SITO ANARCOLIBERALE A CURA DI DOMENICO LETIZIA. Laboratorio per un Neo-Anarchismo Analitico che sia Liberoscambista, Volontarista, Possibilista e Panarchico con lo sguardo verso i valori del Liberalismo Classico, del Neo-mutualismo e dell'Agorismo. Un laboratorio che sperimenti forme di gestione solidali, di mercato dencentralizzato e di autogestione attraverso l'arma della non-violenza e lo sciopero fiscale, insomma: Disobbedienza Civile

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giovedì 22 ottobre 2009

A ciascun cittadino una quota del reddito del capitale dello Stato


di Nereo Villa


Come nello Stato socialista la proprietà è dello Stato e non dei cittadini, così nello Stato dei fantasmi (società anonime, persone giuridiche, ecc.) la proprietà è dello Stato dei fantasmi (società anonime, persone giuridiche, ecc.) e non dei soci, ed anche tutte le banche centrali, in quanto persone giuridiche, sono fatte credere pubbliche, mentre sappiamo tutti che pubbliche non sono.
Oggi è il tempo in cui la confusione tra “giuridico” ed “economico” va chiarita. Attraverso questa confusione, il razionalismo marxista realizzò una concezione mitica e mistica dell'interesse sociale.
Il berlusconismo anticomunista non ha realizzato neanche quella, e neanche da’ segni di volerla superare: semplicemente continua ad usarla, credendosi anticomunista.
Insomma, la proprietà di Stato non è proprietà dei cittadini, ma proprietà del mito, del fantasma Stato che continua a proporre interesse sociale, diverso e contrapposto a quello dei soci, i cittadini.
Però solo attraverso l’interesse reale dei cittadini (tutti, non solo quelli di destra o di sinistra) la società non è fasulla o un mito, ma un organismo sociale, cioè un insieme di uomini vivi, legati da rapporto organico, vivo. Non si tratta di sopravvivere, bensì di essere capaci - ed ogni cittadino ha questa possibilità interiore - di ritornare al diritto sociale, sensato in quanto favorevole alla persona in carne ed ossa collegata al suo reale patrimonio, concepito come oggetto concreto del diritto. Solo così è possibile socializzare la moneta, cioè partecipare tutti agli utili, non solo i banchieri.
Quando oggi si parla di partecipazione agli utili, se ne parla invece solo in termini di azienda privata, e secondo i medesimi ipocriti parametri del "politicamente corretto", già denunciati da Gesù di Nazaret a proposito dell'antica questione della menta e del cumino.
Occorre allora portare il dialogo a livello di macro-economia, per offrire a tutti, in quanto siamo tutti CITTADINI, una quota di reddito di tutto il capitale amministrato dallo Stato. Io ho una quota di capitale solo quando ho diritto di pretendere la mia quota di reddito.
Solo in questo modo è possibile rompere i "rapporti" che non sono rapporti, cioè il clientelismo che, attraverso l’omertà del signoraggio, domina la politica economica, considerata sociale. Senza approfondire il rapporto fra comproprietà e signoraggio si realizza nulla, o tutt’al più uno Stato pollaio, in cui si allevano uomini il cui potere politico a propria discrezione distribuisce dall'alto il chilo di mangime a testa. Vi è un detto antico dimenticato: "Ubi societas ibi autem communio, communio datur sine societate": dove c’è società, c'è pure comproprietà, data senza società.
Ciò significa che la comproprietà è precedente e non successiva alla società, in quanto è grazie alla comproprietà che la società diventa tale. Dunque là dove c’è società, vi è pure comproprietà, ma non perché è la società a creare comproprietà, bensì perché è vero il contrario, in quanto è la comproprietà a creare società. Il potere dello Stato di diritto ha senso se garantisce giuridicamente ciò. E ciò è ben diverso dall’avere la discrezionalità nella distribuzione dei beni di consumo, come di fatto è.
Oggi si sopravvive, NONOSTANTE l’ordinamento attuale dello Stato pollaio accennato, che vorrebbe essere anticomunista solo a parole. Se vuoi essere anticomunista mi sta bene, ma non puoi essere anticomunista attraverso i medesimi parametri materialistico-giuridici della società mitica sopra accennata. Altrimenti io preferisco il comunismo russo, almeno “ho” l’orto. Anche sul piano critico del linguaggio comune la parola "comunismo", o "essere di sinistra" assume per la maggior parte della gente il significato di una specie di comproprietà. L'uomo ingenuo pensa che col sistema comunista o con le sinistre o con il centro sinistra, si debba dividere qualcosa.
È ovvio pertanto che il povero è oggi tendenzialmente comunista. Ma si deve chiarire che comunismo non è comproprietà, perché comproprietà è un modo di essere della proprietà privata. Comunismo vuol dire invece coincidenza del potere politico col potere patrimoniale, cioè "governo proprietario", non "popolo proprietario". La domanda chiave da proporre ai politici di sinistra o di destra dovrebbe allora essere: diteci se volete realizzare proprietà di popolo o proprietà di governo.
La risposta a questa domanda dovrebbe essere chiara, perché la storia ha insegnato che il comunismo è proprietà di governo.
Occorre allora battersi per la proprietà dei cittadini! Ma i deboli di pensiero imperano... Il dilemma per tutti i politici è dunque: Stato sovrano rispetto ai cittadini, o cittadini sovrani rispetto allo Stato?
O meglio: Stato, padrone dei cittadini, o cittadini, padroni dello Stato? O meglio ancora: comunismo o sovranità cittadina? Cos'è che è vero per voi? Per quale verità optate? Per quale pensiero?
Optate per il pensare meramente logico (del cumino e dei trattati universitari di economia), o per quello conforme alla realtà?

lunedì 19 ottobre 2009

Suggerimento dal L.P.

WASHINGTON - Il Partito Libertario ha suggerito che, in futuro, la data di annuncio per i Premi Nobel debba essere spostata al 1 aprile.
http://www.lp.org/news/press-releases/libertarians-suggest-nobel-announcements-should-be-moved-to-april-fools-day

domenica 18 ottobre 2009

La prospettiva “Empirica” libertaria


Lo scorso numero di Cenerentola ( n 115) Ignazio Leone ha posto un problema abbastanza interessante e particolarmente importante per la sopravivezza stessa dei libertari e del metodo libertario. Non sono affatto d’accordo però con il metodo e a dir la verità mi spaventa questo voler recuperar “il meglio di una certa tradizione marxista”, dai marxisti di oggi, permettetemi, meglio stare alla larga il più possibile anche se certe vertenze si possono intraprendere insieme (antimilitarismo, antirazzismo ecc..). Il metodo che voglio sviluppare in queste righe è un metodo empirico, il metodo agorista che consiste nel pensar allo stato come una grossa azienda, il nostro compito deve essere quello di farlo fallire.
Proviamo a seguir dei punti:
- Astensione! Niente voti, niente soldi: voi praticate l’astensione e i politici andranno in bancarotta.
- Praticare l’Agorismo, cioè affidarsi alla counter-economics che consiste nel passaggio naturale del commercio dai mercati regolamentati e tassati, ai mercati deregolati e non tassati, ovvero i mercati neri. Insomma abbattiamo lo stato attaccandolo sul lato economico, affidiamoci quando compriamo ai mercati non regolati, alle ‘bancarelle’, agli ‘abusivi’ e a tutti quei piccoli commercianti che esercitano la professione alle spalle della burocrazia e della tassazione dello stato, nessun scontrino, nessuna tassazione, nessuna estorsione mafiosa del fisco. Insomma quando compriamo esercitando lo scambio compriamo dove sappiamo che lo stato non vi è quindi non ne ricava vantaggi economici, immaginate che il 90% della popolazione compri sul mercato nero attraverso un accordo volontario oppure esercitando forme di mutualismo e di contro economia, immaginate quindi che di questo 90% risulta che nessuno ha attività commerciali e quindi l’evasione fiscale diviene legittima difesa, come pensate che sopravviva lo stato? Come un azienda fallirà.
Altro punto importante è la partecipazione alle elezioni: sono scettico su questo punto ma non del tutto avverso. Mi spiego: si potrebbero formare liste civiche libertarie di disobbedienza civile da presentare nei comuni con singoli obbiettivi e una volta raggiunti dimettersi immediatamente, il movimento in questo caso vigila che gli eletti ‘libertari’ si sbrighino a risolvere in fretta la singola problematica e ad uscire appena finito dalle logiche di potere. Se un partito come quello svedese: Partito dei Pirati, è riuscito ad ottenere il 7.1% nazionale solo sulla tematica della libertà informatiche perché non dovrebbe essere possibile cercar di affrontar singoli punti ove possibile partecipando alla porcheria elettorale. Penso di essere uscito dalla logica: Aspettando la rivoluzione, praticando l’anarchismo empirico quello che come illustra Colin Ward è sempre esistito alle spalle dello stato e della gerarchia, diffondere certe pratiche antistataliste non potrà che giovare alle forze libertarie.


Domenico Letizia


‘La prospettiva “empirica” libertaria’ Mensile Libertario Cenerentola anno 8 n 116, Settembre 2009

domenica 11 ottobre 2009

IGNOBEL...


mercoledì 7 ottobre 2009

giovedì 1 ottobre 2009

Una buona/cattiva notizia


Finalmente una buona notizia: Obama rinuncia allo scudo missilistico in Polonia e Repubblica Ceca. La cattiva notizia è che non lo fa certo perché pacifista, difatti le stragi di civili in Afghanistan continuano bellamente. Ma la cattiva notizia può diventare una fulgida indicazione per i pacifisti, scoraggiati da anni di petizioni, manifestazioni e attività "tradizionali" totalmente inascoltate dal potere. A Obama semplicemente manca il grano.
Questa è la chiave, i guerrafondai si fermano solo levandogli i soldi. Da pacifisti diamogli una mano: meno dollari, meno casini possono combinare! Il dollaro (e non solo) è in crisi: da una parte devono crearne trilionate per salvare e arricchire wall street, per puntellare la loro economia devastata, per pagare guerre, armi e basi militari in tutto il mondo, e per pagare il loro enorme deficit commerciale. Dall'altra, più ne creano dal nulla, più fanno inferocire cinesi, giapponesi, sauditi e tutti quelli che gli permettono da 40 anni di vivere a scrocco. Il punto più debole sono i preziosi: oro e argento. Non li possono creare dal nulla, possono solo usare le riserve di oro clandestino, oro che hanno rubato ai giapponesi dopo la seconda guerra mondiale (oro che a loro volta i jap avevano razziato per 50 anni in Asia), ma prima o poi anche quelle finiranno. Al momento c'è una grossa tensione sui mercati, e i cinesi stanno pubblicamente accaparrando preziosi, sia a livello statale, sia a livello di singoli cittadini. Questo punta dritto alla distruzione del dollaro. Sull'argento il mercato è ancora più stretto, e riescono a contenere il prezzo solo emettendo future (cioè contratti per la consegna futura) scoperti. Se cento milioni di pacifisti si comprano una moneta da un'oncia di argento a testa (spesa 20 euri cadauno, sempre che ne troviate) salta il COMEX (mercato future di New York), e a catena il dollaro, le banche, e la possibilità per i guerrafondai americani di finanziare ulteriori casini.
Vogliamo iniziare a vincere qualche partita?

http://www.ecn.org/uenne/archivio/archivio2009/un33/art6122.html

"Il mio identikit politico è quello di un libertario, tollerante. Se poi anarchico l'hanno fatto diventare un termine orrendo... In realta' vuol dire solo che uno pensa di essere abbastanza civile da riuscire a governarsi per conto proprio, attribuendo agli altri, con fiducia, le stesse capacità" ( Fabrizio De André )