
Alla fine è sbocciata anche la rosa bianca. In un tondo blu, dove nella parte inferiore compaiono le parole Libertà e Solidarietà: questo il simbolo presentato alla stampa da Savino Pezzotta, Bruno Tabacci, Mario Baccini e Guido Folloni. È il simbolo dell’ennesimo partito italiano: una Rosa Bianca, presentato come un’espressione di perfezione, rinascita e bellezza che esprime nel bianco l’idea di freschezza e rinnovamento, mentre il blu utilizzato per lo sfondo si ispira alla bandiera europea, per sottolineare l’adesione ai suoi valori.
“Libertà e solidarietà”, spiega Pezzotta ex segretario Cisl e presidente del partito, “non sono in contraddizione per chi come noi punta a valorizzare l’economia di mercato con la garanzia delle tutele sociali. Ci presentiamo come una forza nuova che volta le spalle alla politica muscolare per dare spazio alla politica dei miti, intese come persone, che non si arrendono e considerano l’Italia un grande Paese che può diventare più grande a patto che si riparta dalle esigenze delle famiglie”.
Niente muscoli, quindi, ma sì alle stoccate. A Pier Ferdinando Casini, in primis: “Casini non ha avuto coraggio, poteva cominciare con noi una nuova esperienza. Ora torna con le mani dietro la schiena, mi sembra si dica così…”, dice Pezzotta in riferimento alle trattative in corso tra il leader dell’Udc e Silvio Berlusconi per un eventuale ingresso o apparentamento con il Partito delle libertà.
Dal canto suo, Bruno Tabacci, candidato premier della nuova formazione centrista, alla domanda dei cronisti se sia possibile una intesa con Casini, qualora l’Udc non entrasse nel Pdl ricorda che: “Ci sono contatti espliciti tra di loro per trovare una intesa ma noi non partecipiamo a questo mercato o, come dice il Cavaliere, a questo teatrino della politica”. Sulla possibilità di superare la soglia del 4% e sul potenziale bacino elettorale della Rosa bianca, Baccini risponde così ai cronisti: “Pensate che in Italia ci siano solo un 4% di cittadini incavolati? Sono molto ma molto di più e noi ci rivolgiamo a loro”. 
Il giornalista Giuliano Ferrara ha deciso di candidarsi alle prossime elezioni politiche con una sua "lista pro-life" correndo con il centrodestra o da solo.
"Il centrodestra sarebbe il luogo naturale di una lista così", ha spiegato Ferrara in un'intervista apparsa oggi sulle pagine del Corriere della sera.
Recentemente Ferrara ha dato avvio a una campagna di stampa del suo quotidiano "Il Foglio" contro l'interruzione volontaria di gravidanza, chiedendo una "moratoria sull'aborto".
I principi del pensiero di Ferrara, spiega lui stesso, sono tre.
Il primo: nessuna donna è obbligata a partorire; secondo: nessuna donna deve essere perseguita legalmente perché abortisce; terzo: l'aborto è un male, va sradicato, non può essere utilizzato come strumento di controllo delle nascite, come avviene quando le donne sono obbligate i incentivate ad abortire.
"Il sondaggista Pagnoncelli ha rilevato che una lista come la nostra avrebbe di sicuro il 4%, forse il 6%. Se Berlusconi rispondesse di sì all'apparentamento lo sbarramento sarebbe al 2%: riuscirei ad andare in Parlamento con un gruppo di persone che farebbe questa battaglia culturale", ha detto Ferrara aggiungendo che in vista della candidatura lascerà l'emittente La7 dove conduce il programma "Otto e mezzo".
Se invece -- prosegue Ferrara -- "Berlusconi resiste, per chissà quali ragioni che non saprà spiegare né a me né a se stesso, andrò avanti. Gli proporrò di apparentarsi con noi in alcune regioni al Senato". Ferrara ha chiesto al leader del Pdl di dargli una risposta "in fretta".
Rispondendo alla giornalista che gli chiedeva se andando da solo non farà perdere voti al centrodestra, Ferrara ha detto: "No. Pagnoncelli dice che prenderò voti a sinistra".
Il giornalista ha detto che nelle sue liste "ci saranno alcuni collaboratori de 'Il Foglio', esponenti del movimento della vita" e che l'ingresso verrà proposto anche alla scrittrice Susanna Tamaro e ad altre donne e uomini liberi.
martedì 12 febbraio 2008
La Rosa bianca con le spine per Casini e la Lista per la pre-morte
lunedì 11 febbraio 2008
I Popolari per nulla popolari!

'Il campanile non suona le sue campane' Domenico Letizia
Il Ministro della Giustizia, Clemente Mastella e sua moglie Sandra Lonardo hanno due figli, Elio e Pellegrino. Pellegrino è sposato a sua volta con Alessia Camilleri. Una bella famiglia come le altre, ma con qualcosa in più. Per sapere cosa, partiamo dal partito di Clemente che, come i più informati sanno, si chiama Udeur. L'Udeur, in quanto partito votato dall'1,4% degli italiani adulti, ha diritto ad un giornale finanziato con denaro pubblico. Si chiama "Il Campanile", con sede a Roma, in Largo Arenula 34. Il giornale tira circa 5.000 copie, ne distribuisce 1.500, che in realtà vanno quasi sempre buttate. Lo testimoniano il collega Marco Lillo dell'Espresso, che ha fatto un'inchiesta specifica, sia un edicolante di San Lorenzo in Lucina, a due passi dal parlamento, sia un'altro nei pressi di Largo Arenula. Dice ad esempio il primo: "Da anni ne ricevo qualche copia. Non ne ho mai venduta una, vanno tutte nella spazzatura!". A che serve allora -direte voi- un giornale come quello? Serve soprattutto a prendere contributi per la stampa. Ogni anno Il Campanile incassa 1.331.000euro. E che fara' di tutti quei soldi, che una persona normale non vede in una vita intera di lavoro? Insisterete ancora voi. Che fara'? Anzitutto l'editore, Clemente Mastella, farà un contratto robusto con un giornalista di grido, un giornalista con le palle, uno di quelli capace di dare una direzione vigorosa al giornale, un opinionista, insomma. E così ha fatto. Un contratto da 40.000 euro all'anno. Sapete con chi? Con Mastella Clemente, iscritto regolarmente all'Ordine dei Giornalisti, opinionista e anche segretario del partito. Ma è sempre lui, penserete! Che c'entra? Se è bravo! Non vogliamo mica fare discriminazioni antidemocratiche. Ma andiamo avanti. Dunque, se si vuol fare del giornalismo serio, bisognerà essere presenti dove si svolgono i fatti, nel territorio, vicini alla gente. Quindi sarà necessario spendere qualcosa per i viaggi. Infatti Il Campanile ha speso, nel 2005, 98.000 euro per viaggi aerei e trasferte. Hanno volato soprattutto Sandra Lonardo Mastella, Elio Mastella e Pellegrino Mastella, nell'ordine. Tra l'altro, Elio Mastella è appassionato di voli. Era quello che fu beccato mentre volava su un aereo di Stato al gran premio di F1 di Monza, insieme al padre, Clemente Mastella, nella sua veste di amico del vicepresidente del Consiglio, Francesco Rutelli. Ed Elio Mastella, che ci faceva sull'aereo di Stato? L'esperto di pubbliche relazioni di Rutelli, quello ci faceva! Quindi, tornando al giornale, le destinazioni. Dove andranno a fare il loro lavoro i collaboratori de Il Campanile? Gli ultimi biglietti d'aereo (con allegato soggiorno) l'editore li ha finanziati per Pellegrino Mastella e sua moglie Alessia Camilleri Mastella, che andavano a raggiungere papà e mamma a Cortina, alla festa sulla neve dell'Udeur. Siamo nell'aprile del 2006. Da allora -assicura l'editore- non ci sono più stati viaggi a carico del giornale. Forse anche perché è cominciata la curiosità del magistrato Luigi De Magistris, sostituto procuratore della Repubblica a Catanzaro, il quale, con le inchieste Poseidon e Why Not, si avvicinava ai conti de Il Campanile. Ve lo ricordate il magistrato De Magistris? Quello a cui il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, mandava tutti quei controlli, uno ogni settimana, fino a togliergli l'inchiesta? Ve lo ricordate? Bene, proprio lui! Infine, un giornale tanto rappresentativo deve curare la propria immagine. Infatti Il Campanile ha speso 141.000euro per rappresentanza e 22.000euro per liberalità, che vuol dire regali ai conoscenti. Gli ordini sono andati tra gli altri alla Dolciaria Serio e al Torronificio del Casale, aziende di Summonte, il paese dei cognati del ministro: Antonietta Lonardo (sorella di Sandra) e suo marito, il deputato Udeur Pasquale Giuditta. Ma torniamo un attimo agli spostamenti. La Porsche Cayenne (4000 di cilindrata) di proprietà di Pellegrino Mastella fa benzina per 2.000euro al mese, cioè una volta e mezzo quello che guadagna un metalmeccanico. Sapete dove? Al distributore di San Giovanni di Ceppaloni, vicino a Benevento, che sta proprio dietro l'angolo della villa del Ministro, quella con il parco intorno e con la piscina a forma di cozza. E sapete a chi va il conto? Al giornale Il Campanile, che sta a Roma. Miracoli dell'ubiquità. La prossima volta vi racconto la favola della compravendita della sede del giornale. A quanto è stata comprata dal vecchio proprietario, l'Inail, e a quanto è stata affittata all'editore, Clemente Mastella. Chi l'ha comprata, chiedete? Due giovani immobiliaristi d'assalto: Pellegrino ed Elio Mastella.
La Destra di Storace...Destra?! Vecchie nuove destre e rose bianche non profumate

Colpo di scena a destra: al termine della prima Conferenza nazionale organizzata da La Destra a Trieste, Francesco Storace annuncia la rottura con il Popolo delle Libertà.
Non rottura totale ma volontà di correre da soli espressa dalla gente e quindi La Destra resta disponibile per un accordo elettorale con il Pdl ma avvierà subito la raccolta di firme per la presentazione delle proprie liste elettorali.
"La nostra presenza", ha detto Storace, "non dipende solo da un simbolo, ma dal richiamo ai valori. Ma l'alternativa è di non rappresentare nulla. Siamo i più leali di tutti, ma Berlusconi se lo toglie dalla testa che aderiamo al Ppe. Se la Lega non vuole sporcarsi le mani con Mastella, figuriamoci noi. Dobbiamo prepararci a tutto, ma non pretendiamo tutto. La battaglia per il simbolo è scontata perché è questione di dignità e non di visibilità, ma da soli c'è il rischio di far vincere Veltroni. La Destra vuole contribuire a combattere il centrosinistra ma a una condizione, che sia rispettata la nostra dignità".
E, sorpresa delle sorprese, Storace ha deciso di candidare Daniela Santanchè come premier.
La Santanchè ha prontamente dichiarato: "ringrazio di cuore Storace e tutti i dirigenti e resto a disposizione del partito per le decisioni che stiamo per assumere con il grande orgoglio di rappresentare, assieme a migliaia e migliaia di militanti e simpatizzanti la vera destra italiana. Siamo tutti pronti a batterci con il coraggio di sempre per tenere alti quei valori e quegli ideali che nessun cartello elettorale o personale potrà mai cancellare".
La decisione è ormai ufficiale anche perchè, a seguito del colloquio con Silvio Berlusconi, Francesco Storace ha dichiarato: "abbiamo presentato con orgoglio la candidatura di Daniela Santanchè a premier per La Destra. Di fronte ai veti verso La Destra, nessuna scelta. Così, La Destra corre da sola e non va nel Pdl. Si pretende che La Destra non ci sia. Con Berlusconi c'è un rapporto che va avanti da anni, ma noi andiamo comunque con il nostro simbolo". 
Nasce al Centro la Rosa Bianca per l'Italia
Una rosa bianca con lo stelo verde e due foglie blu accompagnate dalle parole libertà e solidarietà. E' lo stemma della nuova formazione politica nata dai fuoriusciti dell'Udc Mario Baccini e Bruno Tabacci, rispettivamente segretario e candidato premier alle elezioni, e che vede tra le sue fila, in qualità di presidente, l'ex segretario della Cisl Savino Pezzotta.
Il nuovo partito si chiamerà La rosa bianca per l'Italia e correrà da solo alle prossime elezioni politiche. Il movimento presenta tra le linee programmatiche la tutela della famiglia, della vita e una rimodulazione dello stato sociale.
C'è semplicemente da dire comic elezioni 2008 e non voto!


