scena sembrava surreale: a guardarli dall'alto, i poliziotti sembravano solo procedere in avanti. Ma chi era per strada ne ha apprezzato la tecnica. Calci negli stinchi, colpi alle ginocchia con la parte estrema e bassa del manganello. I migliori strappavano orologi o braccialetti. Così, nel vano tentativo di recuperali, c'era chi abbassava le mani e veniva trascinato a terra per i polsi. La loro avanzata non ha risparmiato nessuno. Mi ha colpito soprattutto la violenza contro le donne: tantissime sono state spinte a terra, graffiate, strattonate. Dietro la plastica dei caschi, mi restano nella memoria gli occhi indifferenti, senza battiti di ciglia dei poliziotti. Quando sono scappata, più per la sorpresa che per la paura, trascinavano via due giovani uomini mentre tante donne erano sull'asfalto, livide di paura e rannicchiate. La gente urlava ma non rispondeva alla violenza, inveiva - invece - contro i giornalisti, al sicuro sul balcone di una pizzeria, impegnati nel fotografare". "Chiusa ogni via di accesso, alle 21, le camionette erano già almeno venti. Ma la gente di Chiaiano non se ne era andata. Alle 21.30, oltre 1000 persone erano ancora in strada. La storia è questa. Datemi voce e spazio. Perché si sappia quello che è accaduto. Lo stato di polizia e l'atmosfera violenta di questa sera somigliano troppo a quelli dei regimi totalitaristi. Proprio quelli di cui racconto, con orrore, ai miei studenti durante le lezioni di storia". Detto da una collega professoressa di Storia e come Storico dico qui si rischia grosso! W la LIBERTA'!
sabato 24 maggio 2008
La contraccezione è il reale strumento antiaborista
Il 22 maggio 1978, dopo una lunga campagna condotta dai radicali e dai laici, veniva approvata la legge 194 sull'interruzione di gravidanza. Statistiche alla mano, la legalizzazione dell'aborto ha permesso una drastica riduzione del numero della interruzioni di gravidanza nel nostro Paese, dimostrando che la strada giusta per cercare di controllare il fenomeno non è quella della proibizione, che produce clandestinità e abusi, ma quella del sostegno alle scelte di maternità consapevole.
Se vogliamo continuare a ridurre il numero delle donne che ricorrono all'aborto - e oggi l'emergenza riguarda soprattutto le donne immigrate - occorre rafforzare tutti gli strumenti previsti dalla legge, a partire da una corretta informazione sull'uso degli anticoncezionali, tra cui quelli d'emergenza, come la cosiddetta pillola del giorno dopo.
Nella maggior parte dei paesi europei e negli Stati Uniti per ottenere la pillola del giorno dopo (Norlevo o Levonelle) non serve una prescrizione medica: addirittura in Francia la pillola d'emergenza viene distribuita gratuitamente nelle scuole. I rischi derivanti dall'assunzione della pillola del giorno dopo, infatti, non sono superiori a quelli di un normale farmaco da banco. In Italia, invece, per acquistare la pillola del giorno dopo è necessario procurarsi la ricetta: si tratta di una complicazione inutile che fa aumentare il rischio di gravidanze indesiderate, dal momento che l'efficacia della pillola è maggiore se viene assunta tempestivamente dopo un rapporto sessuale a rischio (per esempio, nel caso di rottura o scivolamento del profilattico).
In occasione del trentennale della legge 194 e per ribadire che la contraccezione - e non l'obiezione di coscienza - è il reale strumento antiabortista, l'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, l'Associazione radicale "Global Democracy" e l'ARA (Associazione radicale antiproibizionisti) organizzano domenica 25 maggio dalle ore 9 alle ore 12, in piazza Gramsci, un tavolo d'informazione dove sarà possibile firmare la petizione che chiede l'abolizione dell'obbligo di ricetta per la pillola del giorno. Al tavolo sarà presente il dottor Francesco Megale che è disponibile a prescrivere la pillola del giorno a chi ne avesse bisogno o a chi volesse premunirsi contro il rischio di imbattersi, in caso di necessità, nel rifiuto di un medico obiettore.
venerdì 23 maggio 2008
Ma quanto è vero!
Prima regola per non avere noie: non giudicare mai come illegittima un'attività dello Stato, o rischi la galera.
Seconda regola: non intraprendere mai per tuo conto un'attività dello Stato, o la galera diventa certa.
Ognuno ne tragga le conclusioni che crede, la nostra è la seguente: lo Stato non è che un'organizzazione criminale che pretende di operare in regime di monopolio.
martedì 20 maggio 2008
FESTIVAL INTERNAZIONALE DELLA RIFLESSIONE ARTISTICA SUL SESSO

FESTIVAL INTERNAZIONALE DELLA RIFLESSIONE ARTISTICA SUL SESSO - MILANO
Info e richieste di partecipazione a: info@sexpol.it


