SITO ANARCOLIBERALE A CURA DI DOMENICO LETIZIA. Laboratorio per un Neo-Anarchismo Analitico che sia Liberoscambista, Volontarista, Possibilista e Panarchico con lo sguardo verso i valori del Liberalismo Classico, del Neo-mutualismo e dell'Agorismo. Un laboratorio che sperimenti forme di gestione solidali, di mercato dencentralizzato e di autogestione attraverso l'arma della non-violenza e lo sciopero fiscale, insomma: Disobbedienza Civile

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mercoledì 29 luglio 2009

LETTERA A GIORGIO FIDENATO

http://www.movimentolibertario.it/home.php?fn_mode=fullnews&fn_id=310&fn_cid=4



Salve Giorgio,
Sono Domenico Letizia da Maddaloni in provincia di Caserta.
Sono un libertario è in quanto tale, amante della libertà. Le scrivo per complimentarli per il coraggio che lei sta dimostrando nel portare avanti questa battaglia che è la nostra battaglia, la battaglia dei cittadini stanchi di uno statalismo che è inutile, dannoso ed illiberale.
Le notizie delle sue iniziative si stanno diffondendo, anche grazie al giro-voce che noi anarcoliberali stiamo facendo, tutti i settori dell'anarchismo ne stanno prendendo coscienza.
Finalmente, direi, questa è una battglia sacrosanta nel pieno rispetto della non-violenza e della Disobbedienza Civile, il problema come tutto è sempre lo stesso: lo stato! Bisogna eliminarlo e anche in fretta, mai come oggi la sua distruttiva presenza è all'interno dell'economia, della società e nella nostre intime scelte.
Il leviatano avanza, ma iniziative come quella intrapresa da lei ci allietano e ci fanno sperare.
Per questo le chiedo in caso di bisogno (dal firmare una petizone, al diffondere notizie, a scrivere ai politici ecc..) insomma qualsiasi cosa in cui potrò esserle utile, di farmi sapere, sono dalla sua e dalla parte degli antistatalisti. Noi stiamo lavorando per unire tutti i settori dell'anarchismo con la sua battaglia, battaglia autenticamente libertaria.
Con gioia le do la mia solidarietà.
Saluti Libertari,
Domenico Letizia
Centro Studi Libertari: http://www.claustrofobia.org/

RISPOSTA DI GIORGIO FIDENATO
Carissimo Domenico, Leonardo mi ha girato questa tua mail, che mi ha ovviamente riempito di gioia. Sapere che non solo ci sono persone (e cominciano ad essere tante per fortuna) che condividono questa battaglia mia, del Movimento Libertario e degli Agricoltori Federati che rappresento, ma che si rendono anche disponibili ad eventuali azioni è di buon auspicio.
Esatto, questa è la battaglia delle battaglie di fronte all’immobilità della politica-politicante e all’avanzata senza sosta dello statalismo peggiore, che ormai ha la pretesa di decidere per noi dalla nascita sino alla tomba. Che voi di www.claustrofobia.org la condividiate – e la divulghiate – è motivo, ancor di più, di non arrestarsi un solo attimo.
Rimango a disposizione, tramite il Movimento Libertario (tra l’altro Leonardo Facco con I Fogli di Enclave, Enclave e il videogiornale sta dando ad essa tutto il risalto necessarrio), per qualsiasi cosa.
Con grande amicizia, Viva la libertà!
Giorgio Fidenato

lunedì 22 giugno 2009

domenica 24 maggio 2009

Nasce il Centro Studi Libertari Claustrofobia per ‘rifondare’ l’anarchismo


Di Domenico Letizia

Ecco ci siamo, alla presentazione di questo nuovo progetto: il Centro Studi Libertari Claustrofobia, che trovate all’indirizzo: http://www.claustrofobia.org/
Claustrofobia è un centro che si ripropone di analizzare o di ricanalizzare il pensiero anarchico e libertario in un ottica originaria, individualista, liberale o semplicemente pura: si tratta di riconoscere nei fondamentali della “civiltà liberale” gli elementi base per la demolizione della cultura degli assoluti categorici. Base della nostra proposta è, quindi, l´autodeterminazione dell´individuo in ogni campo, sia pure non in una visione solipsistica, ma tale da sottolineare le reciproche interdipendenze, accettando alcuni spunti sia dell’anarcocapitalismo che del pensiero anarchico classico. Ci si ritrova a studiare una società statale e a cercar ipotesi di società senza stato, tutto basato su documentazione ed analisi.
Claustrofobia prende il nome della rivista Claustrofobia cinque numeri usciti alla fine degli anni '70, frutto dell'opera solitaria di Riccardo La Conca, e rifacendoci un po’ allo scalpore che una simile rivista produsse in quei anni, Claustrofobia vuole inserirsi come una voce all’interno dell’anarchismo, analizzarlo e praticarlo.
Ecco cosa troviamo sul sito, alla voce ‘Chi siamo’: Claustrofobia.org nasce da un’alleanza tra libertari possibilisti liberoscambisti, si propone di creare un luogo di studio e di azione politica riunendo e conciliando, pur mantenendo le dovute differenze, anarcosindacalisti, mutualisti, agoristi e anarcoliberali rifacendosi all’individualismo anarchico e al liberalismo delle origini, alla tradizione dell’autosufficienza, delle comunità locali, del volontarismo federativo e della decentralizzazione, si propone di creare una struttura economica nuova, decentralizzata e autonoma, invitando i lavoratori a ritirarsi in una struttura economica non politicizzata dalle logiche statali, costruire la società giusta nel guscio di quella vecchia. Siamo uniti in un’opposizione allo Stato, al militarismo e all’intolleranza culturale (discriminazione sessuale, razzismo) basando la nostra strategia per la liberazione creando movimento e istituzioni alternative e rifiutando la politica elettorale.
E’ nato, ringrazio tutti dal gentilissimo creatore del sito al dott. Luigi Corvaglia tra i fondatori del nostro Centro. Ora oltre D. Letizia, D. Fidone, e speriamo presto anche F. Massimo Nicosia e lo stesso Riccardo La Conca, rivolgo l’invito a partecipare con critiche, proposte e analisi tutto il mondo anarchico e libertarian, personalmente spero anche in una partecipazione di Pietro Adamo, Nico Berti e nell’aiuto di alcune grandi riviste del libertarismo Italiano. Ma soprattutto spero nella partecipazione di tutti coloro che si sentono libertari, i presupposti per iniziare ci sono già: Iniziamo.

"Il mio identikit politico è quello di un libertario, tollerante. Se poi anarchico l'hanno fatto diventare un termine orrendo... In realta' vuol dire solo che uno pensa di essere abbastanza civile da riuscire a governarsi per conto proprio, attribuendo agli altri, con fiducia, le stesse capacità" ( Fabrizio De André )