
Domani è previsto un nuovo incontro a piazza Sant'Anastasia tra Partito democratico e radicali per trovare un'intesa sull'alleanza.
Lo ha riferito Emma Bonino nel corso di una conferenza stampa. Il ministro si è detta non interessata ai seggi, ai soldi, agli spazi tv che spetterebbero ai radicali in caso di apparentamento.
"Bisognerà ragionare sulla proposta del Pd che presumibilmente arriverà domani. Noi siamo gente seria, reale, di certo non subalterna".
Sulla sponda del centrodestra, fonti azzurre danno come definitivamente tramontata la candidatura di Giuliano Ferrara a sindaco di Roma.L'ipotesi più attendibile per la corsa alla carica di primo cittadino, sarebbe quella di Giorgia Meloni, attuale vicepresidente della Camera.
Parrini (Pd):“No ai commercianti radicali” Il consigliere regionale del Pd contrario all’accordo Pd-Radicali
“Sarebbe davvero opportuno che il Partito democratico dicesse la parola fine nella querelle con i radicali. Nella politica italiana si è visto di tutto, ma francamente è la prima volta che si arriva a monetizzare il valore di ogni parlamentare come stanno facendo i radicali che calcolano in 5 milioni di euro il valore della loro rappresentanza alla Camera e al Senato”. Così il consigliere regionale del Partito Democratico Gianluca Parrini commenta il possibile accordo tra il Partito Democratico e i Radicali in vista delle prossime elezioni politiche.
“E poi che c’azzeccano i radicali con il Pd? – conclude Parrini - il Partito democratico è un partito laico, non laicista. Veltroni e Franceschini compiano una scelta di coerenza abbandonando questa estenuante trattativa coi radicali, che ha più il sapore della transazione finanziaria che di un ragionamento politico”.
Il ragionamento di Parrini non è sbagliato ma non per il neonato Pd ma per lo storico partito dei Radicali che perderebbe la sua coerenza
martedì 19 febbraio 2008
Domani nuovo incontro tra Pd e radicali
sabato 16 febbraio 2008
Pannella 100% vado al massimo

Il “caso Napoli” sull’aborto continua ad alimentare polemiche e veleni: così, l’annunciato faccia a faccia sull’argomento tra il leader radicale Marco Pannella e il direttore de Il Foglio Giuliano Ferrara si è risolto nel giro di 20 minuti.
Appuntamento alla tra-smissione tv Unomattina, diventata teatro di un colorito fuori programma con grida e improperi di Pannella contro l’inventore della lista “Pro-life”, reo di aver chiesto di sostituire al confronto due finestre, una per sé e una per il leader radicale, nelle quale ognuno potesse sostenere le proprie posizioni senza contraddittorio.
Pannella non ha acconsentino a discutere di aborto in un teatro.
Sul caso di Silvana, la donna al centro dell’intervento della polizia nel Policlinico di Napoli subito dopo l’in-terruzione di gravidanza, il Garante della Privacy ha annunciato di aver dato il via ad accertamenti. In un comunicato il Garante ha spiegato di aver chiesto alla questura di Napoli, alla procura e all’azienda ospedaliera “circostanziate notizie e informazioni”, allo scopo di “valutare gli eventuali profili di propria competenza riguardo al rispetto dei diritti della persona interessata”.
Anche il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini è intervenuto. La legge 194 «non va modificata, perché rappresenta il massimo punto di equilibrio e compromesso possibile, tuttavia va applicata in tutte le sue parti», ha dichiarato l’esponente centrista. Tuttavia, ha aggiunto, «contesto l’idea di Berlusconi e di Veltroni di lasciare fuori dalla campagna elettorale i temi eticamente sensibili, ma posso capire che poiché all’interno dei loro partiti ci sono posizioni sono molto diverse non faccia comodo parlarne. Io credo però che dei temi eticamente sensibili bisogna parlare». «È una strumentalizzazione che non ha né capo né coda - ha dichiarato invece Antonio Di Pietro - il voler introdurre nella campagna elettorale un tema, come quello dell’aborto, che non dovrebbe far parte dei punti di revisione di un programma di governo, visto che si tratta di un diritto acquisito».
''Personalmente mi ritengo contrario ad un'alleanza tra Radicali e Pd, e spero che il partito dei Radicali non sparisca perchè come ha dichiarato Pannella i Radicali difficilmente arriveràno al 4%. Con la scomparsa del Partito Radicale si perde un pezzo di cultura della nostra società. Questo non cambia le mie idee sul non voto.''
Domenico Letizia
martedì 12 febbraio 2008
La Rosa bianca con le spine per Casini e la Lista per la pre-morte

Alla fine è sbocciata anche la rosa bianca. In un tondo blu, dove nella parte inferiore compaiono le parole Libertà e Solidarietà: questo il simbolo presentato alla stampa da Savino Pezzotta, Bruno Tabacci, Mario Baccini e Guido Folloni. È il simbolo dell’ennesimo partito italiano: una Rosa Bianca, presentato come un’espressione di perfezione, rinascita e bellezza che esprime nel bianco l’idea di freschezza e rinnovamento, mentre il blu utilizzato per lo sfondo si ispira alla bandiera europea, per sottolineare l’adesione ai suoi valori.
“Libertà e solidarietà”, spiega Pezzotta ex segretario Cisl e presidente del partito, “non sono in contraddizione per chi come noi punta a valorizzare l’economia di mercato con la garanzia delle tutele sociali. Ci presentiamo come una forza nuova che volta le spalle alla politica muscolare per dare spazio alla politica dei miti, intese come persone, che non si arrendono e considerano l’Italia un grande Paese che può diventare più grande a patto che si riparta dalle esigenze delle famiglie”.
Niente muscoli, quindi, ma sì alle stoccate. A Pier Ferdinando Casini, in primis: “Casini non ha avuto coraggio, poteva cominciare con noi una nuova esperienza. Ora torna con le mani dietro la schiena, mi sembra si dica così…”, dice Pezzotta in riferimento alle trattative in corso tra il leader dell’Udc e Silvio Berlusconi per un eventuale ingresso o apparentamento con il Partito delle libertà.
Dal canto suo, Bruno Tabacci, candidato premier della nuova formazione centrista, alla domanda dei cronisti se sia possibile una intesa con Casini, qualora l’Udc non entrasse nel Pdl ricorda che: “Ci sono contatti espliciti tra di loro per trovare una intesa ma noi non partecipiamo a questo mercato o, come dice il Cavaliere, a questo teatrino della politica”. Sulla possibilità di superare la soglia del 4% e sul potenziale bacino elettorale della Rosa bianca, Baccini risponde così ai cronisti: “Pensate che in Italia ci siano solo un 4% di cittadini incavolati? Sono molto ma molto di più e noi ci rivolgiamo a loro”. 
Il giornalista Giuliano Ferrara ha deciso di candidarsi alle prossime elezioni politiche con una sua "lista pro-life" correndo con il centrodestra o da solo.
"Il centrodestra sarebbe il luogo naturale di una lista così", ha spiegato Ferrara in un'intervista apparsa oggi sulle pagine del Corriere della sera.
Recentemente Ferrara ha dato avvio a una campagna di stampa del suo quotidiano "Il Foglio" contro l'interruzione volontaria di gravidanza, chiedendo una "moratoria sull'aborto".
I principi del pensiero di Ferrara, spiega lui stesso, sono tre.
Il primo: nessuna donna è obbligata a partorire; secondo: nessuna donna deve essere perseguita legalmente perché abortisce; terzo: l'aborto è un male, va sradicato, non può essere utilizzato come strumento di controllo delle nascite, come avviene quando le donne sono obbligate i incentivate ad abortire.
"Il sondaggista Pagnoncelli ha rilevato che una lista come la nostra avrebbe di sicuro il 4%, forse il 6%. Se Berlusconi rispondesse di sì all'apparentamento lo sbarramento sarebbe al 2%: riuscirei ad andare in Parlamento con un gruppo di persone che farebbe questa battaglia culturale", ha detto Ferrara aggiungendo che in vista della candidatura lascerà l'emittente La7 dove conduce il programma "Otto e mezzo".
Se invece -- prosegue Ferrara -- "Berlusconi resiste, per chissà quali ragioni che non saprà spiegare né a me né a se stesso, andrò avanti. Gli proporrò di apparentarsi con noi in alcune regioni al Senato". Ferrara ha chiesto al leader del Pdl di dargli una risposta "in fretta".
Rispondendo alla giornalista che gli chiedeva se andando da solo non farà perdere voti al centrodestra, Ferrara ha detto: "No. Pagnoncelli dice che prenderò voti a sinistra".
Il giornalista ha detto che nelle sue liste "ci saranno alcuni collaboratori de 'Il Foglio', esponenti del movimento della vita" e che l'ingresso verrà proposto anche alla scrittrice Susanna Tamaro e ad altre donne e uomini liberi.


