SITO ANARCOLIBERALE A CURA DI DOMENICO LETIZIA. Laboratorio per un Neo-Anarchismo Analitico che sia Liberoscambista, Volontarista, Possibilista e Panarchico con lo sguardo verso i valori del Liberalismo Classico, del Neo-mutualismo e dell'Agorismo. Un laboratorio che sperimenti forme di gestione solidali, di mercato dencentralizzato e di autogestione attraverso l'arma della non-violenza e lo sciopero fiscale, insomma: Disobbedienza Civile

banner campagna un futuro senza atomiche

The Neolibertarian Network Diventa anche tu Ambasciatore Telethon Italian Blogs for Darfur AIT - Associazione italiana transumanisti
AnarchicA
No TAV

domenica 6 gennaio 2008

Lettera aperta di Domenico Letizia


Cari casertani e provincia,
Sono uno studente della provincia di Caserta (Maddaloni) e ho deciso di pubblicare questa lettera perché oggi la provincia di Caserta è divenuta invivibile. Invito tutti a riflettere e ad osservare… Caserta è una città completamente da rifare, è da paura ed è anche comico quello che accade. Basti guardare le piste ciclabili; non si sa dove iniziano, dove finiscono e s´interrompono bruscamente sulla strada. Vogliamo parlare dell´Iperion… i nostri furbi governanti dov´è che vanno a costruire? Ovviamente in una zona non edificabile.
Continuiamo parlando del Macrico, una zona bellissima e abbandonata: se le istituzioni volessero potrebbe diventare un bellissimo parco pubblico invece, nonostante la continua battaglia della cittadinanza, stanno cercando di farla diventare un´altra zona da consegnare a palazzinari e imprenditori senza scrupoli. E la discarica Lo Uttaro? La morte di Caserta. Una discarica costruita a 30 metri dal mattatoio, a 400 da uffici pubblici e a 700 dal nascente policlinico SUN. I governanti di Caserta non ascoltano per nulla la cittadinanza e la gente deve fare attenzione a non diventare indifferente e a non accettare tutto quello che accade,come camminare per strada con cumuli di immondizia, con conseguenze che stiamo pagando ogni giorno. Siamo la regione con la più alta percentuale di Tumori!!! La politica oggi è divenuta non voglio dire corrotta, ma peggio: clientelismo, i voti si comprano come alle aste e i compagni di Maddaloni sanno bene come avvengono le votazioni in questa città, regalando… Lancio anche una dura critica al Partito Della Rifondazione Comunista, partito che una volta diceva di essere il partito degli oppressi e che oggi in piazza e tra la folla è dalla nostra parte e poi nei gabinetti politici e dall´altra: penso al Macrico e allo Uttaro a Caserta, ma anche alla base militare a Vicenza.
Cari studenti, noi dobbiamo diventare protagonisti; iniziamo dall´interno delle nostre scuole a creare OPPOSIZIONE SOCIALE, ad unirci in Movimenti per contrastare questa politica non politica. Svegliamoci e riappropriamoci delle nostre città. Facciamo capire ai nostri governanti che non siamo stupidi!!
Sperando in qualche risposta.
Saluti libertari,
Domenico Letizia

Articolo da:http://ambienti.wordpress.com/2007/12/04/dove-finiscono-le-piste/

DOVE FINISCONO LE PISTE?
Vorremmo capirlo meglio anche noi perché si interrompono all’improvviso le celebrate, costose e pressoché inutilizzabili piste ciclabili a Caserta, come vorrebbe capirlo lo studente Domenico che ci ha mandato una lettera sui disastri vari della città con l’appello a non diventare indifferenti e a non accettare quello che ci sta intorno. Chi ha seguito Ambienti sa che è proprio questo il principio che ha ispirato il blog e, ancor prima, l’attività de Comitato Emergenza Rifiuti e le molte migliaia di cittadini che per mesi hanno protestato contro la discarica a Lo Uttaro fino a ottenerne la chiusura.
In definitiva, a protestare qualcosa si ottiene. Significa che quando le cose vanno storte dipende anche da chi mugugna ma non prende iniziative e pensa di doversi subito arrendere ad andazzi inevitabili. Per lo Uttaro i cittadini più attivi sono riusciti ad ottenere una vittoria importante, sia pure non definitiva.
Purtroppo la discarica fa ancora danni e dovrebbe essere bonificata senza indugio, mentre il drammatico problema dei rifiuti è lontano da una soluzione. Ma ormai i termini della questione sono emersi, sono chiare molte gravi responsabilità. Nessuno si azzarda più a negare i misfatti a Lo Uttaro, come invece avveniva quando abbiamo avviato questo blog. Se ne parla sui giornali e in dibattiti pubblici. Chi è interessato ha la possibilità di informarsi, di farsi una sua idea, di intervenire. Dovrà solo badare a non farsi fregare dalle facce di bronzo che fino a ieri hanno contribuito al disastro e pretendono ancora di impartirci prediche e lezioni.
La vittoria ottenuta potrebbe essere istruttiva e utile per il futuro di questa città: quando qualcosa funziona proprio male dobbiamo protestare, gridare, manifestare in strada, se è necessario denunciare alle autorità competenti e alla magistratura. Anche questo è democrazia. Dobbiamo ricordare sempre di essere cittadini e non sudditi.
Un sindaco, un presidente della Provincia un assessore – per fare qualche esempio a caso – se non si comportano come dovrebbero, o se contribuiscono a catastrofi, valgono meno di zero. Sarebbe giusto se, come tutti i lavoratori dipendenti (paghiamo loro e ogni costo della politica con i soldi delle nostre tasse), ricevessero note di richiamo e lettere di licenziamento quando si comportano male e provocano danni. Mandiamoglieli questi messaggi. Attraverso la rete, attraverso i giornali e, quando sarà il momento, attraverso le schede elettorali.
Nella lettera che pubblichiamo qui di seguito, lo studente Domenico esprime alcune opinioni politiche che sono sue personali. Né Ambienti né il Comitato Emergenza Rifiuti - lo ripetiamo - sono partiti politici. Anche se , ovviamente, l’idea di preferire l’ambiente e la salute delle persone rispetto ad altri interessi presenti nella società – in generale e qui e ora in Campania e a Caserta – ha indubbie implicazioni politiche.
Uno dei nostri obiettivi è sempre stato, dalla parte dei cittadini, di criticare e stimolare le forze politiche, indistintamente, perché assumano posizioni e compiano azioni funzionali al bene pubblico, che dovrebbe essere il fine della politica. Se in questa prospettiva i lettori del blog vogliono esprimere qui le loro personali opinioni o aprire dibattiti, in particolare riguardo ai problemi dell’ambiente nel territorio casertano e campano, li ospitiamo volentieri.

Scrive Domenico Letizia:
Cari cittadini di Caserta e provincia,
sono uno studente della provincia di Maddaloni e ho deciso di pubblicare questa lettera perché oggi la provincia di Caserta è divenuta invivibile. Invito tutti a riflettere e ad osservare …
Caserta è una città completamente da rifare, è da paura ed è anche comico quello che accade. Basta guardare le piste ciclabili; non si sa dove iniziano, dove finiscono e s´interrompono bruscamente sulla strada. Vogliamo parlare dell´Iperion? I nostri furbi governanti dov´è che vanno a costruire? Ovviamente in una zona non edificabile.
Continuiamo con il Macrico, una zona bellissima e abbandonata: se le istituzioni volessero potrebbe diventare un bellissimo parco pubblico invece, nonostante la continua battaglia della cittadinanza, stanno cercando di farla diventare un´altra zona da consegnare a palazzinari e imprenditori senza scrupoli. E la discarica Lo Uttaro? La morte di Caserta. Una discarica costruita a 30 metri dal mattatoio, a 400 da uffici pubblici e a 700 dal nascente policlinico SUN (Seconda Università di Napoli).
I governanti di Caserta non ascoltano per nulla la cittadinanza e la gente deve fare attenzione a non diventare indifferente e a non accettare tutto quello che accade, come camminare per strada con cumuli di immondizia, con conseguenze che stiamo pagando ogni giorno. Siamo la regione con la più alta percentuale di tumori! La politica oggi è divenuta non voglio dire corrotta, ma peggio: clientelismo, i voti si comprano come alle aste e i compagni di Maddaloni sanno bene come avvengono le votazioni in questa città, regalando…
Lancio anche una dura critica al Partito della Rifondazione Comunista, partito che una volta diceva di essere il partito degli oppressi e che oggi in piazza e tra la folla è dalla nostra parte e poi nei gabinetti politici è dall´altra: penso al Macrico e allo Uttaro a Caserta, ma anche alla base militare a Vicenza.
Cari studenti, noi dobbiamo diventare protagonisti; iniziamo dall´interno delle nostre scuole a creare OPPOSIZIONE SOCIALE, ad unirci in Movimenti per contrastare questa politica non politica. Svegliamoci e riappropriamoci delle nostre città. Facciamo capire ai nostri governanti che non siamo stupidi!
Sperando in qualche risposta.
Saluti libertari,
Domenico Letizia (un anarchico che oggi parla da cittadino)
email: anarhkydom(@)hotmail.it (per usare l’indirizzo togliere dalla chiocciola le parentesi antispam)

sabato 5 gennaio 2008

Quando si riunisce il Parlamento,io si che sono un cittadino sicuro. Sicuri?


Che il Parlamento è un luogo inutile noi Libertari è da sempre che lo diciamo. I soldi che loro prendono tutti sanno da chi li prendono (NOI) e quando prendono. Quello che molti non sanno è che all'interno del Parlamento ci sono una miriade di truffatori e di condannati in via definitiva.
Siccome che sappiamo che non nessuno li toccherà (servono troppo al nostro sistema per toglierli!)riportiamo qui i loro nomi con rispettivo impegno e partito politico.
Ritengo che sia nostro dovere diffondere questi nomi e quando li vedete siete autorizzati nel darli per mafiosi.

Berruti Massimo Maria (FI)


Biondi Alfredo reato poi depenalizzato (FI)


Bonsignore Vito (Udc - Parlamento Europeo)


Borghezio Mario (Lega Nord - Parlamento Europeo)


Bossi Umberto (Lega Nord - Parlamento Europeo)


Cantoni Giampiero (FI)


Carra Enzo (Margherita)


Cirino Pomicino Paolo (Democrazia Cristiana - Partito Socialista)


De Angelis Marcello (An)


D'Elia Sergio (Rosa nel Pugno)


Dell'Utri Marcello (FI)


Del Pennino Antonio (FI)


De Michelis Gianni (Nuovo Psi)


Farina Daniele (Prc)


Jannuzzi Lino (FI)


La Malfa Giorgio (Pri)


Maroni Roberto (Lega Nord)


Mauro Giovanni (FI)


Nania Domenico (An)


Patriciello Aldo (Udc)


Sterpa Egidio (FI)


Tomassini Antonio (FI)


Visco Vincenzo (Ds)


Vito Alfredo (FI)

venerdì 4 gennaio 2008

Napoli resiste!!! Storie di lotta e rassegnazione tra i rifiuti


Rassegnazione, per una decisione gia' presa; ma anche rabbia e voglia di certezze soprattutto su una bonifica e sulla tipologia di quanto sara' sversato nell'invaso riaperto. E' questo il clima che si respira in localita' Pisani a Pianura, quartiere a nord di Napoli nel quale per 40 anni e' arrivata spazzatura indifferenziata da tutta la regione e che da oltre un decennio attende la bonifica dei luoghi tra voci incontrollate di aumento di tumori e patologie asmatiche.
Da giorni le quattro entrate alla discarica, ma soprattutto quella su via Montagna Spaccata sono presidiati anche di notte e questa mattina, all'arrivo dei camion e dei tecnici in prima fila c'erano proprio i bambini asmatici. Ora tre camionette della polizia e tre dei carabinieri, oltre a due mezzi dei vigili del fuoco, creano una linea i confine tra i manifestanti e le persone impegnate nel sito per i rilievi tecnici e per rimuovere il tappo dell'area scelta come sversatoio dell'immondizia del Napoletano.
A poche centinaia di metri via Montagna Spaccata e' stata bloccata da tronchi di alberi e copertoni, ma soprattutto da donne, anziani e bambini cui si mescolano gli esponenti della nona municipalita'. "Sono in prima linea nella protesta dei cittadini - dice il presidente Fabio Tirelli (Prc) - chiediamo un tavolo per confrontarci e avviare un dialogo. Ho ricevuto l'invito del prefetto Pansa e domani ci incontreremo. Sapevamo che la riapertura era inevitabile, ma vogliamo un monitoraggio, un comitato di controllo su cio' che viene sversato in questo buco e un tavolo di concertazione per decidere tempi e modalita' nell'utilizzo di Pisani. Per noi e' un ritorno alla sofferenza d una zona gia' degradata. E se la scelta dei cittadini e' quella del muro contro muro, saro' al loro fianco".
Florinda, casalinga, due bambini asmatici, sostiene che la riapertura "e' un grande fallimento dei politici. Il problema rifiuti non andava risolto qui a Pianura. Siamo in attesa di sapere quale destino abbiamo". Pina mostra gli eczemi sulle gambe di suo figlio e sostiene che sono frutto dei miasmi della zona: "D'estate dobbiamo stare con le mascherine sul volto e a porte chiuse per il puzzo. Cosa ci hanno buttato la' dentro e cosa ci vogliono buttare oggi? Qui la politica si e' venduta la riapertura della discarica in cambio di posti di lavoro!".
"Come si fa a pensare di aprire di nuovo la discarica a meno di cento metri da una scuola elementare?", si interroga Patrizia. "E' la forza dello stato contro la ragione dei cittadini", si risponde da sola.
Quattro autobus dell'Anm (Azienda napoletana mobilità) con le ruote forate, della linea C12 che collega Pianura al resto della città, sono stati piazzati da manifestanti alla rotonda Don Giustino Ruzzolillo all'altezza di via Padula. Il traffico in entrata e in uscita dal quartiere è praticamente paralizzato. Riversi in strada oltre ai cassonetti decine e decine di sacchi di immondizia.
Gli autisti dei bus: "Non potevamo rischiare il linciaggio". Sassi contro auto dei carabinieri, aggredito un consigliere regionale della Campania.
Altissima la tenzione

giovedì 3 gennaio 2008

Musharraf: ''Sono triste per la morte della Bhutto''!?


Il presidente pachistano Pervez Musharraf ha appena tenuto il suo atteso discorso televisivo alla nazione, il primo dopo l'assassinio della leader dell'opposizione democratica benazir Bhutto.
"La nazione ha sofferto una grande tragedia", ha detto Musharraf. "Prego Dio onnipotente perché l'anima di Benazir riposi nella pace eterna. Sono triste e arrabbiato per questo incidente. L'attentato della settimana scorsa contro l'ex premier Bhutto è stato compiuto da terroristi alleati di Al Qaeda. Mi rattrista che miscredenti e partiti politici vogliono sfruttare questa occasione per trarne vantaggio", ha aggiunto il presidente riferendosi agli scontri succeduti alla morte della Bhutto. "Scotland Yard ci aiuterà nelle indagini sull'assassinio, come da me richiesto al primo ministro britannico Gordon Brown".
Poi Musharraf ha parlato delle elezioni, confermando che si terranno il 18 febbraio come già annunciato dalla Commissione elettorale.
"L'esercito sarà dispiegato per tutto il periodo delle elezioni in modo che queste si possano svolgere senza incidenti, in maniera libera, chiara e pacifica. Chiesto ai partiti politici di contribuire a mantenere la pace. Spero che dopo questo voto ci sia una democrazia costituzionale".

mercoledì 2 gennaio 2008

"KRAPFEN ATTACK":Bombe alla crema sulla Rai e la sede del PD


(del 12 dicembre: Ringrazio Gianfranco della F.A.I per l'informazione)
La sede centrale della Rai di viale Mazzini e' stata oggetto di lanci di "bombe alla crema" da parte di un gruppo che ha rivendicato il gesto di protesta con la sigla di Krapfen Attack. Alcuni giovani con il volto coperto hanno lanciato i dolci contro le vetrate della palazzina proprio dove si trova il Cavallo della Rai. In mattinata era stata presa di mira la nuova sede del Partito Democratico di Piazza di Sant'Anastasia, nel centro storico di Roma. Anche i "krapfen attack" sono corredati del "comunicato di rivendicazione" di prammatica. In quello dedicato all'azione contro la sede del Pd, definito "molto poco caro Partito Demokratico", si legge che "in questo 12 dicembre di lutto e di memoria mai sopita, siamo qui a ringraziarvi dolcemente per averci regalato un bel 'pacco sicurezza'". "L'avete fatto per il bene di tutti e tutte noi, per farci sentire tutti e tutte piu' a nostro agio nella nostra quotidianita' di 'produci, consuma, crepa'. Finalmente ora abbiamo delle sicurezze. Sicuri - prosegue il comunicato diffuso da chi si firma appunto ' Krapfen attack' - di morire bruciati grazie a un padrone delle ferriere alla quarta ora di straordinario, defiscalizzato, con gli estintori scarichi e l'allarme disattivato per risparmiare sui costi". La serie di "sicuri/sicure di" e' molto lunga: comprende "un futuro da precari, creatori di ricchezza che poi finisce nelle tasche di qualcun altro", o "che i torturatori di Bolzaneto e della scuola Diaz (Genova 2001) saranno omaggiati di una bella promozione. Sicuri di morire in carcere pestati dalle guardie per avere coltivato qualche piantina di maria. Sicuri di morire ammazzati da un pistolero di Stato che fa il tiro a segno in un autogrill. Sicure di finire in galera per antifascismo militante. Sicuri di vivere in un paese in guerra che in nostro nome bombarda uomini, donne e bambini 'terroristi' e che per questo aumenta a dismisura le spese militari". "Sicure - prosegue la nota di rivendicazione - di essere trattate come 'nemico interno' se manifestiamo contro la guerra", seguono critiche a carattere ambientalista, altre legate all'antimafia o al fatto di essere "sicuri di essere controllati, spiati, ascoltati, monitorati 24 ore su 24". Non mancano attacchi al Pd: "Il vostro simbolo elettorale e' una schifezza grafica che fa il paio con la vostra schifezza morale. Sicuri e sicure che state mettendo in opera un progetto di deriva autoritaria, finalizzata a reprimere il conflitto sociale e il dissenso di tutti coloro che non amano la pacificazione vagheggiata dalla governance di SuperWalter. Allora beccatevi i nostri krapfen umanitari, le nostre bombe alla crema intelligenti, che vi vadano di traverso". La nota si chiude con un richiamo a una data che e' quella della strage di Piazza Fontana: "12 dicembre 1969, no alla strategia della tensione, 12 dicembre 2007 no alla strategia della paura".

Comitati No Base al Governo: Le bugie hanno le gambe corte


"Tra gli strumenti di comunicazione del Premier ci sono le bugie", secondo il Presidio permanente No dal Molin, che sottolinea come, a differenza di quanto affermato da Prodi, "il Parlamento non ha mai affrontato la discussione sulla nuova base Usa a Vicenza".

"Secondo Romano Prodi sulla vicenda Dal Molin 'il Parlamento ha preso le sue decisioni'. Chiediamo al Presidente del Consiglio di inviarci il verbale della seduta durante la quale il Parlamento avrebbe affrontato la questione", si legge in un comunicato. "Il Parlamento non ha mai affrontato la discussione sulla nuova base Usa a Vicenza; non lo ha fatto nemmeno il Consiglio dei Ministri, con il risultato che l'intero peso della svendita di Vicenza da parte del Governo italiano grava sulle spalle di Prodi. Il quale farebbe bene a non essere troppo ottimista e a spiegare come intende superare i blocchi pacifici di migliaia di cittadini, vicentini e non, che si opporranno ai lavori di costruzione".

"A gennaio ci sarà la verifica di Governo: ci aspettiamo segnali concreti da chi si dice contrario alla base", prosegue il comunicato. "Per esempio dal ministro dell'Ambiente che ha dichiarato che 'i lavori non inizieranno senza la Valutazione di Impatto Ambientale'; quest'ultima, se realizzata in modo serio, non potrà che porre la parola fine alla vicenda, bocciando il devastante progetto statunitense".

"Il Presidente del Consiglio si sente in dovere di ribadire la propria fedeltà agli Usa perché sa di non poterla garantire: il movimento vicentino, infatti, ha dimostrato trasversalità e radicamento. Il 16 gennaio sarà l'anniversario dell'editto con il quale Romano Prodi annunciò la propria subalternità alle richieste statunitensi. Nonostante ciò, noi quel giorno faremo una festa, perché quello è stato anche il primo giorno del nostro Presidio; un luogo che non smobiliterà fino a quando non avremo raggiunto il nostro obiettivo: impedire la realizzazione del progetto a stelle e strisce".

martedì 1 gennaio 2008

Macchine da indottrinamento (Noam Chomsky)


Mi interesso alla cultura intellettuale, all'ideologia. Buona parte del mio lavoro riguarda il sapere (scholarship), cosa non facile da presentare e da divulgare; il che spiega perché ci si concentri soprattutto su quel che dico dei media. Ciò detto, dato che costituiscono un elemento importante del sistema ideologico d'indottrinamento, vale la pena di osservarli più da vicino. Riguardo ai media, per quanto mi consta, quel che vale per gli Stati uniti vale anche per il Canada, la Francia e tutti gli altri paesi. Esistono studi comparati, ma sono poco numerosi, ed è interessante notarlo: il lavoro di critica dei media viene effettuato essenzialmente negli Stati uniti. Nell'intelligentsia vige l'illusione di essere al di sopra della mischia, di essere liberi e indipendenti. Negli Stati uniti si nutrono meno illusioni a riguardo e quindi c'è un maggior lavoro di analisi critica. Ciò avviene anche altrove, naturalmente, ma in misura molto minore. Insieme al collega Edward Herman ho scritto un libro dal titolo Manufacturing Consent e abbiamo studiato un'ampia casistica.
Uno di questi studi, nella fattispecie è un lavoro di Herman, mirava a raffrontare il modo in cui i media americani avevano presentato le elezioni in Nicaragua e in Salvador, elezioni che erano state più o meno concomitanti. Il governo americano aborriva le elezioni in Nicaragua, e voleva impedirle; adorava peraltro le elezioni in Salvador e le presentava come un avvenimento straordinario. I due casi venivano dunque trattati secondo criteri differenti. In Salvador, l'intervento dei guerriglieri veniva presentato come qualcosa d'orribile, in Nicaragua, l'intervento dei guerriglieri ( i "Contras") significava la libertà. Le lunghe file di attesa in Nicaragua dimostravano che si viveva sotto una dittatura, in Salvador invece erano un indice di democrazia. La domanda che abbiamo posto era la seguente: i media hanno utilizzato gli stessi criteri per giudicare entrambi i casi, oppure, conformandosi alla posizione del governo hanno adottato criteri contrastanti? Non ci vuole molto a dimostrare che si sono allineati al pensiero ufficiale. Un ricercatore olandese ha ripreso lo stesso modello e l'ha applicato con attenzione maggiore di noi a 14 quotidiani europei. Si trattava semplicemente di sapere se si attenevano agli stessi criteri in entrambi i casi, o si contentavano di riproporre il punto di vista del governo americano. Ha potuto così stilare una graduatoria. Il giornale più onesto è risultato The Guardian di Londra; la stampa conservatrice tedesca era relativamente onesta; il peggiore di tutti è risultato il quotidiano parigino Libération, all'epoca reaganiano ad oltranza, che superava i peggiori giornali Usa nella sua adesione alla propaganda del governo americano. Per la verità, non sono sorpreso più di tanto. Se prendessimo il caso del Canada, suppongo che riproporrebbe questa stessa gamma di posizioni. Non leggo regolarmente la stampa canadese, ma l'anno prima del ciclo di conferenze che ho tenuto in Canada, e che hanno portato al film Necessary Illusions per curiosità mi sono abbonato al quotidiano di Toronto Globe and Mail. Volevo avere un'immagine aggiornata giorno per giorno, nell'arco dell'anno.
Non sono rimasto molto impressionato. Somigliava a un buon giornale locale statunitense, che forniva informazioni soprattutto sul mondo degli affari; la maggior parte delle informazioni pubblicate erano riciclate dagli Stati uniti. Vi erano anche alcune cose non pubblicate negli Stati uniti; a volte, in effetti, venivano riportatati punti di vista indipendenti e vi si leggevano cose interessanti che negli Stati uniti non sarebbero state pubblicate. Ma, nel complesso, non è risultato tanto diverso rispetto alla stampa americana; e spesso vi ho ritrovato praticamente le stesse baggianate riportate da quella stampa.

"Il mio identikit politico è quello di un libertario, tollerante. Se poi anarchico l'hanno fatto diventare un termine orrendo... In realta' vuol dire solo che uno pensa di essere abbastanza civile da riuscire a governarsi per conto proprio, attribuendo agli altri, con fiducia, le stesse capacità" ( Fabrizio De André )